Pesticidi, l’allarme delle 11 Associazioni: “Il Regolamento Omnibus è un cavallo di Troia contro la salute”

Un fronte compatto di 11 sigle tra associazioni di consumatori, ambientalisti, medici e produttori biologici (tra cui WWF, Greenpeace, Isde-Medici per l’Ambiente e Lipu) ha inviato una lettera urgente ai Ministri dell’Agricoltura, della Salute e dell’Ambiente. L’obiettivo: fermare il nuovo regolamento “Omnibus” sulla sicurezza di alimenti e mangimi proposto dalla Commissione Europea.

pesticidi
Foto di PollyDot da Pixabay

Sotto la bandiera della “semplificazione normativa”, denunciano le associazioni, si nasconderebbe in realtà un pericoloso smantellamento delle tutele costruite in decenni di legislazione europea.

Le criticità: deroghe facili e approvazioni illimitate

Secondo il documento inviato al Governo, il provvedimento introduce meccanismi che potrebbero cambiare radicalmente il volto dell’agricoltura europea, a scapito della sicurezza dei cittadini:

  • Approvazioni senza scadenza: verrebbe introdotta la possibilità di concedere approvazioni illimitate per le sostanze attive, eliminando le revisioni periodiche necessarie per ritirare i pesticidi pericolosi alla luce di nuove scoperte scientifiche.

  • Stati membri “depotenziati”: si limiterebbe la capacità dei singoli Paesi di vietare prodotti fitosanitari basandosi sulle ricerche scientifiche più recenti.

  • Normalizzazione del “fuorilegge”: le deroghe per l’uso di sostanze già bandite verrebbero estese fino a tre anni, rendendo di fatto ordinario l’impiego di veleni vietati.

  • Lo scandalo dei residui importati: il regolamento non interviene sul “doppio standard” che permette l’importazione di prodotti trattati con pesticidi vietati nell’UE, favorendo l’export di sostanze tossiche verso paesi terzi.


Un conflitto con la Costituzione e la Scienza

Le associazioni richiamano con forza l’Articolo 41 della Costituzione Italiana, ricordando che l’iniziativa economica non può svolgersi a danno della salute e dell’ambiente.

“Questa proposta non semplifica, ma deregolamenta. È un cavallo di Troia dell’industria chimica che tradisce le aspettative dei cittadini europei,” dichiarano congiuntamente le 11 organizzazioni.

Oltre ai rischi legati alle sostanze chimiche, il regolamento solleva dubbi sull’uso dei droni per lo spargimento dei pesticidi (con incognite sulla contaminazione ambientale) e su definizioni ambigue di “bio-controllo” che potrebbero sdoganare sostanze dall’impatto ancora ignoto.


Il fronte della protesta

La mobilitazione italiana non è isolata: si unisce al coro di 139 organizzazioni europee che già nell’ottobre 2025 avevano manifestato il proprio dissenso alla Presidente Ursula von der Leyen.

Le 11 sigle firmatarie in Italia:

  • Associazione Consumatori e Utenti

  • AIDA (Agroecologia)

  • Associazione per l’Agricoltura Biodinamica

  • Federazione Nazionale Pro Natura

  • Greenpeace

  • ISDE-Italia Medici per l’Ambiente

  • Lipu

  • Rete Semi Rurali

  • Terra!

  • UPBio

  • WWF Italia

L’appello finale al Governo italiano è perentorio: respingere integralmente il provvedimento in ogni sede europea per difendere il principio di precauzione e l’integrità della salute pubblica.


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