Lo scorso 30 dicembre è terminato l’iter parlamentare per l’approvazione della manovra finanziaria. Il provvedimento è passato alla Camera con 313 voti favorevoli e 70 contrari  ed è stato pubblicato sul supplemento ordinario n. 62 della Gazzetta ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018 ( legge 30 dicembre 2018, n. 145 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021). Tanti i temi legati al settore energia e ambiente contenuti nel testo, vediamone una panoramica.

Ecotassa per le auto più inquinanti 

Tra le misure più dibattute in ambito ambiente ed energia c’è l’ecotassa (abbinata all’ecobonus) per i veicoli più inquinanti. Questa misura prevede che, a partire dal 1° marzo, le autovetture immatricolate fino al 31 dicembre 2021 siano sottoposte a una tassa in base alle loro emissioni. Nello specifico, se le emissioni di CO2 sono superiori a 160 g/km, si dovrà pagare un’imposta all’acquisto. La cifra dovuta sarà di di 1.100 euro se il valore delle emissioni è compreso tra 161 e 175 g/km, di 1600 euro se il valore è compreso tra 176 e 200, 2000 euro per la fascia 201- 250 e 2500 per le vetture che superano i 250 g/km.

La manovra prevede anche incentivi per l’acquisto di vetture con emissioni di CO2 contenute. Il limite massimo sono 70g/km per le emissioni mentre per il prezzo di listino la soglia da non superare è 50 mila euro (iva esclusa). Rientrano nel provvedimento le auto elettriche e alcune ibride. Nello specifico se si effettua contestualmente all’acquisto una rottamazione il bonus previsto è compreso tra i 2500 e i 6 mila euro. Se invece non c’è rottamazione la fascia è 1500-4000 euro. La deadline per l’immatricolazione è il 31 dicembre 2021. Rientrano nella misura anche moto e motorini elettrici o ibridi in caso di immatricolazione con contestuale rottamazione. La percentuale  dell’incentivo è il 30%. 

Riqualificazione energetica degli immobili della P.A.

Nell’articolo 1, comma 232, introdotto durante l’esame al Senato, si autorizza, come spiega il dossier sulla manovra, “la spesa di 25 milioni di euro per il 2019 e di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022 per potenziare ed accelerare il programma di riqualificazione energetica degli immobili della P.A. centrale”.

Accise benzina, bloccati ulteriori aumenti

Nella manovra è contenuto solo il blocco di ulteriori aumenti alle accise su carburanti, benzina e gasolio, mentre slitta il taglio di queste imposte.

Biogas, confermati incentivi previsti per produzione di energia elettrica da fer non FV

Si prevede – spiega il testo – che, fino al riordino della materia, gli impianti di biogas fino a 300 KW, realizzati da imprenditori agricoli, anche in forma consortile, alimentati con sottoprodotti provenienti da attività di allevamento e della gestione del verde, continuino ad accedere agli incentivi previsti per l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, ai sensi del decreto ministeriale 23 giugno 2016, nel limite di un costo medio annuo pari a 25 milioni di euro (articolo 1, commi 954-957, introdotti nel corso dell’esame al Senato)”. 

Idrico, interventi su criteri per aggiornamento piano nazionale

Sono previste, inoltre, norme di modifica della disciplina del Piano nazionale di interventi nel settore idrico (introdotta dalla legge di bilancio 2018) con “l’autorizzazione di uno stanziamento aggiuntivo per l’attuazione di un primo stralcio del Piano e per il finanziamento della progettazione di interventi considerati strategici nel medesimo Piano, di 1 miliardo di euro (100 milioni per ciascun anno del periodo 2019-2028, di cui 60 milioni annui per la sezione “invasi”) (art. 1, commi 153-155). Al fine di favorire il completamento dei programmi di riqualificazione urbana (PRIU) a valere sui finanziamenti della legge n. 179/1992, si proroga il termine di ultimazione delle opere pubbliche e private già avviate e per le quali vi sia stata una interruzione delle attività di cantiere determinata da eventi di forza maggiore, prevedendo che la proroga abbia durata pari a quella del “fermo cantiere” (art. 1, comma 100)”.

Minambiente, autorizzazione ad assunzione di 420 unità di personale 

Nella manovra è presente inoltre l’autorizzazione “all’assunzione a tempo indeterminato, per il triennio 2019-2021, presso il Ministero dell’ambiente, di 420 unità di personale (di cui 20 di livello dirigenziale) anche in sovrannumero (con assorbimento in relazione alle cessazioni del personale di ruolo) e in deroga alla normativa vigente e senza il previo esperimento delle procedure in materia di mobilità ordinaria e collettiva. Di conseguenza si dispone la progressiva riduzione delle vigenti convenzioni del Ministero riguardanti attività di assistenza e di supporto tecnico-specialistico ed operativo in materia ambientale (articolo 1, comma 317)”.

Incentivi per la riduzione dei rifiuti

Nel testo della manovra è contenuta inoltre l’introduzione di  incentivi per la prevenzione e riduzione dei rifiuti ( con particolare attenzione a quelli in plastica). E’ previsto infatti  “un credito d’imposta nella misura del 36% delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di prodotti riciclati ottenuti da materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica nonché per l’acquisto di imballaggi biodegradabili e compostabili o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell’alluminio, nel limite di fruizione pari a 20.000 euro per ciascun beneficiario e, complessivamente, a 1 milione di euro annui per gli anni 2020 e 2021” (art. 1, commi 73-77).

Plastica monouso, invito a iniziative su base volontaria

I produttori sono invitati ad adottare, su base volontaria e in via sperimentale dal 1° gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2023, “una serie di iniziative per la riduzione dei prodotti di plastica monouso”.  Il testo della manovra menziona inoltre l’istituzione di “un fondo, presso il Ministero dell’ambiente (con una dotazione di 100.000 euro, a decorrere dal 2019) destinato a finanziare attività di studio e verifica tecnica e monitoraggio da parte dei competenti istituti di ricerca (art. 1, comma 802)”.

Intanto, rimanendo in tema di plastica, segnaliamo che dal 1° gennaio del 2019 è entrata in vigore una misura contenuta nella legge di bilancio approvata nel dicembre 2017. Si tratta del divieto di produrre e vendere cotton fioc che non siano biodegradabili e compostabili.

Istituzione fondo per la gestione e la manutenzione delle foreste italiane

La legge di bilancio prevede anche “l’istituzione di un Fondo per la gestione e la manutenzione delle foreste italiane, con una dotazione di 2 milioni di euro per il 2019, di 2,4 milioni di euro per il 2020, di 5,3 milioni di euro per il 2021 e di 5,2 milioni di euro a decorrere dal 2022 e l’aumento percentuale di compensazione del legno, nel limite di spesa di 1 milione di euro annui, a decorrere dal 2019 (art.1, co. 662 e 664, introdotti dalla Camera)”

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