“Il Mediterraneo è il primo internet del mondo”. Cattura l’attenzione l’affermazione lanciata durante le celebrazioni del Premio SEIF 2025. La premiazione si è svolta venerdì 27 giugno nella vivace piazza di Capoliveri, all’Isola d’Elba. Il riconoscimento, parte dell’omonimo Sea Essence International Festival promosso dalla Fondazione Acqua dell’Elba, è stato assegnato a Letizia Magaldi, presidente dell’Associazione Kyoto Club, premiata per la sua “straordinaria capacità di creare alleanze e promuovere azioni concrete” a favore della tutela del territorio.
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L’Elba, la più grande tra le isole minori, con 32 mila abitanti che ad agosto raggiungono i 300, offre lo scenario perfetto per parlare di tutela dell’ambiente e del mare. Lo fa tramite il SEIF Festival, un evento di partnership pubblico-privato, interamente dedicato alla tutela e alla valorizzazione del mare e della sua essenza.
Si apre una due giorni ricca di eventi, tavole rotonde, iniziative. Numerosi gli ospiti che si susseguono sul palco: dai saluti istituzionali di Fabio Murzi e Norman Larocca – rispettivamente Presidente e Direttore della Fondazione Acqua dell’Elba – ai talk di Rossella Muroni, direttrice scientifica Festival SEIF. Seguono i collegamenti con Lorenzo Cipriani a bordo della barca a vela Milanto, gli interventi di Ermete Realacci, presidente di Symbola, del sindaco di Pollica Stefano Pisani, dei ragazzi vincitori del Premio d’Arte “Acqua dell’Elba”, di Vincenzo Schettini, con il suo spettacolo “La Fisica dell’Estate”.
L’essenza delle cose non è un modo di dire
Premio e Festival hanno uno scopo: dare valore a chi si impegna per il mare e la sostenibilità, intesa non solo in termini ambientali (la capacità di mantenere l’equilibrio degli ecosistemi nel lungo periodo), ma anche in termini sociali, ovvero saper valorizzare il proprio territorio come fulcro di sviluppo culturale ed economico senza alterare il rapporto tra uomo e ambiente.
E’ questa la visione che il SEIF porta avanti con passione, quella di diffondere la bellezza e i valori propri dell’isola, con un forte accento sulla promozione di persone e ambiente.
“Essenza” non è solo un esercizio di stile. E’ una parola gentile, sì, che però scende dentro la materia. Sono le erbe e i profumi che permeano l’isola: legni marini, agrumi, gelsomini, mirti, alghe… Il fil rouge che intreccia essenza, comunità e Storia è il Mediterraneo, da sempre fattore unificante tra territorio e comunità. Collega le società nel suo ruolo di “primo internet del mondo”. Per questo, l’edizione SEIF 2025 è dedicata alle comunità del nostro mare.
Sono numerose le novità di quest’anno rispetto alle edizioni precedenti. Innanzitutto, il Festival diventa itinerante, spostandosi – dal 27 al 29 giugno – tra le località di Portoferraio, Capoliveri e Marciana Marina. Ma è solo una delle “innovazioni”. Tra le altre novità, spicca il completamento dell’anello ovest del cammino costiero, realizzato in collaborazione con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, e l’estensione della certificazione “Scuole Blu”, conferita dalla Commissione Oceanografica dell’UNESCO. L’Isola d’Elba è stata la prima in Europa a ottenere questo riconoscimento e, quest’anno, la certificazione sarà ampliata all’intero Arcipelago, rafforzando il legame tra tutela ambientale e educazione.
Il periplo dell’isola
Si parte di buon’ora per inaugurare i cammini n. 6-7-8 della “Via Essenza”, che chiudono il sentiero ad anello dell’Elba occidentale. Non si tratta di tagliare un nastro, ma di percorrere fisicamente a piedi un breve tratto di costa da Biodola a Procchio, attraversando il tunnel sotterraneo di una casa matta della Seconda Guerra Mondiale e una baia dove nidifica la tartaruga Caretta Caretta.
“Il progetto parte da lontano e si è molto evoluto dopo la collaborazione con il Parco Nazionale Arcipelago Toscano. Sono otto tappe tra gli 8 e i 12 km, per un totale di 66,5 km, che chiudono ad anello la parte occidentale dell’isola d’Elba attorno a Monte Capanno. Abbiamo iniziato tre anni fa tramite un accordo quadro con il Parco. L’obiettivo era creare i sentieri per poi per dotarli di una segnaletica. All’inizio e alla fine di ogni tappa ci sono pannelli che spiegano cosa si sta andando a vedere e, lungo il percorso, ci sono cinque paletti con QR code dove si spiega cosa si vede in quel momento. L’anno scorso abbiamo aperto altre due tappe arrivando alla costa sud, a Marina di Campo. Quest’anno chiudiamo l’anello occidentale con questi ultimi tre sentieri”, racconta così la genesi e sviluppo del progetto Norman Larocca, direttore della Fondazione Acqua dell’Elba.
A completare il quadro delle iniziative, interviene il presidente Fabio Murzi. L’ente no-profit nasce per strutturare l’impegno che l’azienda benefit portava avanti già da anni. L’obiettivo è creare valore economico, culturale e sociale per l’isola, il luogo che ha visto nascere e crescere “Acqua dell’Elba” e in cui l’azienda intende rimanere radicata. Operando su cinque aree tematiche – ambiente, istruzione, arte, cultura e sociale – l’obiettivo è quello di realizzare progetti per promuovere la coesione sociale e favorire impatti duraturi. Altro fiore all’occhiello della Fondazione sono le Scuole Blu, un progetto particolarmente caro ad Acqua dell’Elba, profondamente legata al mare. “E’ uno dei progetti che ci sta più a cuore. Grazie al contributo della Commissione Oceanografica dell’Unesco – che ci dà l’endorsement – questa iniziativa coinvolge studenti e studentesse. Per noi è il modo migliore di dare un futuro all’isola d’Elba e, perché no, anche al pianeta”, conclude Murzi.
Tra tutte le iniziative, spicca appunto l’ideazione di un cammino costiero attorno all’Elba: la Via dell’Essenza. Nata da un’idea di Umberto Signini – guida naturalistica – e di Legambiente, questa iniziativa ha dato vita alla collaborazione con il Parco Nazionale Arcipelago Toscano, una partnership che per la Fondazione rappresenta un’importante opportunità, dato che il Parco è l’unico ente sovracomunale dell’Elba e partner ideale in ambito naturalistico e scientifico. E dunque, il sentiero ad anello occidentale, è solo una parte di un progetto costiero più ampio.
Destagionalizzare il Turismo

La Via Essenza, però, non è solo un sentiero fisico. Vuole anche essere simbolo di un percorso verso un modello di sviluppo più equilibrato. In quest’ottica, un aspetto importante del cammino è la sua fruibilità in bassa stagione, contribuendo alla destagionalizzazione del turismo, tema vitale per l’isola. Il sentiero, come parte del crescente trend dei cammini italiani, può essere percorso in circa tre giorni, da marzo a ottobre, offrendo lungo il tracciato servizi per gli escursionisti, con l’obiettivo di stabilire accordi per facilitarne la fruizione.
“E’ un percorso che può essere fruito anche in bassa stagione, che poi è uno dei temi fondamentali per un’isola come questa, quello cioè della destagionalizzazione. Si inserisce all’interno del trend sui cammini, che conosciamo bene in Italia. Un cammino che può essere usufruito in tre giorni, da marzo fino a ottobre. Il tratto di oggi non è un tratto particolarmente complicato, ma altre porzioni necessitano della dotazione escursionistica necessaria. Insomma, tre giorni di cammino lungo i quali si potranno trovare servizi, come pensioni, ristoranti, bar. La prospettiva è di fare accordi con questi operatori, in modo che il cammino possa essere usufruito da chi lo vuole fare”, spiega Norman Larocca.
La Fondazione intende ora dare ulteriore impulso di comunicazione al cammino, ormai fisicamente realizzato, per massimizzarne la visibilità e consolidare il suo valore per il territorio.
A coronamento del trekking, una curiosità. Riguarda l’origine stessa di Acqua dell’Elba e come è nata. Racconta la storia Fabio Murzi durante una sosta presso un punto panoramico sulla baia di Procchio: “Proprio qui davanti, poco sotto la superficie! Quando la Sovrintendenza archeologica fece gli scavi nel 1967, oltre a tante anfore – legate al fatto che all’Elba ci sono importanti ville romane – fu ritrovata una statuetta preziosa laminata in oro che, secondo un archeologo, era il tappo di un profumo. Ora la statuetta è conservata al Museo archeologico di Marciana, un paese sopra Marciana Marina. Questo è stato l’input che ci ha fatto venire in mente l’idea di creare l’Essenza del Mare. Il veliero è quello riprodotto sul nostro logo”. Nel video, il commento.
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