In un contesto generale che ha visto nel 2018 un aumento dei consumi pari a 21,14 miliardi di euro (+2% rispetto al 2017), si sta configurando “l’era del consumatore connesso” che predilige beni collegati alla Rete, multifunzionali e di fascia premium. E’ uno dei trend rilevati dall’Osservatorio Findomestic 2018 che ha utilizzato i dati elaborati da Prometeia.

I consumi per la casa

Questo scenario di sempre maggior appeal dei beni connessi emerge con forza  se si analizzano i dati rilevati nel settore casa, che nell’ultimo anno  mostrano una crescita del 2% in valore. Si tratta di un risultato frutto dell’accelerazione dei prezzi medi (+2,7%) e della leggera contrazione dei volumi di vendita (-0,6%). “Siamo nell’era del consumatore ‘connesso’ che acquista sempre più beni collegati alla Rete, multifunzionali e di fascia premium”, spiega in una nota Claudio Bardazzi responsabile dell’Osservatorio Findomestic.

Smart device per la casa e droni in crescita

Nello specifico secondo l’osservatorio si è verificata una decrescita del 3,5% in valore per l’elettronica di consumo, fortemente condizionata dai risultati negativi dei televisori (-1,6%) che rappresentano l’80% del fatturato.  Sono stati inoltre rilevati importanti aumenti delle vendite di smart tv e di televisori con schermi di grandi dimensioni (oltre i 55 pollici) che tuttavia non bastano a riportare il segmento su un terreno di ripresa. I competitori su cui il settore deve vedersela è infatti quello dei prodotti tlc, che permettono la fruizione dei contenuti multimediali in mobilità. Resta stabile sui livelli 2017, invece, il segmento audio, grazie agli home sound system (impianti audio wireless) e soprattutto a quelli con assistenti vocali incorporati, in crescita dell’1,2%.  A smuovere in modo positivo il mercato sono i droni, che, con una crescita del +14,6%, hanno raggiunto in 3 anni (2016-2018) l’1,3% del fatturato del settore (circa 24,5 milioni di euro). 

Veicoli, usato in crescita

Passando invece ai dati relativi veicoli emerge come questo mercato rappresenti il il 3% dei consumi totali, con un incremento dell’incidenza dello 0,7% rispetto al 2014. In un comparto che vede le vendite in crescita dell’1,6% in volume e i prezzi in calo dello 0,5%, a registrare il primato, per giro d’affari, sono in particolare le auto usate, con quasi 19 miliardi di euro. Il mercato delle auto nuove, invece, secondo le stime di Prometeia, a fine anno raggiungerà 17,6 miliardi di euro per un totale di 1.932.000 immatricolazioni con una contrazione del 2,1% in valore e del 2,9% in volume.

In calo immatricolazioni dei privati

Dal rapporto emerge inoltre come siano in calo le immatricolazioni dei privati (-3,5%), trend in linea con l’andamento negativo già rilevato nel 2017. Un arresto netto contraddistingue anche il comparto delle auto aziendali, per le quali si registra una flessione del 2,2% dopo l’impennata del +22,8% dello scorso anno.

Questa situazione, secondo l’Osservatorio Findomestic, è legata anche  all’incertezza della situazione economica, la crescente incidenza sui budget familiari dei durevoli per la casa, gli interventi di policy come l’introduzione della procedura di omologazione WLPT (il nuovo standard per le emissioni inquinanti in vigore da settembre 2018) e i provvedimenti contro le motorizzazioni diesel, ma anche la diffusione del car sharing nei grandi centri cittadini e una crescente propensione verso il noleggio a lungo termine (NLT).  Sono 881mila le auto NLT in circolazione: nel 2018 le immatricolazioni toccheranno le 276.000 unità con un aumento del +6,1% rispetto al 2017, garantendo al settore una quota di mercato del 14,3%”. 

Più di un’auto su due alimentata a diesel

Inoltre più di un’auto su due (54%) di nuova immatricolazione è alimentata ancora a diesel, nonostante il calo del 10% registrato quest’anno. “Le auto a benzina  – spiega una nota di Findomestic – crescono del 4% e raggiungono una quota del 33%, mentre quelle con alimentazione alternativa aumentano del 15% per una fetta di mercato pari al 13%. Le ibride/elettriche sono in aumento del 40% e valgono un terzo di quelle con alimentazione alternative. I veicoli a metano crescono del 23% mentre sono in lieve flessione (-0,6%) quelli a GPL”.

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