Il Consiglio Europeo ha raggiunto un accordo cruciale sulla sua posizione negoziale riguardo alla bozza di regolamento per la graduale eliminazione delle importazioni di gas naturale russo. L’atto rappresenta un pilastro centrale della strategia REPowerEU, per porre fine alla dipendenza energetica da Mosca. Una risposta diretta alla strumentalizzazione delle forniture di gas da parte della Russia e alle ripetute interruzioni che hanno destabilizzato il mercato energetico europeo.

La proposta di regolamento stabilisce un divieto vincolante e progressivo che coprirà sia il gas veicolato tramite gasdotto che il gas naturale liquefatto (Gnl) proveniente dalla Russia. L’accordo del Consiglio EU mantiene la scadenza ambiziosa: il bando completo entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2028. Questo segnale forte ribadisce la volontà dell’Unione di raggiungere un mercato energetico resiliente e indipendente, salvaguardando al contempo la sicurezza degli approvvigionamenti.
Accordo storico: divieto totale entro il 2028
Per garantire l’efficacia del divieto ed evitare vie d’ingresso alternative, sono stati introdotti meccanismi aggiuntivi di monitoraggio e notifica. Questi mirano a impedire che il gas russo entri nel mercato dell’Unione attraverso le procedure di transito, ossia il gas che attraversa l’UE destinato a paesi terzi. Un punto chiave riguarda le possibili esenzioni: il Consiglio ha incaricato la Commissione Europea di stilare l’elenco dei Paesi esentati entro cinque giorni dall’entrata in vigore del regolamento.
La regolamentazione proposta impone a tutti gli Stati membri di presentare piani nazionali di diversificazione. Questi documenti dovranno delineare le misure che saranno adottate e le potenziali sfide da affrontare per diversificare le loro fonti di approvvigionamento di gas.
Tuttavia, il Consiglio EU ha concordato di esentare da quest’obbligo gli Stati membri che potranno dimostrare di non ricevere più importazioni dirette o indirette di gas russo. L’obbligo di presentare un piano di diversificazione si estenderà anche a quegli Stati membri che importano ancora petrolio russo, con l’obiettivo specifico di interrompere tali importazioni sempre entro il 1° gennaio 2028.
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