Il futuro della transizione energetica passa per l’idrogeno verde fruibile su larga scala grazie ad hub sui quali stanno puntando l’Unione europea, rappresentata dalla Commissione, e altri 24 Stati, compresi Stati Uniti e Australia. Quattro dei 32 progetti dislocati in 18 Paesi sono stati presentati nel corso dell’evento, “The mission innovation hydrogen valley che si è tenuto online ieri 19 gennaio, in occasione del lancio della omonima piattaforma globale dedicata agli hub in cui si sta avviando la produzione sperimentale su larga scala dell’idrogeno verde. vediamo l’esempio di quattro hub di produzione di idrogeno verde al di là e a al di qua dell’Oceano.

Gli hub dell’idrogeno in Australia e Stati Uniti dove si punta anche all’esportazione

Uno dei primi hub che entrerà in funzione è quello progettato nel Sud dell’Australia Eyre peninsula gateway, presentato dal Ceo di H2U The hydrogen utility, Attilio Pigneri. Hanno contribuito anche il governo centrale e federale, che assieme hanno deciso di stanziare oltre 70 milioni di dollari australiani. L’obiettivo è realizzare un hub per produrre idrogeno pulito, una parte prodotto tramite elettrolisi, un’altra, ricavato dall’ammoniaca. Con questo progetto l’Australia non intende solo soddisfare il fabbisogno energetico della regione, ma anche esportare il vettore energetico verso il Giappone e i paesi asiatici.

 Pigneri espone il progetto dell' Hidrogen valley
Attilio Pigneri Ceo di H2U The hydrogen utility espone il progetto Australia Eyre peninsula gateway

Il progetto dell’Advanced clean energy storage che sorgerà nello stato dello Utah negli Stati Uniti è stato presentato da Michael Ducker, vice presidente fonti rinnovabili di Mitsubishi power. L’idea è utilizzare quattro tecnologie diverse: idrogeno rinnovabile, accumulo di energia ad aria compressa, batterie a flusso su larga scala e celle a combustibile. L’idrogeno pulito così ricavato servirà a soddisfare il fabbisogno energetico dello Stato e alimentare le turbine a gas per produrre altra elettricità a zero emissioni. Il vettore energetico verrà immagazzinato nel sottosuolo. A pieno regime, l’hub servirà anche per esportare idrogeno pulito.

Advanced Clean Energy Storage che sorgerà nello Stato dello Utah presenta Ducker
Advanced clean energy storage che sorgerà nello Stato dello Utah presenta il progetto Michael Ducker, vice presidente fonti rinnovabili della Mitsubishi power

Gli hub dell’idrogeno in Germania e Spagna possono contare su investimenti pubblici e su consorzi

L’Unione europea può vantare progetti in Olanda, Spagna, Germania, Italia. E soprattutto sulle risorse che verranno presto stanziate per l’attuazione del Green deal. Uno dei progetti più complessi, avviato da un consorzio che riunisce da oltre una trentina di aziende e che ha il sostegno finanziario del governo spagnolo, è Green hysland all’isola di Majorca. Maria Jaén Caparros di Innovation&New eenergies, Enagàs, racconta come l’hub sia stato pensato per produrre idrogeno verde sfruttando l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici. Il vettore energetico verrà impiegato in molteplici settori: dalla mobilità al riscaldamento e fabbisogno energetico dei locali commerciali e dei palazzi. L’ambizione è dimostrare la straordinaria versatilità dell’idrogeno. Grazie all’hub l’isola diventerà non solo a impatto zero ma anche completamente autonoma a livello energetico.

Green Hysland all’isola di Majorca. Maria Jaén Caparros di Innovation&New Eenergies, Enagàs,
Green hysland all’isola di Majorca. Presenta il progetto Maria Jaén Caparros di Innovation&New eenergies, Enagàs,

Ma la scommessa dell’idrogeno verde si gioca anche sul territorio. Non solo attraverso una appropriata comunicazione con tutti gli stakeholder coinvolti ma anche col coinvolgimento delle istituzioni. Dei quattro hub di produzione vediamo il caso della Germania, presentato da Werner Beba dell’università di Amburgo, facoltà di Scienze applicate. Il professore coordina il progetto del Living lab northern Germany. L’ambizione del Paese con questo progetto è di rendere autonomi i territori e le aree limitrofe, ottimizzando i distretti urbanistici e riducendo entro il 2035 le emissioni di gas serra del 75 per cento (pari a 570 mila tonnellate di anidride carbonica). Il progetto tedesco, come in Spagna, è portato avanti da un consorzio e consisterà in quattro hub disposti tra Amburgo, Schleswig-Holstein e Mecklenburg-Vorpommern. Il volume degli investimenti si aggira sui 325 milioni di euro, di cui 130 saranno erogati dallo Stato.

il progetto del Living Lab Northern Germany
il progetto del Living lab northern Germany
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Chiara Colangelo
Giornalista professionista. Ha frequentato il master biennale di giornalismo alla Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano e si è laureata a Giurisprudenza alla Sapienza di Roma, specializzandosi in economia internazionale. Ha collaborato con Linkiesta.it, e con l'agenzia giornalistica Alanews per Ansa.it e CorriereTv. Da sempre è appassionata dei temi che ruotano attorno all'ambiente: energia, economia circolare e sostenibilità.