superbonus

“Per evitare il default e il rischio che i cassetti fiscali delle banche restino pieni, con conseguenze nefaste per tutto il sistema Italia, è necessario apportare delle modifiche alle regole sulla cessione dei crediti, soprattutto per quanto riguarda le possibilità degli istituti di credito”. Lo chiede Federcostruzioni facendo appello alla politica, con riferimento al Superbonus 110%.

Intanto Luca Sut, vicepresidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle alla Camera dei deputati in una nota sottolinea che “L’incontro (del 23 giugno n.d.r.) tra le forze di maggioranza con i rappresentanti del Governo ha concentrato l’attenzione sugli aggiustamenti da mettere in campo per affrontare il blocco dei crediti fiscali legati al Superbonus 110%. Bisogna trovare rapidamente una soluzione per portare sollievo alle tantissime imprese in forte difficoltà e al tempo stesso rendere efficace per il futuro il funzionamento del meccanismo della cessione” e rimarca “Abbiamo chiesto ai rappresentanti del Governo di condividere preventivamente le soluzioni sul tappeto con tutti i soggetti coinvolti, imprese e professionisti in primis, perché non sono ammissibili altri errori e ulteriori blocchi. Nella fase iniziale del suo funzionamento il Superbonus ha rappresentato un fondamentale volano per il settore e per l’economia italiana ed è grave che ancora oggi si evochino le truffe, legate invece ad altri bonus edilizi, per delegittimare una misura che deve continuare a produrre benefici per le famiglie, per l’economia e per l’ambiente” .

“A rischio imprese, professionisti e famiglie”

Secondo l’associazione che rappresenta le filiere delle costruzioni in tutte le sue componenti, “le numerose modifiche normative, avviate con l’obiettivo di contrastare le frodi, hanno stravolto le regole della cessione dei crediti con effetti retroattivi, penalizzando di fatto le famiglie più bisognose, bloccando le imprese e i professionisti seri, gli enti dedicati all’edilizia residenziale sociale e l’intero processo di rigenerazione del nostro patrimonio immobiliare in questa fase di ripresa economica”, scrive nella lettera ai partiti la presidente Paola Marone.

“Il tema, sotto gli occhi di tutti, sta creando una grave situazione di stallo economico che rischia, senza un urgente intervento risolutivo, di innescare una bomba economico sociale senza precedenti”, si legge nella nota.

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Superbonus e “inevitabile fallimento di imprese”

Davanti al blocco della cessione del credito e “della monetizzazione dei crediti fiscali ad opera degli istituti bancari e di Poste Italiane”, Federcostruzioni teme “all’inevitabile fallimento di molte imprese e studi professionali, alla perdita del posto di lavoro di tecnici e maestranze, a lavori incompleti per famiglie e condomini che, sperando di poter riqualificare le proprie abitazioni, si ritroveranno inevitabilmente coinvolti in una spirale senza via di uscita.

A questo quadro si aggiunge, per l’associazione, il problema della frammentazione dei crediti, “vietata” dal Dl Sostegni ter: “Il problema è legato ai crediti frazionati, ovvero i residui dei crediti pregressi, una volta consentiti ma che oggi non hanno più mercato”, spiega la presidente Marone, aggiungendo: “Le imprese che hanno ceduto il primo Sal a Poste Italiane, perché allora l’istituto accettava lo sconto in fattura, adesso faticano a trovare banche disposte ad acquistare i restanti crediti. È la condanna a morte di migliaia di imprese”.

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“Allargare raggio d’azione delle banche”

Un rimedio che indica Federcostruzioni potrebbe essere rappresentato dall’allargamento del raggio d’azione delle banche, che oggi possono cedere il credito solo a correntisti certificati: “Serve subito un intervento normativo che estenda la possibilità per le banche di cedere crediti ad altre tipologie di soggetti destinatari e consenta loro l’acquisto di titoli di Stato attraverso i crediti fiscali, riattivando il meccanismo di cessione dei crediti. Federcostruzioni, quindi, vede favorevolmente alcuni emendamenti agli attuali decreti legge all’esame del Parlamento (aiuti, Pnrr 2, ndr) che vanno in questa direzione”, conclude la lettera ai partiti firmata dalla presidente Paola Marone.

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