
Ma come avviene questo processo di rimodellazione completo che permette di allungare il ciclo di vita utile dell’impianto di lavaggio? “La macchina si smonta completamente e si restaurano tutti i suoi componenti (gruppi idraulici, traino, trasmissioni, sistema di distribuzio, etc)”, ci spiega l’azienda. “In questo processo di recupero si sostituiscono gli elementi sottoposti a una maggiore usura, si carteggia, si ripara la struttura e si dipinge il tutto di nuovo”.
Si recuperano così materie prime come acciaio, alluminio, rame e motori assieme a diversi componenti elettrici ed elettronici. Questi sono poi impiegati per ripristinare “un impianto di lavaggio che diversamente si scarterebbe ed entrerebbe in processi di rottamazione”, evidenzia Istobar.
I prodotti così “rimodellati” e completamente ristrutturati mantengono il rapporto qualità/prezzo e l’affidabilità, garantisce l’azienda. Per il momento Francia, Spagna e Regno Unito sono i mercati con maggiore accoglienza degli impianti riciclati, che arriveranno anche in paesi come l’Italia e l’Austria dove cresce l’interesse.
E sono progettati e fabbricati “per ottenere la massima efficienza nel consumo di acqua ed energia”: “Disponiamo anche di innovativi sistemi di riciclaggio con cui si riesce a riutilizzare fino all’85% dell’acqua impiegata in ciascun lavaggio”, precisa Istobar. L’attenzione per l’ambiente passa anche per l’uso di prodotti chimici biodegradabili: la linea ISTOBAL esens® “ha ottenuto l’etichetta ecologica dei paesi nordici Swan Ecolabel per il rispetto dell’ambiente. Si tratta di una delle certificazioni di sostenibilità più importanti ed esigenti a livello mondiale”.
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