L’efficienza energetica è uno degli strumenti chiave su cui puntare per promuovere la rigenerazione delle periferie urbane. Si tratta di un ambito in cui si integrano in maniera proficua i due piani della sostenibilità ambientale e di quella sociale, generando, da un lato, un risparmio per i cittadini, dall’altro una riduzione delle emissioni. Un esempio di questo connubio è l’intervento di riqualificazione energetica realizzato in un condominio di proprietà dell’A.t.e.r. del comprensorio di Civitavecchia. Un edificio situato in via Padre Gian Battista Labat 4. Insieme all’architetto Alessandro Viglietti, direttore del cantiere, abbiamo approfondito alcuni aspetti relativi agli interventi realizzati.

efficienza energetica periferieEfficienza energetica, le potenzialità per la riqualificazione delle periferie

Quali interventi avete realizzato e quali soluzioni avete scelto? 

Le migliorie sono sia di carattere attivo, sia di carattere passivo. Per quanto riguarda la parte attiva, siamo intervenuti introducendo un impianto fotovoltaico da 15 kW. L’energia prodotta alimenta i due ascensori, l’impianto di illuminazione interna e quello di illuminazione esterna del fabbricato. Abbiamo inoltre installato delle batterie di accumulo a servizio di questo impianto fotovoltaico. Per quanto riguarda invece la parte passiva, abbiamo realizzato un cappotto termico su tutto l’edificio, compresi i ponti termici. Sono state introdotte delle soglie con un giunto termico per separare il ponte termico dall’esterno all’interno. Abbiamo sostituito inoltre tutti gli infissi e abbiamo coibentato i cassonetti. Infine, tutte le caldaie presenti sono state sostituite con caldaie a condensazione.

Efficienza energetica e periferie, le sfide dell’edilizia residenziale pubblica

Quali sono state le peculiarità tecniche e le criticità di un intervento di questo tipo?

La tipologia di edificio era un po’ complessa, perché era un edificio a torre, con uno sviluppo verticale. La principale criticità era legata ai piccoli interventi realizzati in autonomia dai singoli condòmini. Modifiche che hanno interessato ad esempio i balconi, dove sono state installate una serie di tecnologie, o dove sono stati chiusi degli spazi. Abbiamo dovuto intervenire sulla facciata per poter introdurre un cappotto che fosse continuo e privo di discontinuità.

Per quanto riguarda le soluzioni adottate, abbiamo scelto ad esempio l’isolamento a cappotto con pannelli Stiferite class sk. Questo pannello mi dava le caratteristiche più basse di trasmittanza termica tra i pannelli visionati, con un costo non elevato. Questo è un elemento importante visto che l’intervento di efficientamento riguardava un edifico in edilizia popolare, in cui l’aspetto del risparmio era centrale.

Altre criticità erano legate all’edifico in se’, che era vetusto e dotato di materiali e tecnologie economiche. Si è dovuto lavorare molto sugli intonaci, togliendo tutti quelli preesistenti e rifacendoli.

Quali risultati avete ottenuto con questo intervento?

In generale, la caratteristica fondamentale di questo tipo di edifici a edilizia popolare è che si tratta di immobili molto energivori, che ricadono in classe energetica G o F. Con questo intervento si è fatto un doppio salto di classe, arrivando in classe C. E’ stato un ottimo salto energetico di classe del fabbricato.

Può darci dei dati?

Siamo passati dai 285-290 kWh al metro quadro annuo di consumo agli 80 – 75 kWh al metro quadro annuo, a seconda dei casi. Mediamente ogni appartamento è di 70 metri quadrati, pertanto parliamo di 1000-1200 kWh al metro quadro annuo di risparmio energetico.

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