Ripulire da plastiche e microplastiche le acque italiane. E’ questo l’obiettivo del progetto LifeGate PlasticLess di Lifegate, nell’ambito del quale si stanno installando in diverse zone d’Italia i cestini hitech “mangiaplastica” Seabin. Ultima città coinvolta in ordine di tempo è Cesenatico, dove, grazie al sostegno di Volvo Car Italia e del concessionario Romagnauto di Forlì, anche nel Circolo Nautico Cesenatico è stato posizionato questo innovativo dispositivo.

Come funzionano i cestini “mangiaplastica”

Questi cestini “mangiapalstica” possono catturare dalla superficie dell’acqua circa 1,5 kg di detriti al giorno, comprese le microplastiche fino a 2 millimetri di diametro e le microfibre fino a 0,3 mm.

“Coinvolgere i concessionari auto”

“E’ grande la nostra soddisfazione per questi importanti risultatimafferma in nota Enea Roveda, CEO di LifeGate – Quest’anno siamo orgogliosi di condividere la nostra missione anche con i concessionari, chiamati a svolgere un ruolo attivo di salvaguardia del territorio e di sensibilizzazione a livello locale’’.

“Combattere i rifiuti in mare con ogni mezzo”

“Ritengo questa una iniziativa importante, di grande valore sociale, i rifiuti in mare sono una problematica reale che va affrontata e combattuta con ogni mezzo sottolinea in nota  il vicesindaco di Cesenatico con delega alla Pesca, Mauro Gasperini – Diverse sono le azioni che abbiamo messo in campo e che abbiamo in programma di mettere in pratica; questo progetto legato alla raccolta dei rifiuti galleggianti in aree portuali come la nostra, rientra a pieno titolo tra le attività fondamentali per la salvaguardia delle nostre acque”.​

Borracce ed erogatori di acqua nelle scuole

Un altro progetto dedicato alla lotta ai rifiuti in plastica è quello promosso da UNICA RETI, società pubblica proprietaria di reti idriche e gas naturale dei 30 Comuni di Forlì-Cesena. L’iniziativa si intitola “Verde Aqva | Docendo Discimus” e prevede la distribuzione di oltre 45.000 borracce in metallo agli studenti e l’installazione di 400 erogatori d’acqua potabile microfiltrata nelle scuole e nelle biblioteche dei comuni del territorio. A queste iniziative si aggiunge l’organizzazione di conferenze e spettacoli sui temi dell’acqua e del vivere “plastic free” per favorire la consapevolezza su questi temi tra gli studenti e il dialogo nelle loro famiglie. 

Da rifiuto a opera d’arte

La scuola è al centro anche di un altro progetto per la lotta al marine litter: “Mare senza rifiuti”, realizzato da Green Cross Italia in collaborazione con il Parco Nazionale del Circeo e sostenuto dai ministeri dell’Ambiente e dell’Istruzione. Si tratta di un’iniziativa che ha visto i ragazzi dell’istituto comprensivo di San Felice Circeo e del Giulio Cesare di Sabaudia impegnati in un percorso didattico incentrato sull’analisi dell’ecosistema marino e sulla realizzazione di opere artistiche ottenute con l’impiego di rifiuti. Queste creazioni saranno al centro di una mostra finale al Centro visitatori del Museo del Parco a Sabaudia (Latina). Il percorso educativo ha permesso ai ragazzi di andare sul campo, in spiaggia, per scoprire i rifiuti che popolano i nostri arenili: bottiglie di plastica, pezzi di polistirolo, sacchetti, buste, galleggianti. A questi oggetti gli studenti daranno nuova vita riflettendo sull’importanza di un uso circolare delle risorse.

La sperimentazione “Il Po d’aMare”

A Torino è stata avviata l’iniziativa “Il Po d’aMare, la prima sperimentazione di prevenzione del river litter progettata anche per grandi nuclei urbani. Il progetto, fortemente voluto da Iren e Amiat, è stato predisposto da Fondazione per lo sviluppo sostenibile, i Consorzi Castalia e Corepla con il Coordinamento dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, dell’AIPO e la collaborazione della Città di Torino.

Ma come si struttura nello specifico la sperimentazione? Nell’ambito del progetto Seasweeper la società Castalia Operations installerà in zona Murazzi, in prossimità del centro storico, un dispositivo composto da barriere galleggianti che consentono di raccogliere le plastiche e gli altri rifiuti trasportati dal fiume. Il sistema è formato da due moduli che non interferiscono con la flora e la fauna del fiume e sono progettati per restare posizionati fino a dicembre 2019. Tramite l’imbarcazione “Sea hunter” e gli operatori da terra, i rifiuti verranno poi raccolti in appositi cassoni gestiti da Amiat, che provvederà a sua volta a conferire le plastiche presso un impianto Corepla responsabile della successiva valorizzazione dei materiali. Una volta riciclato, il materiale sarà utilizzato per la realizzazione di arredi urbani che verranno regalati dai partner del progetto alla Città di Torino.

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