Mentre il deserto del Marocco si tinge insolitamente di verde, l’Europa mediterranea e l’Italia si interrogano su un clima sempre più polarizzato. Il bollettino dell’Osservatorio ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni) scatta la fotografia di un Paese investito da piogge record che, paradossalmente, rischiano di non risolvere i problemi idrici a lungo termine a causa della carenza di infrastrutture di stoccaggio.

L’estremizzazione climatica: dal Marocco all’Emilia-Romagna
Il fenomeno dell’inerbimento del deserto marocchino è l’altra faccia della medaglia di ciò che sta accadendo nel bacino del Mediterraneo. Eventi alluvionali estremi seguono periodi di siccità prolungata, colpendo zone come Valencia, la Libia e l’Emilia-Romagna. In Italia, l’avvio del 2026 ha visto un Centro-Meridionale travolto dall’acqua: la Sardegna ha registrato un +252% di piogge rispetto alla media, seguita dalla Sicilia (+117%).
Il passaggio del ciclone Harry ha trasformato la provincia di Catanzaro nella più piovosa d’Italia con ben 315 mm di accumulo in un solo mese. Numeri simili si riscontrano nel Lazio, dove Roma ha segnato un +182% di precipitazioni rispetto alla norma.
Il ritorno della neve: un sollievo a metà
Dopo un gennaio avaro di neve (-32% nazionale), febbraio ha riportato il manto bianco sulle vette. Nel Sud Sardegna si sono toccati i 65 cm, mentre l’indice SWE (Snow Water Equivalent) nazionale è risalito quasi ai livelli storici (-3%).
Tuttavia, il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi, lancia un monito:
“L’insufficiente numero di bacini nel nostro Paese impedisce di capitalizzare l’acqua caduta. Le temperature miti favoriscono uno scioglimento precoce della neve: senza invasi, quest’acqua fluisce rapidamente a valle e finisce in mare, diventando una risorsa persa.”
La situazione dei bacini: Puglia e Basilicata respirano
Se da un lato si contano i danni di eventi atmosferici “da un anno in un mese” (come i 561 mm caduti vicino Palermo in 50 giorni), dall’altro le riserve idriche del Sud tirano un sospiro di sollievo dopo due anni di siccità implacabile:
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Basilicata: In soli sette giorni gli invasi hanno incamerato 36 milioni di metri cubi d’acqua.
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Puglia: I volumi della Capitanata sono cresciuti di 12 milioni di metri cubi, portando il riempimento al 37%.
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Lazio: Il Tevere a Roma corre con una portata di 371 m³/s, ben oltre la media di 150 m³/s degli ultimi sei anni.
Il Nord e la sfida delle infrastrutture
Mentre il Centro-Sud abbonda d’acqua, il Nord presenta un quadro frammentato. Se il Lago di Garda (Benaco) è quasi pieno (90%), la Lombardia registra ancora un deficit del -23,9% nelle riserve idriche totali. Il fiume Po, nelle stazioni prossime al delta, segna invece un calo del 7,3% rispetto alla media.
Report Pluviometrico: Italia Centro-Meridionale (Inizio 2026)
| Regione / Provincia | Pioggia caduta (mm) | Surplus rispetto alla media (%) | Note di rilievo |
| Sardegna | 235 mm | +252% | Manto nevoso a Sud: 65 cm |
| Sicilia | 159 mm | +117% | Messina/Catania/Siracusa a 219 mm |
| Lazio | 230 mm | +165% | Roma città: 222 mm (+182%) |
| Calabria | – | +112% | Catanzaro provincia più piovosa (315 mm) |
| Molise | – | +101% | Isernia registra +162% |
| Campania | – | +75% | Garigliano 1m sopra i livelli storici |
| Abruzzo (L’Aquila) | 208 mm | +199% | Forte accumulo su rilievi interni |
| Basilicata | – | +49% | 36 mln m³ accumulati in 7 giorni |
| Puglia (Brindisi) | – | +99% | Foggia stabile (+0,43%) |
| Umbria | 161,5 mm | +160% | Trasimeno in risalita (+2 cm) |
Serve una regia idraulica
L’analisi dell’ANBI è perentoria: la percezione di abbondanza data dalle recenti alluvioni è fallace. Senza una rete di piccoli e grandi invasi capaci di trattenere l’acqua nei momenti di eccesso per rilasciarla nei periodi di magra, l’Italia resterà vittima dell’instabilità climatica. Come sottolineato dal Direttore Generale Massimo Gargano, sono necessarie infrastrutture idrauliche moderne per “calmierare gli estremi” e preservare l’equilibrio di un territorio sempre più fragile.
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