Il regolamento per far fronte all’emergenza del rincaro dei prezzi dell’energia adottato lo scorso 6 ottobre dagli Stati membri dell’UE di fatto destina ai clienti vulnerabili i fondi delle fossili. Si tratta di un contributo di solidarietà temporaneo obbligatorio sugli utili delle imprese attive nei settori del petrolio greggio, del gas naturale, del carbone e della raffinazione. Tale valore sarà calcolato sugli utili imponibili rispetto l’esercizio fiscale avente inizio nel 2022 e/o nel 2023 e che eccedono un aumento del 20% degli utili imponibili medi annui dal 2018. E’ stato inoltre fissato Il Consiglio ha convenuto di fissare un tetto sui ricavi di mercato a 180 EUR/MWh per i produttori di energia elettrica, compresi gli intermediari, che utilizzano le cosiddette tecnologie inframarginali per produrre energia elettrica, come le energie rinnovabili, il nucleare e la lignite (Il tetto obbligatorio sui ricavi di mercato si applica fino al 30 giugno 2023 n.d.r.).

Si tratta di un contributo di solidarietà temporaneo (valido dal 1º dicembre 2022 al 31 dicembre 2023) e si applicherà in aggiunta alle imposte e ai prelievi ordinari già applicabili negli Stati membri.

L'avvocato Emilio Sani
L’avvocato Emilio Sani

“Fino ad oggi le misure di Price Cap hanno portato a un sostanziale azzeramento degli oneri di sistema per tutti. Adesso dovranno esserci delle misure rivolte specificatamente ai clienti vulnerabili” commenta l’avvocato Emilio Sani dello Studio Sani Zangrando, brand ambassador dell’Alleanza contro la povertà energetica.

“L’art 17 del nuovo regolamento sarà nelle prossime settimane sui tavoli governativi. Tra le misure prevede la riduzione dei consumi elettrici del 10% (Gli obiettivi di riduzione del consumo di energia si applicano fino al 31 marzo 2023 n.d.r.). Uno scenario in cui  le persone in povertà energetica possono svolgere un ruolo da protagonisti. Questo perchè per fattori strutturali sono i cittadini che consumano di più rispetto alle effettive esigenze di consumo, disponendo generalmente di tecnologie vetuste.

In questo modo però possono essere i primi che se adeguatamente supportati, possono diminuire gli sprechi. Ad esempio si potrebbe far si che i contributi di solidarietà destinati alle persone vulnerabili, vadano a finanziare interventi di efficienza energetica a loro dedicati. Così da raggiungere questi risultati rapidamente”.

Le comunità energetiche altro aspetto della lotta ai consumi energetici

“Per quanto riguarda le comunità energetiche sia a livello pubblico che privato tutti si stanno preparando a realizzarne quanto più possibile. Ovvio che per fare il business plan definitivo c’è bisogno di conoscere il numero e come saranno divisi gli incentivi.

Se saranno adeguati e rispecchieranno l’esigenza di ridurre i costi energetici per i cittadini, ci sarà un fiorire di comunità energetiche. Altrimenti se saranno pensati solo come un po’ più alti degli ultimi incentivi sulle rinnovabili, rischiano di essere un flops sia in ambito di riduzione dei consumi energetici che di transizione sociale” conclude l’avv. Sani.

Leggi anche: Parlamento EU per l’indipendenza energetica, contro la povertà energetica

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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.