Italia migliora in classe energetica: calano F e G

Focus sul rapporto annuale di Enea e Cti

Il parco immobiliare italiano mostra segnali di un miglioramento progressivo in classe energetica, con un impatto diretto sulle classi meno performanti. Il rapporto annuale 2025 sugli edifici (Racee25), curato da Enea e Cti (Comitato Termotecnico Italiano), evidenzia che la quota di immobili classificati nelle classi energetiche più basse, F e G, è scesa complessivamente sotto il 44% del totale degli Attestati di Prestazione Energetica (Ape) emessi nel 2024. Tale risultato rappresenta un calo di circa 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente, con una conseguente crescita degli immobili nelle classi intermedie (C, D ed E).

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Foto di Daniele La Rosa Messina su Unsplash.

Nonostante il miglioramento diffuso, le classi energetiche più efficienti (da A4 a B) rimangono sostanzialmente stabili, attestandosi intorno al 20% del campione analizzato. Questa tendenza conferma l’efficacia delle politiche di efficientamento finora attuate, ma sottolinea la necessità di intervenire con maggiore decisione sugli edifici più datati e meno performanti.

La progressiva risalita del patrimonio edilizio

Il rapporto non è solo un resoconto statistico, ma il principale strumento nazionale di monitoraggio e analisi a supporto delle politiche pubbliche di riqualificazione energetica. La sua sesta edizione si colloca in un contesto normativo cruciale: l’approvazione della nuova Direttiva Europea 2024/1275 sulla Prestazione Energetica degli Edifici (Energy Performance of Buildings Directive – Epbd IV). Tale direttiva impone agli Stati membri l’adozione di Piani Nazionali di Riqualificazione Energetica entro il 2026, i quali dovranno fondarsi su dati rappresentativi e affidabili, in particolare quelli contenuti nella banca dati nazionale degli Ape. In questo scenario, la certificazione energetica assume un ruolo strategico per guidare l’Italia verso l’obiettivo europeo di un parco immobiliare decarbonizzato ed efficiente entro il 2050. L’Ape è dunque trasformato da mero strumento tecnico a dispositivo sociale e culturale, capace di promuovere consapevolezza e comportamenti virtuosi.

Il documento si basa sull’analisi di circa 1,2 milioni di Ape emessi nel corso del 2024. Questi dati, trasmessi al Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (Siape), sono stati sottoposti a un rigoroso processo di verifica che ha portato all’eliminazione di circa il 14,7% del campione iniziale, garantendo un set di informazioni più attendibile e comparabile su scala nazionale.

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L’analisi conferma che il miglioramento della classe energetica è parte di una tendenza più ampia, particolarmente evidente nel settore residenziale. L’indice di prestazione energetica globale mediano ha continuato a ridursi nel tempo, con una diminuzione progressiva anche delle emissioni.

Italia in classe energetica intermedia: le novità del 2025

L’edizione 2025 introduce diverse novità operative e strategiche volte a rafforzare l’affidabilità del sistema e la sua copertura:

  • Copertura nazionale del Siape: è stato completato il collegamento con la Regione Campania ed è stata avviata la procedura per la Regione Sardegna, puntando alla piena copertura nazionale a partire dal 2026.
  • Miglioramento della qualità degli Ape: sono stati introdotti controlli semantici e l’implementazione sperimentale di un sistema di alert preventivi (warning ex ante) per i certificatori. Questi strumenti sono pensati per intercettare gli errori più banali già in fase di caricamento, migliorando l’affidabilità complessiva dei dati utilizzati dal Sistema Nazionale.
  • Evoluzione digitale: il Portale Nazionale sulla Prestazione Energetica degli Edifici si è evoluto con nuove funzionalità, tra cui il Passaporto dell’Immobile e il Sistema Esperto per la Prestazione Energetica (Sepe).
  • Verso il Catasto Unico: il rapporto dedica un capitolo intero alla roadmap per la realizzazione del Catasto Energetico Unico Nazionale (Ceu), evidenziando l’importanza della digitalizzazione e dell’interoperabilità dei dati in vista dei cambiamenti normativi.

L’Ape come strumento sociale: il focus sugli amministratori di condominio

Il rapporto non si limita ai dati tecnici, ma approfondisce anche il valore sociale dell’Ape, inteso come strumento di empowerment e cambiamento culturale. Per l’annualità 2025, il questionario curato dal Cti è stato rivolto agli amministratori condominiali, un settore cruciale data l’elevata potenzialità di risparmio energetico degli edifici condominiali, pur con le complessità decisionali che li caratterizzano.

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Dall’analisi delle risposte fornite da circa 1.500 amministratori, emerge un giudizio sostanzialmente positivo, ma con margini di miglioramento, in particolare sulla comprensibilità e affidabilità degli indicatori. Un dato rilevante è che l’Ape risulta particolarmente utile quando integrato con altri temi, come la sicurezza sismica o l’antincendio.

In un’ottica futura, Enea sta inoltre lavorando a un concetto nuovo: l’affiancamento al sistema Ape di un sistema di valutazione delle prestazioni energetiche dell’intero edificio di cui l’unità immobiliare certificata fa parte. Questo nuovo strumento è ritenuto di grande importanza strategica per definire e monitorare in modo più efficace le strategie di efficientamento energetico dell’intero parco immobiliare nazionale.

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