Grid parity, autoconsumo e revamping. Sono questi alcuni dei principali filoni di intervento su cui l’Italia dovrà puntare per raggiungere i target europei secondo quanto emerso dal convegno organizzato oggi a Milano dallo studio legale Dla Piper. Un dibattito durante il quale operatori ed esperti del settore si sono confrontati sulle sfide poste dalla transizione energetica alla luce del percorso tracciato dal Green New Deal,  per il quale gli investimenti attesi si aggirano intorno a 260 mld all’anno. 

I tre ambiti di intervento cruciali 

Tra i focus su cui il nostro Paese dovrà concentrarsi c’è dunque la grid parity per la quale, come spiega una nota dello studio legale, “i Ppa e i piani di sviluppo della capacità della rete pubblica giocheranno un ruolo fondamentale nel processo di incremento della produzione di energia da fonte rinnovabile rispetto ai consumi nazionali”.

Altro tema chiave è l’autoconsumo. In quest’ambito, spiega lo studio in nota, “pur mancando ancora una disciplina organica e completa in grado di far decollare l’autoconsumo, esistono già studi e coraggiose normative regionali (come quella piemontese) su come realizzare le comunità energetiche e l’autoconsumo nei condomìni”.

Un settore ad alto potenziale, secondo quanto emerso dal convegno, è poi quello del revamping e del repowering degli impianti eolici e fotovoltaici. Si tratta di “interventi per i quali alcune coraggiose regioni hanno già adottato semplificazioni procedurali rilevanti, ma che necessiterebbero di un quadro nazionale di semplificazione definito per il contemperamento delle esigenze paesaggistiche e per il superamento degli ostacoli burocratici che fino ad ora hanno allungato enormemente e irragionevolmente i tempi di rilascio delle autorizzazioni e persino di mere proroghe e varianti non sostanziali”.

“Servono norme certe”

Sono in atto – sottolinea in nota Francesco Novelli, senior partner Dla Piper – le discussioni per definire il quadro di norme che ci auguriamo sia il più possibile certo e immodificabile, per recepire le Direttive europee del “pacchetto energia pulita”: nel frattempo, però, sappiamo già che la Commissione proporrà la prima “legge per il clima” europea per raggiungere quanto dichiarato, ovvero l’impatto climatico zero nel 2050. Gli interventi che si sono susseguiti in questo convegno, la competenza e l’esperienza dei relatori, l’interazione partecipe e intelligente degli operatori e degli istituti di credito, ci consentono di intuire nuove opportunità nelle scelte degli investimenti e delle soluzioni per la salvaguardia del parco energetico e lo sviluppo di nuove iniziative.

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