Usato online spicca il volo: mercato da oltre 21 miliardi di euro

Ricerca Amazon: Italia attore chiave con 1,4 miliardi nel 2024

Il mercato dell’usato online e resi in Europa ha raggiunto il valore impressionante di 21,6 miliardi di euro, con una previsione di crescita di ulteriori 2 miliardi nel 2025. Questi dati emergono da una nuova ricerca commissionata da Amazon, che sottolinea una vera e propria rivoluzione nelle abitudini di consumo del continente. L’Italia si posiziona come un attore chiave in questo panorama, con il mercato dell’usato online che ha contribuito all’economia nazionale per 1,4 miliardi di euro nel 2024.

usato online
Foto di Microsoft Edge su Unsplash.

Un sorprendente 63% dei consumatori italiani ha acquistato prodotti di seconda mano online lo scorso anno, spendendo complessivamente 2,5 miliardi di euro e generando un risparmio stimato di circa 3,2 miliardi di euro. Le previsioni indicano che questo mercato in Italia continuerà a crescere, raggiungendo i 2,6 miliardi di euro nel 2025.

Usato online: Italia protagonista di crescita sostenibile

A livello europeo, clienti in Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna hanno risparmiato circa 37,7 miliardi di euro negli ultimi cinque anni acquistando prodotti di seconda mano online, mantenendo in circolazione oltre 740 milioni di prodotti solo nel 2025. Il rapporto definisce questo fenomeno come il mercato di second chance, che include non solo prodotti usati, ma anche articoli open box (resi e non utilizzati) e prodotti ricondizionati, ossia riportati a condizioni quasi pari al nuovo.

In particolare, i clienti cercano attivamente articoli di seconda mano in una vasta gamma di categorie, dalla tecnologia alla moda, fino agli elettrodomestici per la casa. La crescita del mercato dei prodotti di seconda mano online in Italia è trainata da molteplici fattori. La maggiore varietà di prodotti disponibili (38%), le pressioni del costo della vita (34%) e i benefici ambientali derivanti dal mantenimento dei prodotti in circolazione (34%) sono le motivazioni principali che spingono i consumatori verso il second chance.

Successo del second chance: varietà, risparmio e ambiente

Le prospettive per il futuro sono altrettanto rosee: oltre la metà (57%) degli intervistati italiani dichiara di essere più propensa ad acquistare articoli di seconda mano online nel 2025. L’82% degli under 34 acquista già articoli di seconda mano, a fronte del 49% degli over 55, segnale di un cambiamento generazionale nelle abitudini di consumo. Inoltre, il 27% dei consumatori non crede più che il nuovo sia intrinsecamente migliore dell’usato, spostando le priorità verso la praticità, l’accessibilità economica e la responsabilità ambientale. In Italia, il 25% degli acquisti second chance rappresenta vendite che non si sarebbero concretizzate senza l’opzione dell’usato, dimostrando come questi canali stiano creando nuove opportunità di mercato.

Nonostante le previsioni indichino che l’economia del second chance in Italia possa raggiungere i 2,8 miliardi di euro entro il 2030, il rapporto evidenzia che la consapevolezza dei consumatori supera ancora i comportamenti d’acquisto effettivi. Per sbloccare ulteriore crescita, i rivenditori devono affrontare preoccupazioni persistenti come la condizione del prodotto (36%) e la mancanza di garanzie (32%).

La spesa media mensile per l’usato online in Italia è aumentata del 113% negli ultimi cinque anni, passando da 58,5 a 124,80 euro. Le categorie trainanti sono l’abbigliamento (47%), i piccoli elettrodomestici (37%) e smartphone e tablet (34%). Sebbene il risparmio rimanga la motivazione principale (54%), l’impatto ambientale sta diventando un fattore determinante, con il 37% dei consumatori che trova soddisfazione nell’acquistare in modo più sostenibile e prevenire gli sprechi.

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