Presentato a Bruxelles “l’Osservatorio per la povertà energetica”, un’iniziativa di raccordo tra le diverse realtà all’attivo in Europa rispetto un insospettabile fenomeno in crescita nel vecchio continente:  l’impossibilità o la difficoltà quotidiana di poter cucinare, scaldare, raffrescare o illuminare gli ambienti in cui si vive. Un disagio che superficialmente sembrava sconfitto negli ambienti urbanizzati ma che in realtà sta crescendo colpendo fasce deboli della popolazione come anziani, famiglie numerose e non solo.

Come lavora l’Osservatorio per la povertà energetica

L’Osservatorio per la povertà energetica nasce nel 2016 coordinato dall’Università di Manchester nelle figure del  Dr Harriet Thomson e il Professore Stefan Bouzarovski. E’ composto da altri cinque partner: Ecofys, European Policy Centre, Intrasoft International, National Energy Action, Wuppertal Institute. A questi fanno seguito diversi consorzi come l’Asociación de Ciencias Ambientales, l’Energy Action Project (EnAct), Centre for Renewable Energy Sources and Saving per citarne alcuni. Con il lancio del sito avvenuto ieri sarà possibile alimentare il data base con i risultati delle indagini e dei progetti europei realizzati ad oggi sul tema della povertà energetica.

“L’osservatorio vuole essere un ambiente virtuale di condivisione di dati, esperienze e metodi ad oggi realizzati e testati, in modo da favorire un lavoro di sinergia e di analisi per elaborare una strategia efficace contro il fenomeno della povertà energetica“;  spiega a Canale Energia Marina Varvesi project manager di Aisfor presente al lancio della piattaforma a Bruxelles, come ente italiano impegnato nella lotta alla povertà energetica con due progetti europei SMART-UP e ASSIST, quest’ultimo come coordinatore del progetto, che andranno a implementare i dati dell’osservatorio. “Avere un luogo virtuale dove poter condividere e quindi trovare tutto quanto fatto per contrastare la povertà energetica potrà essere utile, basti pensare che ad oggi non c’è una definizione condivisa in Europa del concetto di povertà energetica e auspichiamo che la condivisioni di buone pratiche aiuti ad arrivare velocemente a soluzioni pratiche, le stesse che le persone indigenti chiedono agli enti preposti quotidianamente”.

Povertà energetica il ruolo dell’Italia

Di fatto una iniziativa che potrebbe favorire la risoluzione del problema della povertà energetica Europea che richiede la collaborazione di tutti i soggetti europei coinvolti in questo settore per la condivisione di dati-Di cui è necessaria una declinazione chiara di metodi e competenze. “I progetti ASSIST e SMART-UP sono già inseriti tra le iniziative europee censite e sicuramente utilizzeremo l’osservatorio per diffondere i risultati delle ricerche svolte pubblicando tutti i rapporti e le pubblicazioni prodotte” spiega la Varvesi che sottolinea il ruolo della partecipazione “Auspichiamo che tutti gli attori che operano nel contrastare il fenomeno utilizzino questo strumento così da renderlo in tempi brevi effettivamente uno strumento di repository sulla povertà energetica utile a fornire supporto all’utente finale ossia i cittadini chi oggi vivono appieno il problema”.

Una iniziativa che potrebbe favorire la risoluzione del problema ma che, appena lanciata, presenta delle lacune in merito ad una declinazione chiara di metodi e competenze, di cui auspichiamo ci sia presto una definizione così da sostenere  chi, già oggi, vive appieno questa situazione.
Al momento quello che emerso anche dal dibattito di ieri a Bruxelles è il ruolo chiave di efficienza energetica e divulgazione di conoscenze in merito a consumi e bollette. Non resta che facilitare il più possibile il compito ai divulgatori” conclude la Varvesi.
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