Impianto biogas Cib
Impianto biogas Cib

Profonda l’insoddisfazione del CibConsorzio italiano biogas e del Consorzio Monvisoagroenergia – Cma, per la posizione assunta dal Governo sulle misure proposte al decreto Fer2.

Il testo che Governo e Regioni stanno discutendo renderebbe impossibile l’ulteriore sviluppo della produzione elettrica da biogas e metterebbe a rischio la prosecuzione dell’attività degli impianti esistenti. 

Consorzio italiano biogas e Consorzio Monviso agro-energia, pertanto, auspicano che la Conferenza delle Regioni dia un parere negativo sul testo così proposto e che, in assenza di sostanziali modifiche, il Governo rinvii la decisione al nuovo Esecutivo.

Dichiara il presidente del Cib, Piero Gattoni: “Ci rammarica che il lavoro di dialogo e di proposta svolto sul decreto Fer2, condiviso anche da diverse Regioni, non stia producendo gli effetti sperati e utili per il nostro settore. In un momento di forte spinta verso lo sviluppo di nuova capacità rinnovabile da inserire nel mix nazionale e di crisi degli approvvigionamenti ci aspettavamo un cambio di passo che promuovesse il contributo dell’agricoltura nella risoluzione della crisi energetica”.

Il presidente sostiene che, questo provvedimento debba necessariamente contenere da un lato, misure per favorire la nascita di nuovi impianti perfettamente integrati nel territorio, avviando un percorso di transizione in linea con gli obiettivi europei. Dall’altro, misure per salvaguardare le iniziative biogas esistenti che non possono convertire la propria produzione a biometano.

“Senza la rimozione dei vincoli quali, ad esempio, quelli relativi alla distanza dalla rete di trasporto del metano e al mix di biomasse impiegabili, gli obiettivi prefissati con questo decreto saranno inevitabilmente disattesi. Chiediamo alle Regioni di esprimere un parere negativo sul testo, che dovrebbe essere rivisto alla luce del mutato scenario economico internazionale”, conclude Gattoni.

Continua Sebastiano Villosio, presidente del Cma: “Non è accettabile che in un momento storico come quello che stiamo attraversando non ci sia la disponibilità a eliminare vincoli che impediranno la produzione di energia rinnovabile nel comparto agricolo, proprio quando le agro-energie potrebbero contribuire a superare l’attuale crisi”. 

Il rischio, secondo Villosio, è che il decreto così come impostato non produca alcun effetto. 

“Per questo ci appelliamo al buon senso e al pragmatismo delle Regioni che saranno chiamate a esprimere un parere sul provvedimento, auspicando di poter riaprire lo spazio per delle correzioni che riteniamo indispensabili. In pochi anni, il nostro settore ha contribuito al sistema energetico con più di 1 GW di potenza elettrica installata e 200 milioni di mc di biometano immesso all’anno e, costituisce un patrimonio che non possiamo permetterci di abbandonare”.

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