“Toner” per stampanti 3D dalla plastica contenuta nei rifiuti elettronici. E’ questo il risultato che l’ ENEA è riuscita a raggiungere sviluppando un innovativo processo che permette di produrre una valida alternativa, meno costosa e green, all’Acrilo-Butadiene Stirene (ABS) vergine, il materiale più comunemente usato nelle stampanti 3D.

Qualità equivalente ai prodotti in commercio

“Abbiamo realizzato fili e prototipi 3D con diverse tipologie di plastiche RAEE che hanno dimostrato una qualità equivalente o simile a quelli realizzati da fili commerciali”, sottolinea in una nota Riccardo Tuffi dell’ENEA, spiegando i risultati dell’attività di ricerca, tutt’ora in corso. 

Si studiano applicazioni su scala industriale

“È allo studio anche lo sviluppo di un protocollo per l’individuazione delle plastiche RAEE idonee a questa applicazione anche per la realizzazione dell’attività su scala industriale”, aggiunge inoltre Lorenzo Cafiero ricercatore dell’ENEA e membro del team che si sta occupando del progetto. 

La collaborazione con impianti di trattamento RAEE

Un ulteriore sviluppo della ricerca è legato alla collaborazione dell’ENEA con due impianti di trattamento RAEE. Grazie a questa sinergia sarà possibile valutare l’emissione di sostanze organiche volatili risultanti dal processo di stampa, sia per le plastiche riciclate sia per i fili commerciali. Inoltre si potrà sperimentare l’aggiunta di additivi per conferire particolari caratteristiche alla plastica e, più avanti, realizzare fili per stampa 3D con materiali compositi avanzati, che hanno elevate capacità di conduzione elettrica e termica.

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