
Come funzionano i cestini “mangiaplastica”
Questi cestini “mangiapalstica” possono catturare dalla superficie dell’acqua circa 1,5 kg di detriti al giorno, comprese le microplastiche fino a 2 millimetri di diametro e le microfibre fino a 0,3 mm.
“Coinvolgere i concessionari auto”
“E’ grande la nostra soddisfazione per questi importanti risultatim– afferma in nota Enea Roveda, CEO di LifeGate – Quest’anno siamo orgogliosi di condividere la nostra missione anche con i concessionari, chiamati a svolgere un ruolo attivo di salvaguardia del territorio e di sensibilizzazione a livello locale’’.
“Combattere i rifiuti in mare con ogni mezzo”
“Ritengo questa una iniziativa importante, di grande valore sociale, i rifiuti in mare sono una problematica reale che va affrontata e combattuta con ogni mezzo – sottolinea in nota il vicesindaco di Cesenatico con delega alla Pesca, Mauro Gasperini – Diverse sono le azioni che abbiamo messo in campo e che abbiamo in programma di mettere in pratica; questo progetto legato alla raccolta dei rifiuti galleggianti in aree portuali come la nostra, rientra a pieno titolo tra le attività fondamentali per la salvaguardia delle nostre acque”.
Borracce ed erogatori di acqua nelle scuole

Da rifiuto a opera d’arte

La sperimentazione “Il Po d’aMare”
A Torino è stata avviata l’iniziativa “Il Po d’aMare“, la prima sperimentazione di prevenzione del river litter progettata anche per grandi nuclei urbani. Il progetto, fortemente voluto da Iren e Amiat, è stato predisposto da Fondazione per lo sviluppo sostenibile, i Consorzi Castalia e Corepla con il Coordinamento dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, dell’AIPO e la collaborazione della Città di Torino.
Ma come si struttura nello specifico la sperimentazione? Nell’ambito del progetto Seasweeper la società Castalia Operations installerà in zona Murazzi, in prossimità del centro storico, un dispositivo composto da barriere galleggianti che consentono di raccogliere le plastiche e gli altri rifiuti trasportati dal fiume. Il sistema è formato da due moduli che non interferiscono con la flora e la fauna del fiume e sono progettati per restare posizionati fino a dicembre 2019. Tramite l’imbarcazione “Sea hunter” e gli operatori da terra, i rifiuti verranno poi raccolti in appositi cassoni gestiti da Amiat, che provvederà a sua volta a conferire le plastiche presso un impianto Corepla responsabile della successiva valorizzazione dei materiali. Una volta riciclato, il materiale sarà utilizzato per la realizzazione di arredi urbani che verranno regalati dai partner del progetto alla Città di Torino.
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