1 cittadino su 5 in Grecia non conosce il termine “povertà energetica”

Un quadro sulla visione del problema e le possibili soluzioni nella indagine condotta da Inzeb in collaborazione con Heinrich Böll Stiftung

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1 cittadino su 5 in Grecia non conosce il termine povertà energetica, eppure è una nazione che vive in prima persona il problema visti i seri problemi economici in cui verte la maggior parte della popolazione. Chiudiamo virtualmente la settimana europea della povertà energetica di quest’panno coni dati di questa indagine di condotta da Inzeb, Institute of zero energy buildings, in collaborazione con Heinrich Böll Stiftung in cui è stata misurata  la consapevolezza del problema  tra i cittadini ellenici.

L’indagine si è svolta tra luglio e ottobre 2018, quindi ancora lontana dalla crisi del Covid-19, ed ha coinvolto 691 famiglie. È stata condotta online o tramite interviste telefoniche. La struttura di analisi è stata suddivisa in quattro moduli: dati demografici; domande relative alle informazioni tecnico-finanziarie; domande relative alla familiarizzazione dei cittadini con il fenomeno della povertà energetica; opinione dei cittadini sull’affrontare il fenomeno e la loro intenzione di partecipare al processo.

distribuzione delle risposte per regione
Distribuzione delle risposte per area geografica

Circa il 20% della popolazione residente in Grecia, ovvero 1 cittadino su 5, non conosce il termine “povertà energetica”. Mentre l’80% della popolazione ne è venuta a conoscenza soprattutto attraverso il web, i media o discussioni in ambito lavorativo. Infine il 39,5% degli intervistati si considera abbastanza o molto familiare con il concetto di povertà energetica, colo il 18, 2 % si valuta molto familiare al tema.

Familiarita Con Il Fenomeno Della Poverta Energetica 2

L’efficacia dell’efficienza energetica degli edifici

L’efficienza energetica degli edifici è il punto debole delle persone in povertà energetica anche in Grecia. Innanzi tutto il 56,2% degli intervistati ha dichiarato di non avere un certificato di prestazione energetica (Ape). Tra i proprietari e locatari intervistati che lo hanno, il 17% ha lamentato problemi di riscaldamento o raffreddamento nonostante abitino in edifici in classe energetica A o B. La causa secondo gli intervistati è nella bassa qualità dei telai e nell’isolamento inadeguato dell’ultimo piano combinato con alti livelli di umidità nella regione.

Il 30,2% dei possessori di Ape ha dichiarato di avere spesso problemi di riscaldamento o raffreddamento inficiando il comfort termico percepito nelle residenze. In questo caso tra le principali cause sono stati indicati il budget familiare limitato da investire in servizi energetici in cui gasolio ed elettricità risultano essere molto cari.

Infine il 47% dei cittadini che hanno sofferto di problemi di riscaldamento utilizzano olio da riscaldamento. Il 32% usa l’elettricità per il riscaldamento e il raffreddamento e solo l’1% non ha fatto affidamento su nessuna fonte di energetica. Il 50,8% del panel ha speso l’11-30% del budget familiare per tali servizi. Solo il 33,4% ha dichiarato di non aver provato alcun disagio termico.

Percezione del costo dell’energia in bolletta

Rispetto il costo dei servizi energetici forniti, la maggioranza degli intervistati, 90%, ritiene sia alto o molto alto. Il 36,5% di questa maggioranza ha dichiarato che gli arretrati nella bolletta energetica si sono verificati frequentemente o molto frequentemente negli ultimi 24 mesi.

Gli incentivi ci sono, ma non si vedono

La Grecia prevede dei programmi di supporto per i cittadini in difficoltà, ma quanti di loro li conoscono? Alla domanda sui programmi finanziari disponibili e sugli incentivi che potrebbero aiutare ad affrontare la povertà energetica, il 23,2% ha risposto che non erano disponibili tali programmi. Il 19,7% non sapeva che fossero disponibili e il 25,4% ha ammesso la conoscenza della loro disponibilità ma anche impedimenti burocratici al loro utilizzo. Un quadro simile alla tendenza italiana per cui solo 800mila famiglia richiedono il bonus energia sulle 2mila che ne avrebbero diritto, motivo per cui è stato richiesto l’automatismo del bonus. Il 57,1% si riferisce alla “Tariffa elettrica sociale”, l’indennità per gasolio da riscaldamento e il programma “Saving at home” come a strumenti di supporto per affrontare la povertà energetica.

Azioni sul comportamento per mitigare i consumi energetici

Alla domanda riguardante “come attuare efficaci misure per affrontare la povertà energetica”, il 55,7% ha suggerito diverse misure che secondo loro si dimostrerebbero più efficaci delle attuali presenti Grecia per la mitigazione della povertà energetica. Tra queste vediamo nel grafico: un pacchetto d’azione che include azioni volte a modificare il comportamento dei cittadini, e investimenti in termini di innovazioni tecnologiche come l’installazione di contatori intelligenti, l’uso di apparecchi di illuminazione ad alta efficienza energetica, apparecchi a risparmio energetico, ecc. C’è interesse anche per migliorare il rendimento energetico degli edifici (come l’energia parziale o completa aggiornamento, utilizzo delle Fer ecc.).

Quali misure per contrastare la povertà energetica Inzeb

Per aiutarli a scegliere quale soluzione migliore applicare il 24,8% degli intervistati ha dichiarato che si fiderebbe di un’autorità locale. Il 16% preferisce un’unione di potenziali consumatori e il 14,6% a una cooperativa energetica. Inoltre, il 63% degli intervistati apprezzerebbe ricevere consigli gratuiti su come arginare il fenomeno e indicazioni sulla riduzione del consumo energetico. Nel complesso il 47,5% degli intervistati è molto interessato a contribuire con forum e azioni collettive per mitigare gli effetti della povertà energetica nel loro quartiere e nella loro città di residenza.

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