La presentazione della Relazione Annuale dell’ARERA (L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) fotografa un sistema energetico italiano in chiaroscuro. Se da un lato si consolida il percorso di discesa delle bollette per i consumatori, dall’altro rimangono evidenti le vulnerabilità storiche del Paese, a partire dalla dipendenza dalle importazioni di gas.
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I dati e le prospettive emersi dal documento hanno subito innescato le reazioni dei principali attori del settore: Elettricità Futura, la maggiore associazione delle imprese elettriche italiane, e ASSIUM, l’Associazione Italiana degli Utility Manager.
Elettricità Futura: «Bene il calo per le famiglie, ma tuteliamo la tenuta del sistema»
Elettricità Futura ha accolto positivamente le analisi dell’Authority, evidenziando la necessità di fare una netta distinzione tra i prezzi all’ingrosso e la spesa reale delle famiglie.
Quando la Relazione parla di prezzi strutturalmente più alti rispetto a Francia e Spagna, si riferisce infatti al PUN (Prezzo Unico Nazionale all’ingrosso), una metrica che impatta sulle utility e sulle grandi industrie energivore, e non direttamente sui bilanci domestici.
Il bilancio sulle bollette luce e gas:
Per i clienti domestici, l’ARERA ha certificato un trend inverso e rassicurante:
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Calo complessivo: Si registra una moderata riduzione del prezzo totale della bolletta (-1,6%), che accorcia il divario tra l’Italia e il resto d’Europa.
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I trend precedenti: La discesa dei prezzi medi era già iniziata nel 2024 con un netto crollo della componente energia (-20,7%), rimasta poi sostanzialmente stabile nell’ultimo anno (-0,1%).
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Costi di rete: A trainare l’ultimo ribasso è stata soprattutto la flessione dei costi di rete, scesi del 5,8%.
L’associazione ha tuttavia lanciato un monito: per garantire gli investimenti necessari alla transizione e allo sviluppo della rete, l’ARERA deve continuare a tutelare la stabilità finanziaria delle imprese produttrici italiane, i cui margini sono in linea con la media europea.
Stop alla “giungla delle offerte”: ASSIUM chiede la certificazione dei venditori
Un altro tema caldo sollevato dalla presidenza di ARERA riguarda la trasparenza e la regolamentazione dei canali di vendita. Una posizione immediatamente appoggiata da ASSIUM, che da tempo si batte per l’introduzione dell’obbligo di certificazione per chi vende forniture di luce e gas.
L’associazione rivendica il valore strategico dell’Utility Manager, una figura professionale terza e qualificata, istituita proprio per guidare famiglie e PMI nel labirinto delle tariffe energetiche. Secondo ASSIUM, l’introduzione di una norma tecnica terza (la UNI 11782) per qualificare i venditori è l’unico modo per sanare le storture di un mercato giudicato ancora troppo opaco.
“Accogliamo positivamente le dichiarazioni di ARERA,” ha spiegato il Presidente di ASSIUM, Federico Bevilacqua. “Chiederemo un incontro per ribadire l’importanza dell’obbligo di certificazione. Solo luce, gas e telecomunicazioni sono settori in cui regna ancora il caos sul fronte della vendita al pubblico. Comparti come quello bancario, assicurativo o immobiliare hanno già fatto da tempo un salto di civiltà, regolamentando la professionalità e la responsabilità dei loro operatori. L’ostacolo principale finora è arrivato da alcune aziende energetiche che preferiscono mantenere il controllo totale sulla formazione dei prezzi e del personale.”
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