Il cliente del fotovoltaico è cambiato. Dal 2017 in poi il settore è rinato acquisendo nuova fiducia nella tecnologia. Gli utenti scelgono soluzioni più sostenibili e guardano a un modello di investimenti che punta al risparmio energetico. Ma sopratutto a servizi integrati di intelligenza artificiale che controllano i consumi domestici, dal calore all’energia elettrica, integrati con sistemi peer to peer per scambiare energia nella rete con un approccio sempre più decentrato in cui gli utenti prosumer diventano la principale risorsa. È quanto emerge da un confronto con Gian Maria Debenedetti, amministratore delegato di Evolvere, azienda di generazione distribuita di energia da fonti rinnovabili che guarda all’approccio smart della propria rete, in occasione dell’ultimo bilancio sociale pubblicato dall’azienda.

Passato il momento di impasse del 2015/17 il settore è rinato e ha dimostrato di poter andare avanti senza incentivi. Indubbiamente il mercato ha sofferto l’abbandono repentino del sistema Italia ma si è ristabilizzato e dal 2017 ha ricominciato a crescere guardando a sostenibilità e B-corp”. B sta per benefit. Le B corp sono società che sposano concetti di sostenibilità non solo rispetto l’ambiente ma anche verso i propri dipendenti.

Volevamo realizzare un grande impianto ma
iper-distribuito

Evolvere dal 2010 guarda al settore energy non come commodity ma come un potenziale di servizi. Il concetto di generazione distribuita per noi è stato sempre portante. L’evoluzione è su questo più che sulla tecnologia. Volevamo realizzare un grande impianto ma iper-distribuito. Abbiamo quindi lavorato per rendere indipendente il cliente trasformandolo in prosumer. In quest’ottica possiamo guardare al fotovoltaico come una struttura consolidata, mentre il peer to peer e le Uvam sono l’innovazione che trasforma il ruolo del cliente in fornitore. Un fornitore a cui noi offriamo un servizio diverso, facendolo guadagnare o risparmiare. Questo significa dal nostro punto di vista essere di nuova generazione”. Strategia confermata dai dati del Bilancio di Sostenibilità del 2018, che Canale Energia vi comunica in anticipo sul lancio ufficiale, con 32,2 milioni di euro di valore economico generato e 23,9 milioni di valore distribuito. Un dato che si basa su 10.600 contratti attivi, di cui oltre 10.000 impianti sono di proprietà o gestiti (+15% rispetto al 2017), per un totale di circa 56 MW di capacità fotovoltaica installata e oltre 31.000 tonnellate di CO2 evitate.

Un approccio che guarda anche alla povertà energetica realizzando, a utenti che lo richiedono e che rientrano in determinati parametri, impianti su tetto ripagati esclusivamente dalla corrente utilizzata in casa.

Anni fa non si sarebbe mai pensato di realizzare le Uvam con microproduttori. Oggi siamo di fronte a un mondo molto diverso. Detto ciò secondo noi manca un concetto fondamentale che è quello dello one to many”. Riferisce Debenedetti guardando a quanto previsto nel Piano nazionale integrato energia e clima per quanto riguarda rinnovabili,generazione diffusa e peer to peer. “Che è quanto ci aspettiamo arrivi nella Red2 – prosegue Debenedetti – Pensiamo alle comunità energetiche realizzabili in un condominio. Un’altra cosa su cui bisogna riflettere è lo scambio sul posto con il peer to peer perché per renderlo efficiente per il sistema, con lo stesso sforzo economico degli incentivi che sono in campo ora, dovremmo pensare allo storage. Questo è l’elemento che permette di passare da uno scambio virtuale a uno reale. Secondo noi è questo il passaggio definitivo verso la generazione distribuita intesa in senso attuale”.

Tutto questo avviene con una filiera complessa di produzione hardware fotovoltaica Made in China ma un know how e software italiano. “I moduli sono Ginko solar, ci sembrano quelli con il miglior rapporto prezzo, qualità e gestione del cliente. Lato inverter invece lavoriamo con Abb, che produce in Italia. Tra l’altro l’impresa svizzera ha molto apprezzato il nostro sistema intelligente di monitoraggio dei consumi domestici Eugenio tanto da integrarlo dematerializzato con il nostro sistema di blockchain. Il mondo hardware Eugenio invece è totalmente italiano ed è prodotto in Italia con nostro software”.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.