Uno degli aspetti critici legati all’emergenza sanitaria da Covid-19 è relativo alle ricadute sulla spesa domestica dei consumi energetici dovuti al lavoro agile, cosiddetto smart working. Si tratta della modalità, nata per motivi di flessibilità, di esecuzione del rapporto di lavoro caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali, che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, a favorire la crescita della sua produttività.

Le restrizioni conseguenti alle strategie di contenimento della pandemia hanno spesso obbligato all’adozione del meccanismo del lavoro agile, consentendo ai lavoratori di operare dal proprio domicilio piuttosto che dalla sede abituale. Sotto il profilo dei consumi energetici, ciò ha generato un sovraccarico nei consumi domestici del quale ancora non si ha percezione ma che non stenterà a manifestarsi.

I più attenti sostenevano, negli scorsi mesi estivi, che l’aumento della spesa energetica sarebbe stato contenuto dalla flessione del Prezzo unico nazionale (Pun), che a maggio si attestava ad uno dei valori minimi storici, la cui tendenza è attribuibile alla contrazione dei consumi (nell’accezione economica).

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La risalita dei parametri di mercato, però, ci dà la misura della normalità ed è opportuno dare ampia considerazione al carico energetico che si sta riversando in generale sulle fatturazioni domestiche, specie con tariffe allineate ai prezzi di mercato.

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La sicurezza dello smart working cela l’aumento dei consumi energetici

La sicurezza del lavoro “da casa” cela l’aumento della spesa energetica dovuta all’uso delle attrezzature informatiche dai pc ai notebook, dai tablet ai cellulari, ma anche legata ai servizi generali come ad esempio l’illuminazione e il riscaldamento, o ausiliari, come l’uso di acqua sanitaria. Il carico energetico, di fatto, è traslato dall’azienda al domicilio.

Quali azioni possono essere attuate per contenere la spesa energetica?

È bene premettere che, al fine di favorire la produttività, non è pensabile ridurre i servizi (luce, riscaldamento, etc), ma è necessario mantenerli ai livelli abituali. Per garantire l’efficienza energetica sono da considerare due tipologie di intervento: a breve e a medio termine.

Soluzione a breve termine

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Nell’ambito della prima, è possibile agire sulla strumentazione telematica: impostare la funzione “risparmio” assicurandosi che nelle fasi di non-utilizzo l’apparecchiatura abbia assorbimento elettrico ridotto; settare tasti di funzione (di tastiere, smart-phone) che attuino al tocco la funzione di spegnimento o, al più, di stand-by (schermi, dischi di memoria e periferiche spenti).

Nella sfera dei servizi generali, indispensabili per la conduzione delle attività, è possibile in primo luogo favorire l’illuminazione naturale organizzando gli ambienti e le postazioni di lavoro e, ove necessario, impostare e regolare l’illuminazione artificiale affinché serva prevalentemente la postazione; in tal caso sarebbe d’ausilio il ricorso a corpi illuminanti dotati di lampade Led ad alta efficienza. Durante le fasi di fermo, è utile poter disalimentare, cioè spegnere totalmente le apparecchiature, annullando il consumo energetico.

Soluzione di medio termine 

Per quanto attiene alle misure a medio termine, l’attenzione si sposta sui servizi ausiliari. Seppure possa favorire indipendenza e isolamento, la collocazione in ambienti del domicilio normalmente non utilizzati e non climatizzati (sottotetti, cantinati, etc.) costituisce un aggravio di servizi anche energetici (condizionamento e ventilazione, illuminazione, etc.).

Di contro, la collocazione in ambienti studio o di soggiorno abitualmente climatizzati o prossimi a quelli abitualmente vissuti richiede un carico energetico aggiuntivo inferiore, finanche nullo. Inoltre, è il caso di pensare al rimpiazzo di strumentazione e impianti con nuovi di maggiore efficienza tecnologica la cui spesa, nella ipotesi di medio termine, sia recuperabile o ammortizzabile.

Su tutte, però, la consapevolezza insieme al comportamento “responsabile” costituisce la misura di maggiore efficienza. In tal senso è compito di ciascuno attuare le azioni suggerite ed evitare sprechi energetici.

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Guido Donato Mozer
Libero professionista in possesso di plurime certificazioni delle competenze in ambito italiano (Ege) ed europeo (Energy auditor, Training provider), riveste il ruolo di Energy manager per alcune PA, imprese a forte consumo energetico e società di servizi energetici in tutta Italia. Componente di tavoli tecnici permanenti e membro del Comitato tecnico di Certificazione presso Organismo internazionale di certificazione di Ege ed Ae.