alluminio

L’UE attualmente applica una struttura di tariffe all’importazione sull’alluminio che include un tasso del 3% sul greggio non legato, 4% per bramme laminate e billette da estrusione legate. Fino a contemplare un’aliquota del 6% per tutti gli altri tipi di formati legati (ad esempio leghe da fusione). Tutto questo comporta serie ripercussioni sull’intera filiera con ricadute negative, se non si interverrà subito con l’azzeramento dei dazi. Lo afferma la Federazione consumatori alluminio europei (Face) che lo scorso 21 ottobre si è riunita al meeting di Brescia.

L’impatto delle tariffe sul circuito delle imprese

Dal 2008, l’Europa ha perso il 30% della sua capacità di produzione di alluminio primario, ora ridotta a 2 milioni di tonnellate all’anno. Di conseguenza, l’Europa è diventata un importatore in crescita di alluminio grezzo, raggiungendo oltre il 74% della sua domanda attraverso le importazioni. Lo conferma il position paper di Face. Recenti studi economici dell’università Luiss, commissionati dalla federazione, evidenziano che l’attuale struttura tariffaria di importazione provoca distorsioni del mercato. Questa condizione, viene sottolineato, vale per tutto l’alluminio grezzo venduto nell’UE indipendentemente dal fatto che sia prodotto internamente o importato.

La stima della federazione punta a dimostrare quanto tali tariffazioni gravino su tutta l’industria dell’alluminio, provocando un sovraccosto di oltre 1 miliardo di euro all’anno: “A questo si aggiungerà il costo stimato del Cbam intorno a 5 miliardi di euro all’anno. Una minaccia gravissima per il sistema”, commenta in una nota stampa Mario Conserva, segretario generale di Face.

L’ultimo compromesso a livello di settore sulle tariffe di importazione dell’alluminio prevede una moratoria che mantiene la struttura esistente fino al 31 dicembre 2023. Questa sospensiva è giudicata da Face “dannosa per la competitività poiché congela per dieci anni qualsiasi dibattito sulle tariffe all’interno delle associazioni, come se non ci fosse un’evoluzione di mercato, industriale e politica che giustifichi il riesame della questione dei dazi all’importazione”, si legge nel position paper della federazione.

Alluminio, azzeramento dei dazi e settore a emissioni zero

L’economia dell’alluminio si poggia su pmi che rappresentano il 92% della forza lavoro del settore, contando più di 200 mila addetti e, indirettamente, una ricaduta di 1 milione di posti di lavoro. Lo ha fatto presente Conserva in occasione del meeting mostrando preoccupazione per la proposta Cbam dell’UE: Sui dazi all’import di alluminio grezzo non possiamo transigere. C’è la necessità che le istituzioni europee sospendano allo 0% la struttura tariffaria su tutto l’alluminio grezzo importato dall’UE. Solo così possiamo favorire l’intero sistema”.

Per la federazione Face, la sospensione totale dei dazi all’importazione del materiale grezzo sosterrebbe l’autonomia europea nel settore dell’alluminio. Rafforzerebbe inoltre il contributo dell’industria al Green deal aiutando le pmi dell’UE, responsabili dal punto di vista ambientale, a svilupparsi e a resistere meglio alla concorrenza di aziende più strutturate e ancorate all’economia del fossile.

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