Caro carburanti: tra geopolitica e speculazione, la stangata sfiora i 200 euro annui

Il diesel supera la benzina e spinge al rialzo i beni di largo consumo. Federconsumatori attacca: "Prezzi gonfiati di quasi 10 centesimi al litro".

L’ombra del conflitto in Medio Oriente si allunga sui distributori italiani, scatenando un’impennata dei prezzi che colpisce duramente le tasche di automobilisti e consumatori. Nonostante le fluttuazioni del mercato internazionale, i listini alla pompa mostrano una reattività immediata solo quando si tratta di ritoccare verso l’alto.

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I numeri del rincaro: il sorpasso del Diesel

Secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, i prezzi medi al self-service vedono la benzina attestarsi a 1,67 euro/litro, mentre il diesel schizza a 1,732 euro/litro. Una dinamica che Michele Carrus, presidente di Federconsumatori, stigmatizza con amarezza:

“I listini si aggiornano al rialzo alla velocità della luce, peccato non avvenga mai il contrario quando dovrebbero scendere.”

Il dato più allarmante riguarda proprio il gasolio. Le analisi dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (O.N.F.) evidenziano un’anomalia: incrociando il cambio euro/dollaro e le quotazioni del greggio, il diesel dovrebbe costare 9,8 centesimi in meno rispetto ai valori attuali.

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L’impatto sulle famiglie: effetti diretti e indiretti

L’aumento non si limita al momento del rifornimento, ma innesca una reazione a catena su tutto il carrello della spesa.

  • Costi diretti: un automobilista con auto a gasolio deve mettere in conto una spesa extra di circa 94,00 euro annui.

  • Costi indiretti: poiché l’86% della merce in Italia viaggia su gomma, il caro-carburante si traduce in un aumento dei prezzi dei beni di largo consumo pari a +111,08 euro annui per ogni cittadino.

  • Il totale: considerando la media tra auto a benzina e diesel, la stangata complessiva per utente ammonta a 186,64 euro l’anno.

Accuse di speculazione e stallo energetico

Federconsumatori punta il dito contro i “fenomeni speculativi intollerabili” e chiede alle istituzioni una vigilanza serrata e punizioni esemplari per chi approfitta della crisi geopolitica.

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Sul fronte politico, il senatore M5S Pietro Lorefice segretario di Presidenza del Senato lega i rincari alle scelte strategiche del Paese:

“L’Italia e l’Europa restano ostaggio delle tensioni geopolitiche perché ancora dipendenti dai fossili. Il Governo ha scelto di rallentare la transizione energetica: un atto irresponsabile le cui conseguenze saranno pagate, come sempre, da cittadini e imprese.”

Mentre i mercati restano volatili, Federconsumatori ha annunciato l’avvio di un monitoraggio costante per fare chiarezza sulla trasparenza dei prezzi alla pompa, chiedendo a gran voce di accelerare verso l’autonomia energetica e le fonti rinnovabili.


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