Raee un tesoro dimenticato in fondo ai cassetti. Guardando soltanto ai numeri dei cellulari sono circa 642 milioni i vecchi smartphone inutilizzati. Di questi, solo 211 milioni sono ancora adatti al ricondizionamento, mentre i restanti 431 milioni non lo sono, ma contengono materie prime per un valore complessivo di circa 1,1 miliardi di euro.
In Italia questo dato equivale a circa 55,7 milioni di telefoni riciclabili, capaci di restituire al ciclo produttivo tonnellate di materiali ad altissimo valore economico e strategico. E’ quanto evidenzia lo studio realizzato da Fraunhofer Austria su incarico di refurbed, pubblicato a maggio 2025.
Le materie prime presenti nei cellulari
Stando all’analisi effettuata se i vecchi telefoni venissero riciclati professionalmente, si potrebbero recuperare oltre:
- 5.000 tonnellate di cobalto,
- 129 tonnellate di magnesio,
- 431 tonnellate di stagno,
- 43 tonnellate di tungsteno,
- 1 tonnellata di palladio
- 9 tonnellate di oro. Al valore delle materie prime nel mese di febbraio 2025, il solo oro corrisponde a circa 1,1 miliardi di euro.
“La politica e le imprese devono unire le forze per creare incentivi concreti, migliorare i sistemi di raccolta, investire nel riciclo e garantire dispositivi più facili da riparare e più durevoli. Solo così potremo ridurre i rifiuti elettronici, salvaguardare risorse preziose e contribuire a un’economia circolare sostenibile in tutta Europa” commenta Kilian Kaminski, co-fondatore di refurbed.
Come capire dove buttare i RAEE
Sono diversi i canali per recupererà i Raee ma non sono sempre semplici da individuare. Per questo i Consorzi Ecoped e Ridomus di SAFE – l’Hub Italiano dei Consorzi per le Economie Circolari – hanno ideato un’applicazione per semplificare questo processo: MyRaee.
Con un sistema di riconoscimento visivo basato su intelligenza artificiale, effettuando uno scatto fotografico in pochi secondi l’app identifica l’apparecchiatura non più funzionante e indica il centro più vicino dove smaltirlo. Ma non solo anche indicando centri di assistenza autorizzati per tentare la riparazione, con informazioni sulla validità della garanzia legale di 24 mesi. Informa anche i consumatori sui loro diritti al ritiro gratuito 1:1 e 1:0 e offre contenuti divulgativi per comprendere l’impatto ambientale dei rifiuti elettronici, trasformando un gesto quotidiano in un contributo reale alla sostenibilità. L’app consente inoltre di segnalare eventuali difficoltà riscontrate nel servizio di ritiro 1:1 o 1:0: i Consorzi Ecoped e Ridomus, che operano dal 2006, interverranno per supportare i negozi a garantire il rispetto dei diritti dei consumatori.
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