L’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (Oipe), nato dal lavoro di quattro ricercatori da tempo impegnati sul tema – Ivan Faiella (Banca d’Italia), Luciano Lavecchia (Banca d’Italia), Raffaele Miniaci (Università degli studi di Brescia) e di Paola Valbonesi (Università degli studi di Padova) – ha presentato ieri a Milano il suo primo rapporto sulla povertà energetica in Italia.

L’Osservatorio, istituito l’8 febbraio scorso, ed ospitato dal Centro Studi “Levi Cases” di Economia e Tecnica dell’Energia dell’Università di Padova, non è quello presente nei documenti ufficiali del Governo (SEN, e Piano Integrato Clima Energia inoltrato alla Commissione Europea nel Dicembre 2018), bensì “un’iniziativa bottom-up di ricercatori, aggiuntiva e non sostitutiva” spiega la prof.ssa Valbonesi che lo presiede. L’Oipe accoglie un network di ricercatori di varie discipline e istituzioni (tra le varie: Banca d’Italia, ENEA, Rse, Università degli studi di Brescia, Università degli studi di Firenze, Università degli studi di Padova, Università degli studi di Palermo) che condividono l’obiettivo di studiare la povertà energetica, un fenomeno che investe i soggetti “più deboli” (ad esempio, famiglie e anziani a basso reddito).

Come si legge tra le righe del report, ciò che preoccupa, è che la povertà energetica in Italia negli ultimi anni ha registrato un trend crescente, e le prospettive registrano ulteriori incrementi: questo, in considerazione di come, secondo molti previsori, il prezzo dell’energia in UE -già tra i più alti al mondo- registrerà ulteriori aumenti nei prossimi decenni a causa della transizione energetica. L’impatto delle misure di decarbonizzazione e il costo degli incentivi alle rinnovabili (ripartiti tra tutte le bollette), infatti, si sono tradotti in incrementi nelle bollette elettriche delle famiglie (figura A sotto), a fronte di consumi stabili. Il Report, presentato dal dott. Luciano Lavecchia (Banca d’Italia), mette in luce come l’incidenza della spesa energetica in Italia sia passata dal 4,7 % nel 2007 al 5,1 % nel 2017. In pratica, negli ultimi 10 anni i prezzi finali dell’elettricità per le famiglie italiane sono cresciuti del 35%, un dato in linea con la media dei paesi UE-28. Nello stesso periodo, il prezzo per il gas in Italia è aumentato del 23%, un incremento superiore alla media registrata nei paesi UE. Valori che, come sottolinea il report, sono di molto superiori alla crescita dell’inflazione nel nostro paese.

Secondo l’attuale definizione e relativa misura del fenomeno –come descritte nel Report– in Italia, nel 2017, sono state registrate 2,2 milioni di famiglie in povertà energetica, ovvero l’8,7 per cento del totale, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al 2016.

L’identikit del povero energetico

Ma qual è l’identikit di una famiglia in povertà energetica? Gli elementi possono essere diversi, come spiega a Canale Energia la prof.ssa Paola Valbonesi, tra cui: “Un’inefficienza abitativa, un reddito basso, una famiglia numerosa o una disoccupazione anche momentanea. Oppure persone anziane che vivono molto a casa, consumando più energia. Può essere un elemento di rischio anche il luogo in cui si abita, sia per fattori climatici, sia per (la mancanza di) accesso alla rete di distribuzione gas. Inoltre, bisogna considerare che vi possono essere diverse tipologie di spesa per energia: nel Sud Italia si paga di più per raffrescare, quindi soprattutto per consumo di corrente elettrica. A nord per riscaldare, con relativo consumo di gas.”

Proprio per questa varietà di cause all’origine del fenomeno, la prof.ssa Valbonesi suggerisce che: “sarebbe necessario proporre diversi strumenti per combattere la povertà energetica, tra loro differenziati ma possibilmente coordinati”. I bonus per elettricità e per gas – messi a disposizione in Italia dal 2009 – hanno incontrato qualche problema in termini di adesione al meccanismo, “probabilmente perché sono strumenti complessi nel livello informativo che richiedono e, inoltre, presuppongono che la loro richiesta venga avanzata ogni anno”. Come evidenziato nella presentazione di Roberto Malaman (Arera), solo 1/3 delle famiglie aventi diritto ai bonus accedono effettivamente a tali supporti. Interessanti spunti per il contrasto alla povertà energetica sono emersi dal focus sugli anziani in povertà energetica svolto da Fondazione Di Vittorio (Serena Rugiero), e dalle esperienze territoriali quali: il Progetto Banco Energia, promosso da una azienda fornitrice di energia (Silvia Pedrotti, A2A); il Progetto Assist di formazione di Tutor per i consumi energetici a supporto alle famiglie vulnerabili (Marina Varvesi, Asifor), di cui questa testata è media partner per l’Italia; il Progetto Fratello Sole Energie Solidali per l’efficientamento degli edifici che accolgono persone vulnerabili (Fratello Sole, Fabio Gerosa); e le diverse azioni di efficientamento energetico di “social housing” (Marco Corradi, Acer, Emilia Romagna).

I prossimi obiettivi dell’Osservatorio

I prossimi appuntamenti già in cantiere dell’Osservatorio vedono un workshop in ottobre a Roma, dove si discuteranno vari contributi di ricerca sul tema, e una sessione speciale su povertà energetica in una conferenza che si terrà entro la fine del 2019. Questi appuntamenti rappresenteranno occasioni in cui “presenteremo gli sviluppi di ricerche in corso volte – a esempio – a studiare l’impatto sulle spese per riscaldamento derivante dall’uso di combustibili diversi dal gas metano, usati da una parte non trascurabile di popolazione; e la definizione di policy di efficientamento per tipologie abitative, individuate anche attraverso tecniche di georeferenziazione” – conclude la prof. Valbonesi.

 

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.