La stragrande maggioranza degli italiani (75,5%) è favorevole all’eolico. A motivare questo grande apprezzamento, in primis, il fatto che si tratta di energia pulita (43,2%) seguito con il 19,3% delle preferenze la possibilità di risparmio sui costi dell’energia. Restano però forti dubbi in merito all’installazione degli impianti, in particolare per il timore di deturpare il paesaggio (circa il 41%) e, di conseguenza, per l’impatto ambientale che essi comportano (28,8%). Sono questi alcuni tra i principali dati emersi dal sondaggio di Anev presentato il 12 giugno a Roma in occasione della Giornata Mondiale del Vento.
L’evento ha riunito istituzioni, operatori del settore energetico e rappresentanti delle associazioni ambientaliste per un confronto concreto sul ruolo strategico dell’energia eolica nella decarbonizzazione del sistema energetico italiano.
Eolico: forte sostegno nel nord est dell’Italia
“L’energia eolica è oggi una delle tecnologie più promettenti per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Italia e dell’Europa” sottolinea l’Associazione nazionale Energia del Vento, perché “produce energia elettrica in modo sostenibile, riduce la dipendenza dai combustibili fossili e consente un abbattimento dei costi energetici, a beneficio di cittadini e imprese”.
Intervenuta in videomessaggio, la viceministra dell’Ambiente Vannia Gava ha testimoniato il suo sostegno e l’interesse verso il tema affrontato. Dal sondaggio emerge un sostegno diffuso all’eolico con punte tra gli adulti e i residenti nel nord ovest (ben 98%) seguiti a poca distanza dalle isole (92%). I dati rivelano che, tra le rinnovabili disponibili, è la tecnologia eolica quella preferita dagli italiani (41,3%). Seguono solare (32,1%), idroelettrico (10,4%), geotermico (8,6%), biomasse (7,7%).
Lo studio rileva che sono state circa 11 mila le menzioni social sull’eolico, ossia 389 al giorno, che hanno generato 739 mila interazioni e 387 mila parole digitate dagli utenti. La maggiore emozione suscitata dai contenuti è il sostegno (38%). Del tema se ne parla maggiormente su X (38,3%), seguito da Instagram (33,6%), chiude Facebook con il 28,1% di menzioni.
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“Significativo impulso” da offshore e intelligenza artificiale
Nel corso dell’evento, Anev ha sottolineato come sia “fondamentale applicare le tempistiche attualmente previste e spesso disattese” si legge nella nota stampa, e poi intervenire sul quadro normativo per semplificare e velocizzare ulteriormente i processi autorizzativi. Oltre alla necessità di investire in infrastrutture e reti intelligenti, ma anche “favorire l’innovazione e potenziare gli uffici preposti con competenze e risorse adeguate”. Inoltre dall’eolico offshore e dalle tecnologie digitali come l’intelligenza artificiale, “potrà arrivare un ulteriore significativo impulso per rendere il sistema elettrico più efficiente, stabile e competitivo, e per ridurre la dipendenza energetica italiana”.
In particolare, Simone Togni, il presidente di Anev, ha sottolineato che “avvicinare i tempi previsti dalle normative ai tempi reali di autorizzazione degli impianti è la priorità da seguire” e per farlo c’è bisogno di risorse “in qualità e quantità adeguate alla sfida”. La priorità è quella di “rendere più semplice lo sviluppo dell’eolico” e ciò significa rimuovere ostacoli che “oggi rallentano una delle soluzioni più efficaci per affrontare la crisi climatica, economica ed energetica”.
Da parte sua, Gianni Vittorio Armani, presidente di Elettricità Futura, ha evidenziato che “il repowering degli impianti esistenti e la diffusione dei contratti di acquisto di energia a medio-lungo termine (Ppa) sono due soluzioni concrete e già disponibili al caro energia”. Questo perché consentono di aumentare la produzione rinnovabile senza nuovo consumo di suolo e di trasferire i vantaggi delle rinnovabili sui costi dell’energia, sganciandoli da quelli del gas.
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