Per scegliere un contratto di energia, il consumatore guarda soprattutto al costo in bolletta. E’ quanto emerge da una indagine sulle variabili di scelta dell’utente finale realizzata da SVG e Accenture e presentata ieri al Festival dell’Energia (7, giugno Roma – 8, 9 giugno Milano) in vista della fine del mercato tutelato. Il dato è primo anche rispetto alla percezione della trasparenza della stessa bolletta.

Un atteggiamento che lascia pochi margini di manovra agli operatori  in quanto, come ricorda Chicco Testa, presidente di Sorgenia, nel corso della tavola rotonda “Il cliente al centro del mercato energetico”, in media il consumo effettivo in bolletta avulso da tassazioni, sia di circa 300 euro l’anno.

Un comportamento che indica anche, come sottolinea Massimo Garri responsabile Innovation technology and solutions Acea, quanto nonostante l’inserimento di attività integrate ai consumi “l’idea vincente” per convincere il consumatore a cambiare operatore con il mercato libero, non ci sia ancora.

Di altro avviso Alessandro Zunino, Ceo di Edison Energia, che sottolinea come ci si trovi in un momento, questo dell’apertura al mercato libero, che non poteva essere migliore, vista la potenzialità dei servizi dati dalla evoluzione della digitalizzazione. Spetta, secondo Edision Energia, alle tecnologie digitali e ai servizi aggiuntivi ad essi collegati di divenire il “multiplo” in bolletta che aspettano gli operatori.

Il ruolo delle associazioni dei consumatori

Manca sopratutto una corretta formazione alla lettura dei consumi, come sottolinea Testa che evidenza quanto in questo sia manchevole il ruolo delle associazioni dei consumatori.

Il dubbio del utente finale sembra soprattutto giocare sulla mancanza di fiducia verso la qualità del servizio dei nuovi operatori e una difficoltà nell’offrire un servizio di manutenzione hardware efficace e tempestivo, a intimorire l’uscita dai grandi player e il confronto con il mercato libero, evidenzia a Canale Energia Carlo De Masi, presidente Adiconsum, presente al dibattito.

Intanto il mercato libero si avvicina, come ineluttabile tappa prevista dalle regole europee, sperare in un continuo rimando della data fatidica rischia di essere solo un dispendio di risorse, la formula migliore per gestire questo passaggio, però, a quanto pare, è ancora un mistero.

Il punto di vista dell’industria

Dal punto di vista delle imprese, sottolinea Giuseppe Ricci presidente di Confindustria Energia, “è importante ricordare che l’energia è il pilastro della crescita e bisogna produrla nel modo più compatibile con l’ambiente”.

In questo contesto il presidente sottolinea come la Strategia energetica nazionale sia concertata su un equilibro tra tre pilastri: de carbonizzazione, competitività e sicurezza energetica. “Se riusciremo a interpretare la transizione energetica sempre ricercando l’ottimizzazione di questi tre pilastri il Paese non perderà in competitività”.

Per questo è necessario investire nelle infrastrutture e rispondere così a esigenze derimenti del Paese, “guardando all’oggi non solo al 2050”.

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