Moda sostenibile Impatto ambientale di moda e fitness

La pandemia ha contribuito a rendere i consumatori consapevoli sull’impatto che le loro scelte hanno sull’ambiente, per questo nei settori che reputano più affini alla propria sensibilità compiono scelte sostenibili. 

Per aiutarsi, laddove non abbiano dimestichezza con il tema, si avvalgono del web, dove la parola sostenibilità risulta essere uno degli argomenti globalmente più cliccati con 340 mila ricerche mensili.

Ma il consumatore sa quanto moda e fitness siano davvero sostenibili?

Reebok ha condotto uno studio per rispondere a questa domanda, nel quale è stata fatta una classifica delle città mondiali basata sulla moda sostenibile, considerando la quantità di tessuti riciclati da ogni città e lo spreco di tessuti prodotto. Lo studio si è anche concentrato sulle migliori città in cui ci si può allenare in modo sostenibile, tenendo in considerazione l’utilizzo di biciclette, il numero di sentieri dove poter correre e camminare e le migliori attrezzature per palestra a basse emissioni di carbonio.

Le città europee della moda rispettose dell’ambiente

Nel 2018, l’Unione europea ha prodotto 2,35 milioni di tonnellate di spreco tessile, che hanno sicuramente impattato negativamente sull’ambiente. 

Considerando parametri come: le tonnellate di spreco tessile all’anno, la spesa totale della città in vestiti nuovi ogni anno, le tonnellate di vestiti portati in discarica e quelli riciclati ed il volume di ricerca su google di 31 termini relativi alla moda sostenibile, lo studio rivela che Copenaghen è la città più ecosostenibile in Europa e che i consumatori sono sempre più attenti all’ambiente.

La classifica delle città europee

le città europee più ecofriedly della moda

Copenaghen si classifica prima tra le 20 città più ecosostenibili per la moda con lo 0% dei rifiuti tessili gettati in discarica e circa 4.420 ricerche mensili di termini relativi all’ecosostenibilità.

Anversa al secondo posto, ricicla una media di 17.553 tonnellate di rifiuto tessile ogni anno, corrispondente al 97,36% dei rifiuti tessili prodotti nella città.

Dublino si classifica al terzo posto grazie al fatto che i rifiuti prodotti vengono automaticamente convertiti in riscaldamento, elettricità o benzina, attraverso il processo di recupero energetico. 

Milano si classifica al 12° posto con 27 mila tonnellate di spreco tessile all’anno, una spesa totale annua in vestiti nuovi di 3,36 miliardi, 470 tonnellate di residui tessili in discarica e 26 mila 368 tonnellate di residui tessili riciclati.

Kerry Bannigan, fondatore della Conscious fashion campaign commenta: “Aiutare le persone a fare scelte più sostenibili nella moda è un vero e proprio stile di vita. È una decisione consapevole quella di informarsi ed impegnarsi a mantenere questa promessa. Si tratta infatti di considerare la possibilità di indossare un capo senza comprarlo, fare meno shopping, supportare i marchi etici e sostenibili e soprattutto ricercare i brand in linea con i propri valori, e acquistare un capo attribuendogli un vero valore”. 

Le città italiane più ecosostenibili nella moda 

Le città italiane più ecofriendly nella moda

 

Genova è la città d’Italia più rispettosa dell’ambiente per ciò che riguarda lo spreco tessile. Infatti, nonostante produca 5.816 tonnellate di rifiuti tessili ogni anno, la maggior parte, cioè 5.679 tonnellate di questi rifiuti vengono riciclati. 

Al secondo posto Firenze con 6.089 tonnellate di spreco tessile e 5 mila 945 tonnellate di residui tessili riciclati annualmente. 

I milanesi, ottavi in classifica, sono i cittadini italiani più eco-consapevoli, cercando circa 3.708 volte ogni 100.000 persone su google termini relativi all’ecosostenibilità tra cui “vestiti a noleggio”, “vestiti riciclati”, “vestiti di seconda mano”.

Bari, terza classificata, spende la quantità minore di soldi in vestiti nuovi per un ammontare di 666 milioni. 

Roma si classifica ultima tra le 10 città italiane più sostenibili, registrando il numero più alto di rifiuti tessili, pari a 36.740 tonnellate, tra cui 639 gettate in discarica ogni anno.

Fitness: le città più sostenibili in cui farlo

Women’s health UK ha condotto uno studio che prevede che il 72% delle persone iscritte in palestra non vi farà ritorno a causa dell’annullamento delle misure restrittive anti covid. 

Durante la pandemia è stata preferita la modalità all’aria aperta per allenarsi che molto probabilmente rimarrà preponderante. Questo tipo di allenamenti sono eco-friendly e gratuiti, inoltre sta aumentando anche la consapevolezza nei confronti dell’impatto che le palestre hanno sull’ambiente. 

Il dr Folusha Oluwajana, personal trainer e medico di base commenta: “Molte palestre sono dotate di una varietà di impianti alimentati elettricamente, sistemi di illuminazione e di aria condizionata ad alta potenza, e alcune sono aperte 24 ore al giorno per sette giorni a settimana.’’ 

Per analizzare lo stato attuale dell’esercizio sostenibile, sono state prese in considerazione 20 città, ritenute ideali per esercitarsi in maniera sostenibile sulla base della percentuale di utilizzo della bicicletta, ore di sole e numero di sentieri per correre o camminare.

Le 20 migliori città al mondo per allenarsi in maniera eco-friendly

Le 20 migliori città al mondo per allenarsi

Tokyo si classifica al primo posto tra le città per esercitarsi in maniera più eco-friendly, registra 1.500 piste da corsa naturali e ha tra i tassi di criminalità più bassi tra le città analizzate nello studio.

Sydney sta al secondo posto, con un numero di ore di sole molto alto,1.833 sentieri per correre e 323 percorsi perfetti per gli escursionisti.

Le 20 città europee per allenarsi in modo sostenibile

Le 20 città europee migliori per allenarsi

Nella classifica delle migliori città europee per esercitarsi in modo sostenibile, Londra si classifica prima, grazie alla varietà di opzioni per un allenamento completamente eco-friendly. Infatti, offre più di 6.000 sentieri per correre e 243 percorsi di escursione. 

I londinesi cercano su google termini relativi all’allenamento sostenibile con una media di 5.724 volte al mese e quelli più cliccati includono “palestre sostenibili” e “macchinari per il fitness di seconda mano”.

Copenhagen è al secondo posto, con un utilizzo della bicicletta pari al 39,69%, oltre ad avere il tasso di inquinamento e di criminalità al di sotto della media. 

Amsterdam si classifica al terzo posto con ben 1500 sentieri per correre e il 45% di utilizzo della bicicletta.

Le migliori città italiane dove allenarsi

le città italiane migliori dove allenarsi

Firenze è la città italiana ideale per allenarsi in maniera sostenibile  

Con un numero di ore di luce solare annuali molto alto (2.410) e un tasso molto basso di criminalità; al secondo posto Venezia con il tasso più basso di criminalità e inquinamento tra tutte le città analizzate. 

Bologna è terza in classifica con ben 66 sentieri per correre e 15 percorsi da escursione.

Napoli è la città meno ecosostenibile in cui allenarsi, a causa di un tasso di criminalità elevato e un numero inferiore di percorsi per corsa ed escursione rispetto alle altre città.

La sostenibilità degli attrezzi per il fitness

La sostenibilità degli attrezzi per il fitness

Analizzando il totale di emissioni ottenute dalla produzione degli attrezzi da palestra, lo studio rivela che le dumbbells fai-da-te sono il miglior attrezzo per palestra sostenibile, producendo appena 0.4kg di emissioni di carbonio per unità e grazie all’utilizzo del polietilene sono perfette per allenarsi in maniera eco-friendly.

I materassini per lo yoga e le yoga balls, si classificano al secondo e terzo posto tra gli attrezzi da allenamento più ecosostenibili, in quanto composti da polivinilcloruro (Pvc) producono solo 0,6kg e 0,7kg di emissioni di carbonio. 

Nello studio è stato chiesto agli esperti quali sono gli esercizi e attrezzi migliori per ridurre l’impronta ecologica delle emissioni di carbonio. 

Abigail Ireland, performance strategist commenta: “Gli esercizi calistenici sono fantastici per quanto riguarda la forza, l’agilità, la resistenza e per il fitness a 360 gradi. Inoltre, focalizzarsi su esercizi a corpo libero aiuta a limitare l’impatto ambientale e l’impronta ecologica delle emissioni di carbonio. Quando si tratta di comprare attrezzi, è bene optare per oggetti da palestra essenziali e duraturi come ad esempio le dumbbells, kettlebells, bilancieri e barre di resistenza. Questi oggetti infatti offrono una varietà ampia di esercizi senza il bisogno di utilizzare una presa elettrica”. 

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