Nel 2018 il mercato italiano della smart home cresce del 52%

I dati della ricerca dell’Osservatorio Internet of Things del Polimi. A trainare il mercato gli smart home speaker

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Un mercato “fortemente attivo e dinamico”È questo il quadro relativo al comparto della smart home nel nostro Paese emerso dalla ricerca  dell’Osservatorio Internet of Things della School of management del Politecnico di Milano, presentata questa mattina nella sede di Bovisa dell’ateneo milanese. “Nel 2018  ha sottolineato Angela Tumino direttore dell’Osservatorio – la crescita è stata molto positiva, con una percentuale del 52%. Il settore ha raggiunto infatti quota 380 milioni di euro. Se in termini di valore assoluto il dato non è particolarmente rilevante, tuttavia il tasso di crescita è decisamente interessante”.

Confronto con altri Paesi europei

Il trend di crescita del nostro Paese è in linea o, in alcuni casi, addirittura superiore a quello degli altri Paesi europei, anche se, in termini assoluti, emerge un divario da colmare. In particolare l’Italia supera solo la Spagna (300 milioni di euro, +59%), mentre rimane indietro rispetto a Paesi come la Germania (1,8 miliardi, +39%) o la Francia (800 milioni, 47%. “Se da un lato – ha spiegato Tumino – si può dire che siamo ancora ai blocchi di partenza, dall’altro, visto che questo mercato sta crescendo bene, possiamo essere ottimisti e stimare un potenziale sviluppo molto significativo anche nel nostro Paese”. 

I canali di vendita

Dallo studio emerge inoltre come, per quanto riguarda i canali di vendita, “la quota principale sia ancora legata alla filiera tradizionale, ovvero quella che passa dall’installatore per arrivare nelle case del consumatore”, ha sottolineato il direttore dell’Osservatorio. In particolare il valore si è attestato a 190 milioni di euro (50% del mercato), un dato in crescita del + 10%  rispetto al 2017 che, però, mostra come “questa filiera stia perdendo un po’ di terreno rispetto ad altri canali”. Nel 2017, infatti, la percentuale era del 70%. “A crescere fortemente sono stati invece sia i retailer multicanale più tradizionali, con un valore di 72 milioni di euro e un tasso di crescita del 180%, sia i retailer che operano online, con un valore di 78 milioni di euro e un tasso di crescita del 140%. Rimane invece piuttosto limitato il peso di assicurazioni, telco e utility, complessivamente il 10% del mercato”.

Gli smart home speaker trainano il mercato

A trainare il mercato nel 2018 sono stati in particolare gli assistenti vocali, anche se il dato più elevato è stato registrato dalle soluzioni per la sicurezza, con che si attestano a 130 milioni di euro (35%). “La principale novità è sicuramente quella degli smart home speaker, soluzioni che pesano già per il 16% del valore di mercato – ha spiegato Tumino sottolineando come queste tecnologie siano arrivate sul mercato italiano solo da pochi mesi. Si tratta di un comparto che sta crescendo a ritmi molto veloci su scala globale e che vede gli USA in un ruolo di primo di piano. Tuttavia questi sistemi, nel nostro Paese, restano legati principalmente al comparto illuminazione, non sfruttando appieno tutte le opportunità legate all’intero comparto smart home.

Dati in crescita per gli elettrodomestici smart 

Per quanto riguarda invece il comparto elettrodomestici, il dato di mercato è pari a 55  milioni di euro, ovvero il 14%. A trainare il settore sono le lavatrici. Se si guardano i dati relativi all’effettivo uso smart del prodotto i numeri sono ancora bassi. “Solo il 25% dei clienti che hanno acquistato un elettrodomestico connesso usa effettivamente queste funzionalità. Tuttavia il dato è comunque in crescita rispetto al 2017, quando era pari al 15%“, ha sottolineato il direttore dell’Osservatorio Tumino.

Mancanza di servizi a valore aggiunto

Tra gli elementi che caratterizzano il comparto, come ha spiegato l’altro direttore dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano Giulio Salvadori, anche la “mancanza di servizi di valore che possano soddisfare tutti i bisogni dell’utente finale”. A rimarcare quest’aspetto è, come emerso dalla ricerca, il consumatore stesso, che dichiara di avere attivato servizi aggiuntivi smart solo nel 14% dei casi. “Manca ancora l’offerta di quei servizi realmente di valore che il consumatore, nel 63% dei casi, dice di voler acquistare in futuro, nel caso in cui fossero disponibili”, ha sottolineato Salvadori. In sostanza c’è “gap” tra la situazione presente e lo scenario che si delineerà in futuro. È questo l’ambito su cui bisognerà lavorare di più. 

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