Abruzzo, nasce la più grande rete di autoconsumo a distanza

Accordo tra Comunità Energetiche e Consorzio Acquedottistico Marsicano

L’Abruzzo diventa il fulcro dell’innovazione energetica italiana grazie a un’intesa storica destinata a ridisegnare i confini della sostenibilità e dell’efficienza infrastrutturale. Comunità Energetiche, abilitatore tecnologico e finanziario con sede a Terni, e il Consorzio Acquedottistico Marsicano, gestore del servizio idrico integrato locale, hanno siglato un accordo strategico per la nascita della più grande configurazione di Autoconsumo Individuale a Distanza mai realizzata nel nostro Paese. Questa infrastruttura virtuale si impone come un primato assoluto sul territorio nazionale sia per il numero complessivo di impianti fotovoltaici integrati sia per la quantità di energia pulita condivisa attraverso la rete elettrica.

Abruzzo
Foto di Joshua Bowers su Unsplash.

Rete diffusa tra fotovoltaico e cabine primarie

Il cuore tecnologico dell’iniziativa si basa sull’integrazione di dieci impianti fotovoltaici dislocati in vari comuni della Marsica, tra cui Avezzano, Luco dei Marsi, Magliano dei Marsi, Tagliacozzo, Aielli e San Benedetto dei Marsi. Queste strutture per la produzione rinnovabile, di proprietà di Comunità Energetiche S.p.A. e delle sue controllate CE Solar 1 e CE Solar 2, avranno una capacità installata complessiva di circa 8,8 MWp.

Una tale potenza sarà in grado di generare una produzione stimata superiore a 14 milioni di kWh all’anno, consentendo una condivisione virtuale di oltre 11,3 milioni di kWh annui sulla rete elettrica nazionale. La formula contrattuale scelta è quella del Produttore Terzo, grazie alla quale il Consorzio Acquedottistico Marsicano potrà beneficiare di un approvvigionamento green azzerando completamente gli investimenti iniziali di capitale, secondo la logica del cosiddetto Zero Capex.

Scambio virtuale di energia pulita a chilometro zero: come funziona

L’Autoconsumo Individuale a Distanza rappresenta uno schema innovativo introdotto dal recente Decreto Cacer. Questo modello consente a un singolo produttore e a un singolo consumatore di scambiare virtualmente l’energia prodotta dal sole utilizzando l’infrastruttura di distribuzione nazionale già esistente, senza la necessità di collegamenti fisici dedicati. La regola fondamentale imposta dalla normativa richiede che i punti di immissione dell’energia e quelli di prelievo, noti come Pod, siano geograficamente situati sotto l’area di influenza della stessa cabina elettrica primaria.

Nel caso specifico dell’accordo, il sistema si svilupperà su quattro distinte cabine primarie e andrà ad alimentare in maniera ottimizzata oltre ottanta punti di prelievo del consorzio idrico, riducendo le sollecitazioni sulla rete elettrica e favorendo la stabilità del sistema complessivo. All’interno di questa configurazione, il ruolo di soggetto referente per l’accesso alle premialità statali sarà ricoperto direttamente dal consorzio idrico, mentre la società partner gestirà le pratiche con il Gestore dei Servizi Energetici occupandosi anche del monitoraggio tecnologico dei flussi.

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Rigenerazione urbana, contrasto povertà energetica e trasparenza

L’impatto di questo progetto va ben oltre il semplice risparmio energetico e assume un rilievo strategico per l’Abruzzo, in particolare per l’intera Marsica, area agricola tra le più fertili d’Italia in cui la gestione efficiente dell’acqua e dell’energia è vitale per l’economia. Una volta che la configurazione sarà entrata pienamente a regime, il consorzio potrà accedere agli incentivi statali previsti per la durata di venti anni. Secondo quanto stabilito dalle regole del Decreto Cacer, una quota significativa della tariffa premio, fino a un massimo del 45%, dovrà essere destinata al finanziamento di iniziative sociali e ambientali con ricadute dirette sui territori comunali che ospitano gli impianti fotovoltaici.

Le risorse derivanti dalla tariffa premio verranno impiegate seguendo le linee guida del Ministero e del Gestore dei Servizi Energetici, che prevedono un ampio spettro di interventi virtuosi. Sul fronte ambientale, si potranno sostenere progetti di rigenerazione urbana, valorizzazione del turismo sostenibile e tutela dei beni pubblici o storico-culturali dismessi. Per quanto concerne la sfera sociale, i fondi supporteranno misure di contrasto alla povertà energetica per i soggetti vulnerabili, percorsi di formazione professionale finalizzati al reinserimento lavorativo e attività culturali o sportive di interesse collettivo. Infine, per garantire la massima trasparenza e l’aderenza ai criteri Esg, una parte delle risorse potrà finanziare l’adozione di metodologie scientifiche di misurazione dell’impatto sociale, come il social return on investment, promuovendo il coinvolgimento attivo dei cittadini attraverso comitati consultivi locali.

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