Rifiuti, svolta nei Comuni sciolti per mafia: cresce la differenziata

Studio dell’università di Pisa analizza l’impatto del commissariamento sulle politiche ambientali

Nei Comuni italiani commissariati a causa dello scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose, la gestione dei rifiuti conosce un netto e progressivo miglioramento. Nel corso del tempo cresce in modo significativo la quota di raccolta differenziata e, contemporaneamente, si registra un’evidente contrazione sia dei rifiuti complessivamente prodotti sia della quota di indifferenziato. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Lucio Masserini e Giulia Romano, docenti del dipartimento di Economia e Management dell’università di Pisa, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Statistics and Public Policy.

rifiuti

Differenziata, percorso ascendente dal terzo anno

L’indagine ha preso in esame un campione imponente di dati compreso tra il 2010 e il 2021, riguardante ben 5.960 Comuni italiani, una platea che rappresenta circa il 74% della totalità dei municipi del Paese. All’interno di questo vasto panorama, i ricercatori hanno focalizzato l’attenzione su 88 enti locali nei quali l’organo consiliare è stato sciolto per sospette ingerenze e condizionamenti della criminalità organizzata. La mappa geografica degli interventi commissariali vede un’alta concentrazione nelle regioni del Mezzogiorno, in particolare Calabria, Sicilia, Puglia e Campania. Ma registra ramificazioni significative anche in altre aree della penisola, toccando la Basilicata e spingendosi fino al Centro-Nord in Emilia-Romagna, Liguria e Lombardia.

Il cambiamento positivo rilevato dagli studiosi dell’ateneo pisano non avviene in modo immediato, ma richiede un tempo fisiologico di assestamento legato al riassetto e alla riorganizzazione della macchina amministrativa. I dati dimostrano che la quota percentuale della raccolta differenziata inizia il suo percorso ascendente a partire dal terzo anno successivo al decreto di scioglimento. L’effetto più consistente si consolida nell’arco temporale compreso tra il quinto e il settimo anno. Periodo nel quale la percentuale di differenziata risulta superiore di ben 12-13 punti percentuali rispetto ai livelli di partenza. Parallelamente, si assiste a una virtuosa riduzione dell’impronta ecologica della popolazione: la produzione annua pro capite di rifiuti cala di circa 50-60 chilogrammi per abitante, mentre il quantitativo di rifiuto indifferenziato subisce una contrazione netta di circa 30 chilogrammi a testa.

Rifiuti, svolta nei Comuni sciolti: benefici tangibili negli indicatori

La portata di questi dati va ben oltre il semplice rispetto degli indicatori ambientali. Come evidenzia nella nota stampa Giulia Romano, l’obiettivo dell’analisi è stato quello di valutare il fenomeno nella sua interezza, monitorando non soltanto l’incremento del riciclo ma anche il volume globale dei materiali immessi nel sistema. L’azione sanzionatoria e il successivo intervento straordinario dello Stato portano a benefici tangibili su tutti gli indicatori analizzati. La diminuzione della massa complessiva degli scarti riduce infatti il materiale da avviare al trattamento e allo smaltimento, depotenziando in modo diretto il volume d’affari e le opportunità di guadagno illecito in un comparto storicamente esposto alle mire economiche delle organizzazioni criminali.

L’indagine si inserisce nel quadro più ampio del progetto Prin 2022 intitolato Climbing the Waste Hierarchy: enabling factors and policies (Cliwep), sostenuto dal finanziamento dell’Unione Europea attraverso NextGenerationEU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il percorso d’indagine, arrivato alla sua conclusione nel dicembre del 2025, si è proposto di individuare i fattori abilitanti e le scelte politiche capaci di spingere i territori verso i livelli più alti della gerarchia europea dei rifiuti.

Per raggiungere una visione completa, il lavoro metodologico ha affiancato all’elaborazione quantitativa un’approfondita fase qualitativa, basata su un articolato ciclo di interviste a componenti delle commissioni d’accesso nei Comuni, ad esperti di criminalità organizzata e di gestione ambientale, nonché a esponenti del terzo settore e di associazioni impegnate nella promozione della legalità come Libera.

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