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Cogen Europe, Associazione europea per la promozione della cogenerazione, accoglie con favore l’impegno del Consiglio dell’UE per l’Energia di rafforzare il ruolo della cogenerazione ad alto rendimento nel quadro della Direttiva sull’efficienza energetica (Eed). Allo stesso tempo però, si rammarica che il Consiglio proponga di sminuire l’efficienza del sistema non richiedendo agli Stati membri dell’UE di fissare obiettivi nazionali per il risparmio di energia primaria.

Cogen Europe ha esaminato le posizioni negoziali adottate dai ministri dei governi nazionali degli Stati membri dell’UE, durante la riunione del Consiglio dell’Energia dello scorso lunedì 27 giugno 2022, in merito alla revisione delle Direttive europee relative all’efficienza energetica (Eed) e alle fonti energetiche rinnovabili (Red) nell’ambito del pacchetto “Fit for 55” e del Green Deal europeo.

L’associazione, concorda con il fatto che il Consiglio per l’energia riconosca il ruolo della cogenerazione ad alto rendimento nel garantire significativi risparmi energetici, sia nell’industria, che nelle reti di teleriscaldamento e raffreddamento. Tuttavia, si rammarica della decisione dei ministri di concentrarsi sull’uso finale dell’energia, piuttosto che sul consumo di energia primaria, quando si tratta di fissare obiettivi di efficienza energetica a livello europeo e nazionale. 

Data l’attuale crisi dei prezzi dell’energia e la necessità di ridurre l’uso di combustibili fossili nel contesto del Green Deal europeo e del piano REPowerEU, è ora più che mai importante smettere di sprecare energia preziosa”, afferma Hans Korteweg, direttore generale di Cogen Europe. “Migliorare l’efficienza energetica è essenziale per ridurre le emissioni e tenere sotto controllo i costi energetici, sia per le famiglie che per le imprese”.

La revisione della Direttiva sull’efficienza energetica è un’opportunità per aprire la strada a significativi guadagni di efficienza lungo l’intera catena del valore dell’energia, riducendo al minimo le perdite di energia nella conversione, nella trasmissione, nella distribuzione e nell’utilizzo”, ha continuato Korteweg.

“L’UE dovrebbe dare la priorità ai risparmi di energia primaria, che comprendono la prevenzione delle perdite nella generazione e nella trasmissione, nonché la riduzione del consumo finale di energia. Purtroppo, l’approccio generale del Consiglio sulla rifusione della Eed sembra contraddire la logica dell’efficienza del sistema, in quanto propone obiettivi nazionali indicativi in relazione ai risparmi di energia finale, ma solo obiettivi facoltativi per la riduzione del consumo di energia primaria”.

“Fissare obiettivi solo per l’uso dell’energia finale potrebbe significare che gli Stati membri prestano meno attenzione alla prevenzione delle perdite che avvengono prima che l’energia raggiunga il consumatore, il che potrebbe potenzialmente portare a ulteriori aumenti dei prezzi dell’energia”.

Chiediamo all’UE di riconoscere anche il ruolo della micro-cogenerazione decentralizzata, comprese le celle a combustibile stazionarie, come soluzione energetica efficiente che contribuisce a un sistema energetico più flessibile e resiliente”.

Il Parlamento europeo deve ancora adottare la sua posizione sulla revisione della Direttiva sull’efficienza energetica (Eed). 

Il 13 luglio, i membri della Commissione parlamentare per l’Industria, la ricerca e l’energia (Itre) dovrebbero votare su un progetto di relazione preparato dall’eurodeputato Niels Fuglsang (S&D – socialisti e democratici della Danimarca). Il voto in plenaria sulla Eed è previsto a Strasburgo nella settimana che inizia il 12 settembre 2022.

I negoziati di trilogo tra Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio dell’UE dovrebbero iniziare entro la fine del 2022, durante la presidenza ceca del Consiglio.

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