L’Italia guida l’Europa nel riciclo chimico delle plastiche

Studio Agici presentato a Ecomondo

L’Italia si posiziona come campione europeo nello sviluppo delle tecnologie di riciclo chimico delle plastiche, avendo annunciato ben dodici progetti complessivi. Questa leadership, emersa dal nuovo studio Agici – realizzato in collaborazione con Ecomondo con il supporto di Iren e Recupero Etico Sostenibile – e presentato al festival di Rimini, rappresenta una potenziale grande opportunità per l’economia nazionale e un passo cruciale per l’economia circolare del continente.

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Nonostante il nostro Paese sia all’avanguardia nell’innovazione, il quadro generale del riciclo delle plastiche in Europa è critico. Sebbene la quantità di rifiuti da imballaggi sia in costante aumento, il rapporto evidenzia che la capacità di riciclaggio della materia supera appena il 41%. Questo dato segnala una distanza significativa dal raggiungimento degli obiettivi comunitari. In tale scenario, il riciclo chimico si impone come una delle tecnologie più promettenti per chiudere il ciclo dei materiali plastici, riducendo drasticamente lo smaltimento in discarica e l’utilizzo di risorse fossili.

Plastiche: soluzioni di riciclo chimico

Il rapporto Agici identifica e analizza tre principali soluzioni di riciclo chimico. La solvolisi consente, ad esempio, di ottenere materie prime di elevata purezza, ideali per la produzione di polimeri pregiati quali il Pet, il nylon o il poliuretano. La pirolisi trasforma, invece, le plastiche miste in un olio funzionale che può essere impiegato per ottenere nuovo materiale, utilizzabile anche in ambito alimentare, limitando così il ricorso a vaschette di plastica vergine. Infine, la gassificazione converte i rifiuti indifferenziati in gas di sintesi, una risorsa utilizzabile per produrre metanolo e idrogeno, utili per i settori del trasporto pesante come navi e aerei.

A livello europeo, lo studio ha documentato un panorama in rapida evoluzione, con ben sessantaquattro progetti di riciclo chimico annunciati tra il 2011 e il 2025. La pirolisi risulta essere la tecnologia più diffusa, con 41 progetti che coprono il 64% del totale, e con una capacità che prossimamente raggiungerà le 517.600 tonnellate annue. Seguono 13 progetti di solvolisi, che rappresentano il 20% delle iniziative totali, capaci di trattare 291.500 tonnellate l’anno. Con 10 progetti attivi, la gassificazione copre il restante 16% delle iniziative europee e si distingue per la maggiore capacità installata che, secondo le previsioni, raggiungerà le 929 mila tonnellate l’anno.

Leadership italiana: diversificazione e potenziale economico

L’Italia, con i suoi dodici progetti complessivi, si distingue non solo per il numero totale di iniziative, che la pone al primo posto in Europa, ma anche per la notevole diversificazione degli investimenti, ponendosi davanti alla Germania che conta nove progetti e alla Francia con sette, Paesi questi ultimi concentrati soprattutto su soluzioni di solvolisi e pirolisi.

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La presentazione dello studio Agici a Ecomondo.

Secondo gli scenari elaborati da Agici, il riciclo chimico delle plastiche, affiancandosi a quello meccanico, potrà avere un ruolo decisivo per colmare il divario tra offerta e domanda di materiale riciclato e centrare gli obiettivi europei. In particolare, le tecnologie di solvolisi e, soprattutto, di pirolisi potranno contribuire al raggiungimento delle soglie previste dalla Packaging and Packaging Waste Regulation, che impone l’uso di almeno il 10% di materiale riciclato negli imballaggi alimentari entro il 2030 e del 25% entro il 2040. La gassificazione, invece, si propone come una valida alternativa sostenibile alla termovalorizzazione, in grado di ridurre le emissioni di anidride carbonica e favorire la decarbonizzazione del settore dei rifiuti, trasformandoli da costo a risorsa.

L’Italia emerge come leader: dodici progetti all’avanguardia

Nonostante la crescita e i numerosi investimenti in corso, lo studio Agici avverte che il riciclo chimico rimane tuttavia in una fase immatura, con tecnologie non pienamente consolidate e una filiera che deve rafforzarsi. Circa il 17% dei 64 progetti annunciati in Europa, infatti, risulta sospeso o cancellato, segnale di un mercato ancora instabile che necessita di regole certe.

Per affrontare queste criticità e favorire una crescita stabile, lo studio sottolinea la necessità di un quadro normativo europeo uniforme per la tracciabilità e il bilancio di massa dell’olio pirolitico, così come per il metanolo sostenibile. Sarà inoltre essenziale pianificare accuratamente gli impianti a livello nazionale, facilitando le procedure autorizzative, e sostenere le imprese attingendo alle risorse oggi destinate al pagamento della plastic levy europea, così da costruire una filiera solida, capace di consolidare il ruolo dell’Italia nell’economia circolare europea.

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