Ammonta a quattro milioni di euro la cifra destinata all’ efficientamento delle case circondariali fiorentine ‘Sollicciano’ e ‘Mario Gozzini’, autorizzata in questi giorni da Regione Toscana. La Giunta ha approvato infatti uno schema di accordo di programma tra Regione, Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, grazie al quale queste risorse finanziarie verranno impiegate per realizzare una serie di interventi volti a ridurre i consumi di energia di questi due istituti carcerari. Un’operazione che permetterà di abbattere le emissioni di gas serra e di migliorare, allo stesso tempo, il comfort degli ambienti che ospitano i detenuti.

Abbinare temi sociali e ambientali

L’intervento inserisce nella cornice più ampia del POR FESR 2014 – 2020, in attuazione dell’Asse 4 in materia di efficienza energetica. Regione Toscana ha in particolare chiesto e ottenuto di destinare le risorse ottenute da questi finanziamenti europei all’efficientamento di edifici pubblici, realizzando così un progetto che abbina in modo virtuoso i temi della sostenibilità ambientale con quelli dell’attenzione al sociale.

Insieme a Federica Fratoni, assessore all’ambiente e alla difesa del suolo di Regione Toscana abbiamo approfondito alcuni aspetti del progetto.

Da dove è nato l’input che ha portato all’approvazione del provvedimento per l’efficientamento delle case circondariali fiorentine ‘Sollicciano’ e ‘Mario Gozzini’?

L’approvazione del provvedimento è frutto della concomitanza di due fattori. Il primo elemento è l’impegno, portato avanti fin dall’insediamento della Giunta, di lavorare con l’Europa in modo che i fondi FESR per l’efficientamento energetico potessero essere destinati anche agli immobili pubblici. Si tratta infatti di un obiettivo importante da perseguire, da un punto di vista ambientale, per cercare di promuovere su larga scala l’efficienza energetica e ottenere una riduzione delle emissioni climalteranti. Questo primo fattore è andato a incrociarsi con una sensibilità dell’assessore al Diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria che ha evidenziato la necessità di intervenire sulle carceri per migliorare le condizioni di vita dei detenuti, soprattutto nei periodi in cui le temperature sono estreme come in estate e in inverno. L’idea è stata quindi quella di lavorare insieme per utilizzare al meglio i fondi comunitari, dando allo stesso tempo delle risposte sul piano sociale e su quello ambientale.

Quali sono le caratteristiche dello schema di accordo approvato?

Abbiamo optato per un’erogazione che non avviene tramite un bando, come ordinariamente succede per questo tipo di fondi, ma tramite la sottoscrizione di un accordo di programma tra tutte le amministrazioni coinvolte, uno strumento che è previsto dalla normativa. Nell’accordo sono coinvolti due ministeri, vari assessorati della regione. L’obiettivo comune è arrivare a sviluppare in modo diretto queste risorse. Tutta la progettualità nasce da una diagnosi energetica dei fabbricati, alla quale è seguita l’individuazione degli interventi essenziali da effettuare. Ora nei prossimi mesi si lavorerà sui dettagli dei progetti. Abbiamo condiviso questo strumento in modo da realizzare un percorso efficace nel quale più amministrazioni hanno concorso al raggiungimento dell’obiettivo prefissato. 

In base alla diagnosi energetica che avete realizzato, quali aree di intervento sono state individuate?

Al momento la tipologia di intervento è stata già individuata, mentre la progettazione di dettaglio è in fase di definizione. Le misure previste vanno dalla sostituzione degli infissi, all’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti, fino alla sostituzione delle caldaie e alla coibentazione. Si tratta di un mix di interventi che nel loro insieme daranno i migliori risultati, permettendo anche di ridurre al minimo l’escursione termica dei locali.

Quali saranno i prossimi step ?

Il prossimo step, da qui all’autunno, è il completamento del progetto esecutivo. Poi, a primavera del prossimo anno, partiranno le procedure di gara e l’affidamento dei lavori. Gli interventi sugli edifici dovrebbero concludersi nel corso del 2022. Questa è il cronoprogramma che vorremmo rispettare in linea di massima.

Qual è il valore aggiunto di un progetto come questo, che abbina dimensione sociale e sostenibilità ambientale?

Abbiamo una grande consapevolezza del fatto che l’efficientamento energetico di questi edifici sia strettamente legato a un miglioramento sia in ambito ambientale sia in ambito sociale. Proprio per questo motivo abbiamo chiesto e ottenuto in Europa la possibilità di investire le risorse del fondo sugli immobili pubblici. E’ fondamentale migliorare la qualità dell’accoglienza delle carceri, significa intervenire su edifici che sono la casa di tutti. Inoltre va sottolineato che la finalità di queste strutture è quella di rieducare, per questo le condizioni di vita in questi luoghi devono avere un livello di decoro e dignità apprezzabile. Questo progetto è stata una bella occasione che nasce da un’intuizione legata al lavoro portato avanti in Europa che poi ha permesso di realizzare una collaborazione proficua tra tutte le amministrazione impegnate a vario titolo sui temi sociali e ambientali. È questo il grande valore aggiunto di questo progetto.

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