Infrastrutture rating

Un innovativo sistema di rating specializzato in infrastrutture sostenibili è in grado di offrire un’analisi dettagliata sulla qualità dell’investimento, tenendo in considerazione anche le tematiche sostenibili quali: il rispetto dell’ecosistema, il miglioramento della qualità della vita e l’efficienza energetica.

È il sistema di rating Envision, presentato lo scorso 26 maggio a Roma durante l’Envision conference, dove è stato fatto il punto sulle opere infrastrutturali certificate.

Attualmente, ne sono state certificate sei e altre due sono in corso. Si tratta nella maggior parte dei casi di infrastrutture di mobilità e trasporto, per un ammontare di tre miliardi e trecento milioni. 

infrastrutture certificate per settore

L’impiego di questo protocollo sta facilitando il raggiungimento degli obiettivi previsti per alcune opere del Pnrr, nello specifico: alcune tratte della Napoli – Bari, il tratto Apice – Orsara, 1° lotto funzionale Apice – Hirpinia, con la costruzione della nuova stazione Hirpinia e il potenziamento dell’accessibilità delle aree interessate e, la tratta Frasso Telesino – S.Lorenzo, primo progetto europeo certificato con il livello platinum.

Il primo progetto autostradale certificato in Europa

Un’altra opera certificata è il Passante autostradale di Bologna, potenziamento in sede del sistema autostradale e tangenziale di Bologna, primo progetto autostradale certificato in Europa. Inoltre, due parchi eolici Edison completamente ricostruiti a Castiglione Messer Marino e Roccaspinalveti (Chieti), che hanno ottenuto la certificazione livello platinum, così come il Parco Eolico di Vaglio (Potenza) che ha ottenuto la certificazione gold.

I progetti si concentrano per lo più al nord, mentre centro e sud si suddividono il restante 50%.

i progetti certificati in Italia

 “Chiunque, sottolinea Lorenzo Orsenigo, presidente di Icmq, l’organismo di certificazione depositario in esclusiva per l’Europa,  può prendere come riferimento il protocollo Envision e adeguarsi ai suoi indirizzi orientando il progetto verso il raggiungimento dei risultati indicati. Procedere alla certificazione ha comunque un valore ben maggiore, consentendo di acquisire rilevanti vantaggi organizzativi e sul piano economico, oltre a costituire un elemento strategico in termini di posizionamento e di marketing per il fatto di essere valutati da un organismo indipendente di parte terza”. 

Continua Orsenigo: “Il costo della certificazione si aggira mediamente intorno allo 0.07 per mille del valore dell’opera. In termini di impegno la certificazione incide soprattutto sulla fase di progettazione, richiedendo una maggiore attenzione e l’acquisizione di una serie di evidenze documentali, essenziali per definire le scelte tecniche così come per acquisire una condivisione con i diversi stakeholder. Con l’effetto di ridurre i tempi nella fase di costruzione. Grazie a un cronoprogramma più certo anche per l’impresa sarà possibile concretizzare un risparmio economico. Senza dimenticare che grazie alla certificazione si avranno garanzie chiare e certe in termini di aumento della durabilità dell’opera e della sua fruibilità”. 

Il protocollo Envision

Il Regolamento UE 2020/85 definisce i criteri per stabilire se una attività economica è o meno ecosostenibile. Per individuare il grado di ecosostenibilità di un investimento ha introdotto nel sistema normativo europeo la tassonomia delle attività economiche eco-compatibili. Questa è una classificazione delle attività considerate sostenibili in base agli obiettivi ambientali dell’Unione Europea e al rispetto di alcune clausole di carattere sociale.

L’art. 9 elenca i sei obiettivi da conseguire per non arrecare danni significativi all’ambiente, che sono: l’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine, la transizione verso un’economia circolare, la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento, la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi, la mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Dunque, il protocollo Envision permette di misurare lo stato dei sei obiettivi Dnsh (Do not significant harm) e ottenere una certificazione di sostenibilità in linea con i requisiti europei.

Il valore aggiunto del rating Envision

Il valore aggiunto di questo tipo di rating è che non si occupa solo di ambiente, ma tiene conto anche della parte economica e sociale, riuscendo così a soddisfare i tre aspetti Esg della sostenibilità.

Questo sistema di rating si basa su 64 criteri di sostenibilità, che sostanzialmente sono dei crediti e sono suddivisi in cinque categorie che identificano le esternalità delle infrastrutture: quality of life, leadership, resource allocation, natural world, climate & resilience.

Per il presidente Orsenigo il fascicolo sul Dnsh costituisce uno strumento importante per favorire la diffusione del protocollo in Europa: “Il 2023 sarà l’anno nel quale l’impegno di Icmq sarà massimo per favorire la diffusione di Envision in altri Paesi oltre l’Italia. Abbiamo iniziato a operare in Spagna insieme a Enel Greenpower e in Germania con alcune società di progettazione. Il ruolo di Icmq all’interno di importanti organismi europei di attestazione sta favorendo l’interesse e l’attenzione su uno strumento che proprio alla luce dell’evoluzione degli indirizzi e della normativa europea può contribuire a misurare i risultai della sostenibilità rispetto ai progetti infrastrutturali che caratterizzeranno i prossimi anni nel continente”.

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