L’Animal Award della LAV alla scienziata Francesca Pistollato

Premiata per promuovere metodi e approcci alternativi alla sperimentazione animale, con l'obiettivo di tracciare la strada verso una ricerca biomedica più etica, predittiva e libera dalla sofferenza

C’è anche la scienza d’avanguardia e senza animali tra i protagonisti della terza edizione degli Animal Awards LAV, il premio annuale della Lega Anti Vivisezione dedicato a chi si distingue per azioni coraggiose a tutela degli animali. A ricevere il riconoscimento nella categoria “ricercatori e innovatori” è stata Francesca Pistollato, Senior Program Director in Biomedical Science presso l’organizzazione internazionale Humane World for Animals (precedentemente nota come Humane Society International).

Animal Awards LAV,

La scienziata è stata votata online dai cittadini per il suo costante impegno globale nel promuovere metodi e approcci alternativi alla sperimentazione animale, con l’obiettivo di tracciare la strada verso una ricerca biomedica più etica, predittiva e libera dalla sofferenza.

La premiazione a Roma: “Serve un cambio di mentalità”

La cerimonia di premiazione si è tenuta a Roma, presso lo Spazio culturale WeGil, alla presenza del presidente di LAV, Gianluca Felicetti, della conduttrice Licia Colò e della blogger e podcaster Liala Antonino.

Da sx Felicetti, Pistollato, Colò e Antonino
Da sx Felicetti, Pistollato, Colò e Antonino

“Questo riconoscimento riaccende i riflessi sull’importanza della transizione verso una ricerca scientifica senza uso di animali, basata sulla biologia umana”, ha dichiarato Francesca Pistollato a margine dell’evento. “Per accelerare questa transizione serve una trasformazione culturale, un cambiamento di mentalità e una ridefinizione dei nostri valori che abbracci approcci scientifici avanzati, etici e rilevanti per l’essere umano”.

Un messaggio di cambiamento condiviso anche da Gianluca Felicetti: “Con questo evento abbiamo premiato chi è stato protagonista con le proprie scelte di una svolta nei costumi, nelle produzioni e nelle leggi, per un mondo migliore per tutti, in particolare per gli animali”.

I numeri della sperimentazione nel mondo e in Europa

Il premio arriva in un momento in cui i dati sull’impiego di animali nei laboratori restano macroscopici. Secondo le stime globali, ogni anno vengono utilizzati circa 190 milioni di animali nella ricerca e nei test di sicurezza.

Guardando ai confini europei, i dati ufficiali più recenti indicano che nell’Unione Europea sono stati impiegati quasi 8 milioni di animali in un solo anno. Sebbene le specie numericamente più utilizzate includano topi, pesci, ratti, conigli, porcellini d’India, criceti e uccelli, la sperimentazione scientifica continua a coinvolgere anche animali d’affezione come cani e gatti, oltre a primati non umani.

Oltre l’etica: i limiti scientifici del modello animale

La spinta verso i metodi alternativi non risponde solo a una forte urgenza etica legata alla sofferenza di esseri senzienti, ma anche a una stringente necessità scientifica.

La letteratura scientifica evidenzia sempre più spesso i limiti dei test in vivo: gli esperimenti sugli animali richiedono enormi quantità di tempo e risorse finanziarie, offrendo tuttavia una scarsa comprensione di come le sostanze chimiche o i farmaci agiscano realmente sull’organismo umano. In molti casi, il modello animale fallisce nel prevedere correttamente le reazioni umane e non riesce a replicare in modo attendibile le nostre patologie. Al contrario, i metodi animal-free (come i modelli cellulari avanzati, gli organoidi e le simulazioni computazionali) si stanno dimostrando più rapidi, meno costosi e, soprattutto, biologicamente più affidabili e rilevanti per l’uomo.

La rete globale per una scienza “Animal-Free”

La transizione difesa da Francesca Pistollato vede in prima linea Humane World for Animals, un network attivo in paesi chiave come Australia, Brasile, Canada, India, Sudafrica, Corea del Sud, Stati Uniti e all’interno della stessa Unione Europea. L’organizzazione lavora per aggiornare le normative internazionali e guida importanti coalizioni multisettoriali – come la Animal-Free Safety Assessment e la Biomedical Research for the 21st Century – con un unico obiettivo: trasformare la scienza senza animali nello standard di riferimento mondiale.


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