Partiamo da qui: dal 27 al 29 giugno, l’Isola d’Elba si è letteralmente trasformata in una fucina di idee sotto l’egida del SEIF (Sea Essence International Festival), manifestazione di partnership pubblico-privato dedicata alla salvaguardia dell’ambiente e promossa dalla Fondazione Acqua dell’Elba. La lista degli enti che hanno dato il patrocinio è lunga: i tre Comuni di Portoferraio, Marciana Marina, Capoliveri, il Ministero dell’ambiente e sicurezza energetica, il Ministero per la protezione civile e le politiche del mare, la Guardia Costiera – Capitaneria di Porto. Ultimo ma non ultimo, l’endorsement dell’UNESCO, con il Decennio del Mare.
Il SEIF è giunto alla giunto alla sua settima edizione. E’ nato ancor prima che fosse istituita la Fondazione Acqua dell’Elba. Creata nel 2022 dall’omonima manifattura artigianale di profumi, la Fondazione è promotrice di un evento che mira a sottolineare l’importanza del mare nella quotidianità e a favorire la sostenibilità dell’ecosistema. Non solo tutela del mare, però. Il SEIF dà anche spazio a progetti di comunità legati alla terra, con tematiche che abbracciano ambiente, istruzione, cultura, sanità e arte, e con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita sull’Isola e oltre.
Tra le iniziative, un posto di riguardo merita il Progetto Blue Schools, che vede sette scuole dell’Arcipelago Toscano impegnate attivamente nella sensibilizzazione e protezione dell’ambiente marino, e certificate dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC). Un progetto che non solo fornisce accesso a risorse e formazione per gli insegnanti, ma che crea anche una comunità internazionale di scuole unite dallo stesso obiettivo.
C’è un altro tipo di comunità che merita attenzione. Una comunità che parla di futuro energetico: la CER Isola d’Elba. E’ stata una delle prime esperienze operative in Italia nel campo dell’autoproduzione e della condivisione dell’energia, perché il concetto di comunità energetica rinnovabile passa dall’autoconsumo personale a quello condiviso.
Due diverse storie che parlano della stessa Isola. Vediamole da vicino.
Il mare al centro: una rete globale per le “scuole blu”

In un contesto di crescente consapevolezza sull’importanza del mare, la Commissione Ue ha lanciato nel 2020 la “EU4Ocean Coalition“, una coalizione volta a sensibilizzare la società civile sull’importanza degli oceani. È la DG MARE della Commissione Ue a lanciare e finanziare le iniziative della EU4Ocean Coalition, definendone le direzioni e le priorità, inclusa la Rete Europea delle Scuole Blu.
Sandra Castañer, policy officer presso la DG MARE della Commissione Ue, è a capo delle iniziative dedicate alla salvaguardia degli oceani. “La Commissione Europea collabora attivamente con la IOC dell’UNESCO. Questa partnership promuove la rete e coinvolge un numero sempre maggiore di scuole. Il successo della Rete Europea delle Scuole Blu è stato tale da ispirare la creazione di una Rete Globale di Scuole Blu, attualmente guidata proprio dall’UNESCO IOC. La rete europea rappresenta la componente Ue e intende supportare altre regioni del mondo nell’implementazione di programmi simili a quello sviluppato in Europa”, spiega la Castañer.
Rete Europea delle Scuole Blu e Arcipelago Toscano
Attualmente, la Rete Europea delle Scuole Blu conta 680 istituti in tutta l’Unione Europea, di cui ben 94 solo in Italia. E’ con grande entusiasmo, continua Sandra Castañer, che sono state incluse anche le sette scuole dell’Arcipelago Toscano, tra cui spiccano i progetti “Blue Schools” dell’Elba. Far parte della rete europea offre molteplici vantaggi agli insegnanti:
- Accesso a risorse educative: strumenti e materiali per insegnare meglio la cultura dell’oceano.
- Opportunità di networking: connettersi e collaborare con quasi 700 scuole in tutta Europa.
- Finanziamenti: supporto economico per lo sviluppo di progetti didattici innovativi sull’oceano.
Il legame con una rete europea e globale rafforza l’importanza del ruolo locale nel contesto internazionale. È un esempio tangibile di come la collaborazione tra istituzioni internazionali possa innescare un circolo virtuoso e duraturo a livello globale, partendo da realtà locali.
Tutte e sette le scuole dell’Arcipelago Toscano hanno svolto una serie di attività innovative, dagli esperimenti sul campo ai giochi da tavolo. Tutte, mirate alla conservazione dell’ambiente marino. Non sono mancati progetti scientifici di monitoraggio costiero, come quello dell’Istituto Giosuè Carducci di Porto Azzurro: gli studenti, equipaggiati con taccuini, schede di riconoscimento e microscopi portatili, hanno analizzato organismi spiaggiati, partecipando a un progetto di Citizen Science in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. Si contano poi anche progetti editoriali, che hanno portato alla pubblicazione del libro “Storie in Battigia”, un volume che raccoglie 20 storie illustrate i cui autori sono i bambini.
Un’energia di comunità per l’Isola d’Elba
Lo spirito del Festival è contagioso e crea ricadute virtuose che si estendono indirettamente anche ad altri progetti di comunità sull’isola. Nella fattispecie, progetti di comunità energetiche. Dal palco di Capoliveri, Claudio Della Lucia, rappresentante Comitato Fondatore della CER Isola d’Elba, illustra la realtà di questa comunità, una delle prime esperienze operative in Italia. “La comunità energetica è un gruppo di persone, soggetti privati, aziende, associazioni, enti che hanno come scopo quello di condividere energia rinnovabile. E’ una comunità energetica locale che scambia energia con qualcuno che la produce e riceve incentivi sugli scambi. In più, entro novembre – è passato da poco l’ultimo decreto – nei comuni fino a 50.000 abitanti c’è un contributo a fondo perduto del 40% per la realizzazione delle strutture. E quindi noi ci siamo. E tutte le isole minori italiane ci sono”.
All’Elba sono in fase di realizzazione impianti per circa 2,5 KW, con l’obiettivo di raggiungere i 5-7 KW entro novembre, ultima scadenza per presentare domanda di incentivi al GSE. La CER Isola d’Elba conta ad oggi un centinaio di membri e ha preso forma due anni e mezzo fa. I primi passi sono stati mossi dalle associazioni di categoria e dalla Camera di Commercio, che si sono assunte l’onere finanziario e burocratico della costituzione.
Incentivi e Prospettive di Crescita
Il funzionamento delle comunità energetiche si basa su un sistema di incentivi rispetto al numero di scambi di energia che si registrano sulla cabina primaria a cui è collegata la CER, anche se le nuove disposizioni normative hanno eliminato la restrizione di una comunità per ogni cabina primaria. A questo si sono aggiunte le opportunità di finanziamento a fondo perduto per la costruzione di nuovi impianti, da far valere tramite fondi PNRR.
Al momento, la comunità energetica dell’Elba conta pochi impianti operativi, poiché solo quelli installati successivamente alla data di nascita della comunità possono aderire allo schema di finanziamento. Ma il piano di sviluppo prevede la realizzazione di oltre ottanta nuovi impianti. Quelli esistenti sono ancora esclusivamente solari. Tuttavia, la comunità energetica elbana sta esplorando nuove frontiere con l’Università di Firenze sul tema dell’integrazione tra energia e paesaggio.
E’ in questo senso che Della Lucia lancia una “sfida” per l’ottava edizione del SEIF: spingere per includere le “Blue Energy”, quelle provenienti dal mare, nei decreti sulle energie rinnovabili. Sottolinea come le isole siano laboratori ideali per la decarbonizzazione. Essendo un’isola, l’Elba avrebbe un enorme potenziale in questo settore, che al momento però non rientra tra le fonti rinnovabili previste per le comunità energetiche.
“Noi siamo isola, parliamo di mare. E in tutti questi decreti le energie rinnovabili citate – che possono rientrare nelle comunità energetiche – non includono le Blue Energy. Non ci sono le energie che vengono dal mare. Ecco, questo potrebbe essere un qualcosa da provare a far aggiungere”, conclude.
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