L’Italia si conferma anche per il 2018 il Paese di eccellenza a livello europeo per quantità di alluminio riciclato con una crescita, rispetto al 2017, del 19 per cento. A differenza degli altri Paesi europei, “il sistema italiano è basato sulla raccolta e il recupero di tutte le tipologie di imballaggi e non solo su quelle più facilmente valorizzabili in termini economici”, ha dichiarato in una nota stampa il presidente del Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio (Cial), Bruno Rea.

I dati presentati all’assemblea annuale 2018 delle 256 imprese consorziate al Cial, svoltosi a Milano lo scorso 10 maggio, parlano chiaro: nel 2018 sono state riciclate 54.300 tonnellate di imballaggi in alluminio pari all’80,2 per cento delle 67.700 tonnellate immesse sul mercato. Questa quantità equivale a 403 mila tonnellate di CO2 evitate all’atmosfera e a 173 mila tonnellate equivalenti di petrolio. Numeri importanti considerato che gli imballaggi in alluminio si possono usare e riciclare all’infinito: il 75 per cento di quello prodotto nel mondo è ancora in uso. Parliamo, ad esempio, di lattine per bevande, scatolette e vaschette per alimenti, bombolette spray, tappi e chiusure che sono riciclabili al 100 per cento.

Soluzioni calate sul territorio

I risultati sono frutto della collaborazione tra Cial e 5.200 comuni e 44 milioni di cittadini attivi nella raccolta differenziata dell’alluminio. Sono stati registrati in particolari nelle principali Regioni del Sud Italia in cui “performance crescenti” consentiranno a breve “di ridurre il gap con le aree più mature”, prosegue in nota il presidente. La strategia del Consorzio, si evidenzia nella nota del Cial, punterà sull’individuazione delle migliori opzioni possibili per massimizzare il recupero dell’alluminio nei diversi contesti territoriali e sul supporto nell’adozione di nuove tecnologie per garantire la captazione di frazioni di materiale erroneamente conferito nel rifiuto indifferenziato. Il metodo si fonda su alcuni strumenti rodati: sistemi premianti e incentivanti in funzione di crescenti livelli di quantità e qualità, recupero della frazione alluminio dal sotto-vaglio degli impianti di selezione dei rifiuti da raccolta differenziata.

Il recupero dei Raee

Nel 2018 il Consorzio italiano recupero e riciclaggio elettrodomestici-Ecodom ha trattato oltre 105 mila tonnellate di Raee domestici su un totale di oltre 310 mila tonnellate gestite con il 99,84 per cento di puntualità dei ritiri dai centri di raccolta. Rispetto al 2017 il dato è in lieve calo: 34,1 per cento contro il 35,5 per cento. Il recupero ha prodotto un taglio delle emissioni di CO2 pari a 808 mila tonnellate equivalenti, per meglio comprenderne l’entità, alla quantità di anidride carbonica prodotta dal parco veicolare dell’intera provincia di Milano per un periodo di circa 30 giorni. A questo si aggiunge un risparmio di energia superiore a 130 milioni di kWh corrispondente al consumo elettrico annuo di una città di 120 mila abitanti come Bergamo. Dato forse ancora più importante il riciclo di 94.365 tonnellate di materie prime seconde provenienti da Raee, provenienti in particolare da 66.225 tonnellate di ferro, 12 mila tonnellate di plastiche pari a 5 milioni di sedie da giardino e 10 mila tonnellate di metalli non ferrosi e tre mila tonnellate di vetro. A questi numeri si aggiungono altre 8 tonnellate di pile e accumulatori portatili (Ripa) e 20.200 tonnellate di rifiuti aziendali, di cui 4.808 di Raee professionali.

I numeri sono contenuti nel Rapporto di sostenibilità relativo al 2018 giunto alla undicesima edizione. Il consorzio oggi riunisce 124 tra i maggiori produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche e gestisce 4.825 punti di prelievo dislocati sul territorio nazionale rispetto ai 4.2898 del 2017.

I gruppi da R1 a R5

Andando nel dettaglio, per il gruppo R1 (freddo e clima) è stato raccolto il 43,6 per cento di materiale pari a 36.704 tonnellate. Per il gruppo R2 (grandi bianchi) il 64,2 per cento e 65.300 tonnellate. Per il gruppo R3 (televisioni e monitor) il 4,4 per cento e 2.627 tonnellate. Per il gruppo R4 (informatica, elettronica di consumo, piccoli elettrodomestici e apparecchi di illuminazione) 1,9 per cento e 1.1.189 tonnellate. Infine, per il gruppo R5 (sorgenti luminose) lo 0,2 per cento e 3 tonnellate.

Trasporti effettuati e distanza media

Nel 2018 il numero dei trasporti effettuati dagli automezzi è aumentato di 5,7 punti percentuali per la maggiore quantità di Raee gestita da Ecodom. Anche la distanza media percorsa nell’ultimo anno è cresciuta del 14,9 per cento per la diversa dislocazione dei punti di prelievo assegnati al Consorzio dal CdC Raee. I ricavi hanno superato nel 2018 i 38 milioni di euro, con una flessione del 6,5 per cento rispetto al 2017.

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