Crescita del prosumer, lotta alla povertà energetica, fine della maggior tutela e transizione energetica. Sono questi i quattro ambiti su cui Adiconsum ha presentato, nell’ambito delle audizioni periodiche dell’Autorità, le sue osservazioni e proposte sul Quadro Strategico 2019-2021 dell’Arera. 

Crescita del prosumer

Per cercare di promuovere il prosumer, figura al centro dell’evoluzione di un sistema energetico sempre più distribuito e improntato all’autoconsumo, i punti chiave per l’associazione sono tre. Il primo riguarda, come si legge in una nota, la “ripartizione degli oneri generali di sistema con sgravi ed eliminazione dei costi fissi per gli utenti virtuosi proporzionali ai risultati conseguiti in termini di efficienza energetica e sostenibilità”. Il secondo è invece relativo alla “definizione di un quadro normativo che regoli i rapporti economici, giuridici e tecnici tra prosumer-distributore-venditore”. Il terzo invece suggerisce “la creazione di comunità dell’energia su larga e su piccola scala (promozione dell’autoconsumo negli edifici condominiali) che possano cedere e vendere l’energia in eccesso”.

Povertà energetica, una problema economico e sociale 

Sula questione povertà energetica, invece, l’associazione chiede al regolatore di focalizzarsi sui seguenti punti:

  • la revisione delle tariffe (in primis gli Oneri Generali di Sistema);
  • la semplificazione, l’automatismo e l’ampliamento del bonus sociale;
  • la realizzazione  di un Fondo sociale;
  • lo sviluppo dell’efficienza energetica e del risparmio energetico con l’aiuto delle nuove   tecnologie;
  • la promozione dell’economia circolare;
  • la diffusione dei gruppi d’acquisto;
  • la previsione di incentivi per impianti rinnovabili per le famiglie bisognose;
  • la promozione dell’iniziativa Energia “sospesa”;
  • il lancio di campagne di informazione/formazione.

Fine maggior tutela

Adiconsum ha inoltre rimarcato nell’audizione all’Arera l’importanza di garantire un superamento del mercato tutelato “economico e inclusivo nei confronti di tutti i consumatori”. In questo senso l’associazione propone “il trasferimento parziale degli Oneri generali di Sistema sulla fiscalità generale e pagamento degli stessi con sistema “premiale” per gli utenti virtuosi (costi ridotti ed esenzioni proporzionali ai risultati di efficienza e sostenibilità conseguiti)”; l’introduzione di una tariffa dedicata alle utenze per la ricarica degli autoveicoli elettrici”; il possesso dei criteri di solvibilità, onorabilità ed eticità delle aziende da inserire nell’Albo dei Venditori” e “la lotta alla morosità intenzionale (turismo “energetico)”.

Favorire la transizione energetica

Per favorire, infine, la transizione energetica verso fonti pulite, sottolinea l’associazione, è necessaria “un’adeguata e corretta programmazione, integrando la sicurezza di approvvigionamento e le nuove tecnologie, in modo efficace e sostenibile”. In quest’ottica le proposte sono cinque: “Il raggiungimento di un graduale riequilibrio del mix energetico e non un miope abbandono di questa o quella fonte, con un occhio attento alla sicurezza di sistema, ai costi sociali, ambientali ed economici, alle ricadute occupazionali (dirette e nell’indotto)”; “lo smaltimento e sostituzione dei pannelli solari”; il revamping delle pale eoliche”; lo smantellamento del parco di generazione termico (oltre 50 impianti), con la bonifica e la messa in sicurezza dei siti”; il decommissioning del parco nucleare (ormai fermo da anni)”

Necessaria una visione più strategica

In generale, “l’accesso all’energia – sottolinea Adiconsum in nota – è un indicatore del benessere economico e sociale di un Paese. C’è bisogno di una visione più strategica in materia di energia e ambiente, tale da consentire la realizzazione di una vera programmazione energetica nazionale, e di un riequilibrio tra business e socialità. Occorre una cabina di regia/monitoraggio con la partecipazione delle Associazioni Consumatori”.

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