Dalla posa dei cappotti esterni, all’isolamento dei controsoffitti, passando per l’installazione delle valvole termostatiche, il controllo e la regolazione a distanza degli impianti e la sperimentazione di un i sistema per l’autoproduzione di energia da solare fotovoltaico. Sono queste alcune delle soluzioni adottate nell’ambito del processo di efficientamento del condominio di via Tito Livio 7 inaugurato questa mattina a Milano, il primo edificio a basso impatto energetico del quartiere. Si tratta di uno dei due edifici efficientati grazie al progetto europeo “Sharing Cities” nell’area compresa tra le zone di Porta Romana e  Vettabbia. L’altro edificio è il condominio di Via Verro 78, ormai praticamente concluso.

La collaborazione con Enea

All’inaugurazione del palazzo, evento che si inserisce nel calendario della Settimana delle Energie Sostenibili del Comune di Milano ( 9 – 16 marzo), hanno partecipato, tra gli altri,  il sindaco Giuseppe Sala e gli Assessori Cristina Tajani (Commercio e Smart City) e Marco Granelli. Nell’ambito del progetto Sharing Cities si sta inoltre portando avanti  una collaborazione con ENEA al fine di introdurre le best practices realizzate grazie all’iniziativa nella campagna di informazione e formazione “Italia in classe A”, condotta da Enea per conto del Ministero dello Sviluppo Economico.

Un progetto su misura

Il progetto di riqualificazione, a cura dei partner del consorzio Teicos UE Srl e Future Energy Srl,  ha visto il coinvolgimento di tutti i condomini nelle scelte e nella guida all’efficientamento più idoneo per la propria abitazione, commisurato alle aspettative e alle possibilità economiche. La fase di coprogettazione è stata realizzata con incontri condominiali da Legambiente Lombardia, Dastu Politecnico e tecnici di Teicos UE con il supporto del Comune, e ha poi portato allo sviluppo di progetti energetici su misura. 

Riduzione delle emissioni e classe energetica

Entrambi gli stabili risalgono ai primi anni ’70 e sono abitate rispettivamente da 36 e 24 famiglie. In particolare dalla classe energetica F l’edificio di via Tito Livio è passato in C, con una previsione di risparmio di emissioni di CO2 annue pari a 23500 kg, mentre l’immobile di via Verro da classe D è passato in B, risparmiando 65.000 kg di emissioni di CO2 annue.

Auto consumo e Iot

Una parte dell’energia prodotta infatti verrà auto-consumata localmente dalle utenze comuni condominiali evitando l’acquisto da soggetti esterni, mentre la parte in eccedenza viene ceduta alla rete che la rimborserà. Un sistema di gestione dell’energia che sfrutta l’ IoT (Internet delle cose), con un sistema di trasmissione dati a basso consumo, raccoglierà i dati di comfort all’interno e all’esterno degli edifici, misurerà i consumi e la produzione di energia a livello di distretto. In questo modo si potranno analizzare gli effetti dei diversi interventi di ricondizionamento e la loro interazione, oltre a studiare ulteriori possibili logiche di ottimizzazione energetica su scala cittadina. 

 

Risparmio

L’intero processo di efficentamento  consentirà  alle famiglie di avere un risparmio energetico sulla bolletta condominiale compreso tra il  50 e il 60%. In particolare Il costo stimato degli interventi è di 350mila euro per lo stabile di via Verro, che potrà contare su un contributo di 150mila euro per l’adesione al progetto ‘Sharing Cities’.  Per lo stabile di via Tito Livio invece è prevista un spesa di 216mila euro con un contributo di 60mila euro. 

Un esempio concreto di cambiamento urbano

“Sharing Cities è un esempio concreto di cambiamento urbano – sottolineano in una nota Cecilia Hugony, AD di Teicos UE e Damiano di Simine, responsabile scientifico di LegambienteUn cambiamento che sempre più finanziamenti e agevolazioni invitano tutti i cittadini a fare. Il recente stanziamento di 20 milioni da parte del Comune di Milano per la riqualificazione energetica di stabili e condomini privati, erroneamente chiamato ‘bando caldaie’ , finanzia in realtà diverse tipologie di interventi, tra cui gli isolamenti termici e rappresenta un’ulteriore occasione per i milanesi per il rinnovo della propria abitazione in termini energetici”.

Un quartiere smart

Nell’ambito del progetto, che ha un valore complessivo di 25 milioni di euro, sarà possibile sviluppare un vero e proprio quartiere smart per un totale di 25mila metri quadrati di unità residenziali. Si sta poi pensando all’adozione di sistemi di gestione energetica integrata e all’installazione di 300 lampioni intelligenti wi-fi dotati di sensori di vario tipo. A ciò si aggiunge inoltre l’idea sperimentale del primo car sharing di condominio. 

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