tessuto di jeans denim rigenerato IED

Presentati lo scorso giovedì 16 settembre i risultati del concorso creativoSustainable denim contest”, progetto di solidarietà e sostenibilità lanciato a fine primavera dalla fondazione Archè, che ha coinvolto anche lo Ied, Istituto europeo di design.

Il progetto si pone l’obiettivo di spingere il riuso e la rigenerazione dei materiali oltre c he di sostenere il lavoro di mamme con bambini e nuclei fragili, di cui fondazione Arché si occupa da 30 anni.

Il concorso creativo

Sono stati 23 i pezzi unici ideati con i capi in denim da 12 studenti dello Ied moda Milano, scelti tra i corsi di fashion design, shoe and accessorie design e fashion marketing. Tra le proposte: set di collane e cappelli, calzature e borse di varie dimensioni, cappucci e cinture oltre a scialli, gilet e kimoni. 

La giuria, formata da rappresentanti dell’Istituto, della Fondazione e da commissari esterni ha selezionato i cinque item che saranno effettivamente prodotti dalla Sartoria Sociale di fondazione Arché e messi a catalogo per la vendita a sostegno dei progetti che conduce per le famiglie vulnerabili. Si tratta della borsa con manici in pelle e della collana di Carlotta Martini, delle calzature in denim di Sofia Peselli, del kimono di Luca Del Prà e dei cestini per la casa di Pietro Zanoletti.

Nel condurre il progetto abbiamo cercato di fornire agli studenti tutte le linee guida per affrontare il tema dell’upcycling in maniera equa”, racconta in un comunicato stmapa Alon Siman-tov, coordinatore della specializzazione in shoes and accessories design di Ied Milano. “L’obiettivo era comprendere bene a chi si andava a indirizzare il prodotto, prendere consapevolezza della complessità dell’oggetto disegnato puntando però alla facilità di realizzazione, sfruttare al massimo il capo di partenza e le sue qualità attraverso un attento studio del design, per non sprecare niente”. 

La collaborazione tra Fondazione Arché e l’Istituto europeo di design è stata una bella opportunità – dice in nota P. Giuseppe Bettoni, fondatore e presidente di Arché – I cinque pezzi inseriti nel catalogo della Sartoria Sociale sono la testimonianza concreta che bellezza, solidarietà e sostenibilità possono e devono essere coniugati insieme per il futuro del nostro mondo. Ed è ancora più significativo che a realizzarli siano stati dei giovani studenti”.

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