Nel primo semestre del 2019 l’Italia risulta sesta tra gli Stati UE per costo dell’elettricità ai consumatori domestici e quarta per qcostouanto riguarda il gas. La classifica è stata stilata da Eurostat che, in generale, segnala una stabilità media dei prezzi in UE-28 rispetto al primo semestre 2018: nel caso dell’elettrico 21 € per 100 kWh contro 20 €, nel gas fermi a 6 €/100 kWh.

Guardando al dato regionale, tra gennaio e giugno di quest’anno l’elettricità è costata meno per le famiglie della Bulgaria (9,9 € per 100 kWh), seguite da quelle di Ungheria (11,2 €) e Lituania (12,5 €). I maggiori costi in Germania (30,9 €), Danimarca (29,8 €) e Belgio (28,4 €).

Proprio in Danimarca, però, si registra il più grande calo dei prezzi dell’energia elettrica (-4,3%), seguita da Portogallo (-4,1%), Polonia (-3,1%) e Grecia (-1,3%). Il più alto aumento, invece, è arrivato nei mercati di Paesi Bassi (+20,3%), Cipro (+ 16,4%), Lituania (+ 14,4%) e Repubblica Ceca (+ 12%).

Per quanto riguarda il gas, invece, durante la prima metà del 2019 i prezzi sono stati più alti in Svezia (0,1183 €/kWh), Paesi Bassi, Danimarca e Italia; sul podio del risparmio per le famiglie, invece, Ungheria, Romania e Croazia.

Nel complesso, si è registrata una tendenza al rialzo dei prezzi del gas naturale nell’UE-28 da 0,052 €/kWh nella prima metà del 2010 a 0,072 €/kWh nella seconda metà del 2014. Da allora il prezzo è diminuito continuamente ma gli ultimi dati mostrano un lieve aumento a partire dal primo semestre del 2018.

“Il prezzo dell’energia nell’UE – sottolinea Eurostat – dipende da una serie di condizioni di domanda e offerta diverse, tra cui la situazione geopolitica, il mix energetico nazionale, la diversificazione delle importazioni, i costi di rete, i costi di protezione ambientale, le condizioni meteorologiche avverse o i livelli di accise e imposte”.

A pesare per il 37% sulle bollette energia in Europa sono “tasse e prelievi”, un valore che scende al 27% nel caso del gas. Un fattore non secondario se si pensa che il prezzo dell’elettricità, dell’offerta e della rete (senza tasse) è rimasto stabile nell’ultimo decennio: da 0,1149 €/kWh nella prima metà del 2008 a 0,1411 €/kWh nella seconda metà del 2014 e ora ammonta a 0,1356 €/kWh. Tuttavia, il peso delle tasse è aumentato costantemente dal 27% nel 2008 al 37% nel 2019.

Nella classifica della tassazione sulla bolletta elettrica la Danimarca è prima: 63,7% del prezzo finale era costituito da imposte e prelievi. Seguono Germania, Portogallo, Slovacchia e Italia.

Sul fronte gas, invece, il peso delle tasse è aumentato dal 21% nel 2008 al 27% nel 2019. Le imposte più elevate sono state addebitate anche in questo caso in Danimarca, 56,4% del prezzo finale, poi Olanda, Svezia e Italia.

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Antonio Jr Ruggiero
33 anni, nato ad Avellino, giornalista professionista, laurea in comunicazione di massa e master in giornalismo conseguito all’Università di Torino. È direttore delle riviste CH4, EIDOS e Italia Energia. In precedenza ha lavorato nel settore delle relazioni istituzionali e ufficio stampa, oltre ad aver collaborato con diversi media nazionali e locali sia nel campo dell’energia sia della politica. È vincitore di numerosi premi giornalistici nazionali e internazionali.