Queste etichette ‘nuove’ nascono purtroppo già vecchie”. Così l’On. Dario Tamburano europarlamentare del Movimento 5 Stelle, commenta l’etichettatura energetica approvata dalla Commissione europea lo scorso 11 marzo.

Tamburrano rimprovera l’assenza in etichetta degli aspetti smart degli elettromestici. Elemento richiesto nel regolamento del 2017 presentato all’Ue e di cui il parlamentare è stato relatore. L’indicazione dell’intelligenza è un diretto componente dell’integrazione tra rinnovabili e fonti energetiche tradizionali nella rete e potrebbero, come sottolinea Taburrano a Canale Energia, favorire l’accensione degli apparecchi in linea con i costi inferiori in bolletta.Vero che le apparecchiature ‘smart’ sono ancora poche. Altrettanto vero che con ogni probabilità aumenteranno rapidamente e che le etichette che non hanno lo spazio per il simbolo ‘smart’ rimarranno in circolazione, prevedibilmente, per una decina di anni.

I due mesi di previsti per raccogliere eventuali obiezioni del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri sono troppo vicini alle elezioni in Ue. Un elemento che potrebbe mettere a rischio l’avvio dell’intero pacchetto di riforme che coinvolgono l’eco design.

“È possibile sollevare in Parlamento un’obiezione alle etichette che la Commissione europea ha disegnato” sottolinea Tamburrano. “Dati i tempi tecnici, si arriverebbe a votare in plenaria sul “no” a questo tipo di etichette dopo le elezioni di maggio per il rinnovo del Parlamento europeo, cioè nella migliore delle ipotesi a luglio o a settembre”.

“Se poi il “no” venisse approvato in plenaria” continua Tamburrano “la Commissione europea dovrebbe ricominciare a disegnare le etichette non certo da zero, ma quasi. Passerebbe ancor più tempo prima di vedere finalmente il QR code e la scala univoca di efficienza che, in assenza di obiezione e di ulteriori ritardi, ora arriverebbero solo nel marzo 2021, cioè fra due anni. Difficile prevedere quanto slitterebbero in caso si dovesse ricominciare. Al 2022? Al 2023? Mi chiedo a questo punto se il gioco valga la candela e non si rischi invece di non creare più danno che vantaggio a cittadini, ambiente e risparmio nel consumo”.

Elemento su cui i parlamentari dovranno fare le loro valutazioni nei prossimi incontri; uno è previsto lunedì 18 marzo, vedremo che linea sceglieranno. Intanto Tamburrano ci fa sapere “Lunedì la Commissione europea illustrerà nella commissione parlamentare ITRE (energia, industria, ricerca) le ragioni per le quali ha disegnato le etichette in questo modo. Ascolterò e replicherò con tutto il mio disappunto. Mi riservo di decidere in quella sede se sollevare o meno l’obiezione”.

Anche critiche positive

Intanto non tutte le considerazioni sono negative. “Aiutare il consumatore finale fornendogli strumenti utili per operare delle scelte di acquisto sostenibili ed economicamente vantaggiose è di grande valore per tutti noi e per l’ambiente. L’adeguamento delle etichette energetiche ad un formato meno caotico era d’obbligo e, anche se ci vorrà ancora qualche anno, sembra che si stia arrivando al risultato atteso” sottolinea a Canale Energia Michele Santovito presidente Assoege (esperti di gestione energia) “Per quanto sul tema energetico e ambientale ci sia ancora molto da fare, non possiamo nascondere che il lavoro svolto dall’Europa ad oggi rappresenta un punto di riferimento a livello globale”.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.