Le emissioni legate alla produzione e allo smaltimento di un albero in plastica sono pari a 4 volte quelle di un albero vero. Numeri che fanno comprendere come optare per “un albero vero per le festività natalizie sia sempre un comportamento più sostenibile rispetto all’acquisto di uno in plastica”. A lanciare il messaggio è Pefc Italia, l’ente normatore della certificazione della buona gestione del patrimonio forestale. “Scegliere un abete vero per il periodo natalizio significa mettere in casa una creatura vivente che respira, assorbe anidride carbonica e rilascia ossigeno e olii essenziali che purificano l’abitazione – spiega in una nota Maria Cristina d’Orlando, presidente del Pefc Italiae soprattutto, significa sostenere le comunità locali, le aree interne del nostro paese, creando una relazione positiva fra città e montagna e prendendo le distanze da sistemi produttivi lontani da noi e incompatibili con l’ambiente”.

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Provenienza e certificazione

Due elementi chiave che influiscono sull’impatto ambientale legato agli alberi di natale veri sono la provenienza (più è vicino il luogo di coltivazione o il bosco dal quale è stato prelevato, minore sarà l’impatto sull’ambiente per il trasporto) e la certificazione, volta a garantire la massima trasparenza in termini di tracciabilità, legalità e impatto ambientale. Tra gli schemi di certificazione più diffusi c’è il logo Pefc. “Oltre alle aziende produttrici di alberi natalizi – spiega in nota Antonio Brunori, segretario generale Pefc Italia – ci sono centinaia di aziende certificate nel settore della produzione e lavorazione del legno: scegliere i loro prodotti, in legno e carta, significa rafforzare il circolo virtuoso della sostenibilità e contribuire a modificare le scelte imprenditoriali delle aziende della filiera bosco-legno. Per giunta quest’anno alcune aziende utilizzano il legno derivante dagli alberi abbattuti dalla Tempesta Vaia per creare doni natalizi, innescando un vera Filiera Solidale a favore delle aree alpine colpite dalla tempesta Vaia”.

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Dal Vaticano al Quirinale l’albero è certificato Pefc

A optare per piante vere e certificate sono, tra gli altri, anche il Vaticano, il Quirinale, la Camera dei Deputati e il ministero delle Politiche agricole e Forestali che hanno scelto piante con certificazione Pefc. Nello specifico l’albero del Vaticano arriva quest’anno dall’Altopiano di Asiago ed è stato donato insieme a una ventina di alberi più piccoli dal Consorzio di usi civici di Rotzo-Pedescala e San Pietro in provincia di Vicenza. “L’albero proviene da un bosco certificato Pefc, scelto in modo da diradare e garantire la continuità e l’equilibrio del bosco. Il gesto da parte di questa comunità acquista ancora più valore poiché l’albero proviene dalle operazioni di sistemazione di una zona colpita lo scorso anno dalla Tempesta Vaia”, spiega Antonio Brunori.

Come smaltirlo alla fine delle feste

Al termine delle feste questi alberi dovranno essere portati nelle isole ecologiche per poi essere  trasformati in compost utile alla crescita di nuove piante. “Ripiantare gli alberi dei vasi in bosco potrebbe non essere, invece, la scelta migliore – spiega il Pefc in nota –  collocarli in boschi significa creare potenziali problemi ecologici (l’abete non fa parte dei boschi naturali di pianura/collina) e di inquinamento genetico (non possiamo conoscere il patrimonio o le malattie dell’albero). Meglio quindi scegliere, ove possibile, il proprio giardino di casa; ma attenzione, le piante sempreverdi hanno radici molto superficiali e quindi potrebbero diventare un pericolo se crescessero troppo in alto”.

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