
Il progetto, presentato nella sua fase definitiva venerdì scorso presso il Comune di Sesto, ha integrato le istanze della cittadinanza emerse dal percorso partecipativo BiopiattaformaLab che ha preso vita già a novembre 2018.
“Un modello replicabile”
“Il progetto di Sesto San Giovanni, metterà al servizio della comunità un impianto all’avanguardia, frutto di continue ricerche e studi – spiega in una nota Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo Cap – un impianto unico in Italia, che si avvarrà delle migliori tecnologie per ridurre al minimo l’impatto ambientale e che si candida a diventare un modello replicabile non solo nel nostro Paese, ma anche all’estero. Un polo green che creerà valore, occupazione e risparmio in bolletta per tutti i cittadini coinvolti”.
Il nuovo impianto di via Manin, grazie a un investimento che ammonta a 56 milioni di euro, vuole diventare un punto di eccellenza per la produzione di biometano dalla frazione umida dei rifiuti (Forsu) e per la valorizzazione dei fanghi da depurazione.
“Grande soddisfazione per il progetto”
“E’ con grande soddisfazione che saluto l’accoglimento di questo progetto, da parte dei cittadini e dei loro rappresentanti – commenta in nota Marco Cipriano, amministratore unico di Core S.p.a – dopo che nel novembre del 2012 i soci mi assegnarono l’incarico e mi diedero il mandato di dare un futuro sostenibile ambientalmente e socialmente a questo impianto”.
“Sostenibilità è un’opportunità”
“Sesto San Giovanni non si è mai tirata indietro dal dare il proprio contributo alla crescita del Paese. Anzi, ne è stata per molti anni protagonista – afferma in nota il Sindaco, Roberto Di Stefano – Oggi ritorna a esserlo in modo nuovo candidandosi con questo progetto a diventare la capitale dell’innovazione green in Italia. La sostenibilità è al centro delle politiche europee e nazionali e rappresenta non solo una sfida, che noi abbiamo voluto cogliere, ma un’opportunità per dare il via a un sistema economico circolare nuovo basato sul riuso e riciclo”.
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