Fusione nucleare, firmato l’accordo di finanziamento tra Enea, Bei, Regione Lazio per il DDT

Un progetto da 500 milioni per una tecnologia centrale per rendere l'Europa una economia climaticamente neutra

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Controllare l’enorme quantità di calore che viene generata dalla fusione nucleare, questo l’obiettivo del progetto Divertor Tokamak Test (DTT, divertitore) dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) che oggi compie un passo avanti, con l’annuncio ufficiale della garanzia del Piano di investimenti per l’Europa e la firma della convenzione con la Regione Lazio che permetterà di sviluppare il nuovo polo scientifico internazionale di Frascati, nella provincia di Roma.

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L’intero progetto è stato presentato a Roma dal Presidente dell’ENEA Federico Testa, dal Vicepresidente della BEI Dario Scannapieco, dal Vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori, alla presenza del Presidente di EUROfusion, Ambrogio Fasoli e della responsabile Unità Ricerca Euratom della Commissione Ue Elena Righi Steele.

“È un progetto di frontiera che mette insieme grande ricerca, innovazione tecnologica, sviluppo e competitività industriale, con ricadute stimate in oltre due miliardi solo dal punto di vista economico” ha commentato il Presidente dell’ENEA Federico Testa sottolineando inoltre la centralità della “forte leadership dell’Italia in questo campo”.

Come interverranno i finanziamenti

Si tratta di un investimento di circa 500 milioni di euro complessivi di cui 250 milioni saranno erogati dalla Bei nell’ambito del Piano Juncker della Commissione Europea. “Sono orgoglioso che la BEI sostenga per una quota imporrante la realizzazione dei nuovi laboratori di Frascati”, ha commentato il Vicepresidente della BEI Dario Scannapieco”.

Il progetto richiederà circa 500 milioni di euro

60 milioni arriveranno da EUROfusion, il programma dell’Unione europea per la produzione di energia nucleare pulita e sicura lanciato nel 2014, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca scientifica con 40 milioni, il Ministero dello sviluppo economico con 40 milioni, la Regione Lazio con 25 milioni.

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