
“I tre progetti sono indipendenti e riguardano altrettante cartiere collocate nel comune del lucchese, uno dei comprensori italiani nella produzione della carta” – spiega Luca Beccarelli, marketing e sales director di Intergen – “L’impianto da 1560 kWe e i ‘gemelli’ da 2000 kWe sosterranno la sopravvivenza delle aziende nonché la loro competitività, compito sempre più arduo a causa degli ingenti costi produttivi della carta”.
Simili dal punto di vista concettuale, le tre cartiere adottano un impianto cogenerativo che consente di produrre elettricità dal motore endotermico alimentato a gas naturale e di recuperare il calore: “Dei 2 MW prodotti, viene recuperato circa 1 MWt sotto forma di vapore per procedere con l’asciugatura della carta e circa 1 MWt nella forma di acqua calda utilizzata nel processo per preriscaldi nei vari utilizzi della cartiera”.
Certo, mantenere viva la storia e l’orgoglio della città ha un costo e richiede grande impegno: “l’obiettivo unico di chi sostiene un investimento che oscilla tra il milione e mezzo e i due milioni di euro è quello di diventare autoproduttori di elettricità e calore. Solitamente si preleva energia elettrica dalla rete e si produce calore con sistemi tradizionali alimentati a gas metano; con la cogenerazione, invece, l’approvvigionamento dalla rete avviene solo durante i picchi di consumo. Ovviamente aumenta la spesa per il metano (perché adoperato per produrre elettricità), ma si può raggiungere una diminuzione del 30% della bolletta energetica della cartiera”.
L’investimento, però, garantisce brevi tempi di ritorno: “Per le macchine da 2 MW si registrano saving fra i 600 mila e gli 800 mila euro e i tempi di pay-back vanno da 1,5 a 2 anni circa. Inoltre, grazie anche alla corretta gestione e manutenzione degli impianti, i risparmi aumentano: dal piano di fattibilità studiato in fase progettuale per una delle due cartiere si raggiunge un vantaggio economico vicino a 4 milioni e mezzo di euro nei primi 10 anni di esercizio. Dal punto di vista dell’investimento il mercato offre diverse soluzioni: oggi la nuova Sabatini è uno degli strumenti che può aiutare l’impresa; diversamente, l’imprenditore può comprare i vettori termici ed elettrici da aziende che erogano servizio energia o noleggiare l’impianto”.
Un progetto che coniuga tradizione e modifiche normative, rimanendo sempre al passo coi tempi: “Semplificando, con la delibera 578 del 12.12.2013 si stabilisce che solo chi riesce ad autoprodurre almeno il 50% dell’energia elettrica in assetto cogenerativo può evitare di pagare gli oneri di sistema. Questo è un vincolo molto importante, cui abbiamo prestato grande attenzione in fase progettuale: una delle due cartiere ha un assetto cogenerativo vicino al 100% e l’altra del 94%”.
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