Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine: domani a Ischia il ritorno al mare di cinque esemplari salvati dall’uomo

Continuano le azioni di liberazione di tartarughe in mare, dopo i rilasci di ieri 14 giugno domani martedì 16 giugno, giorno dedicato alle tartarughe ci saranno altri rilasci. Cinque storie di sofferenza, cure intensive e, infine, rinascita. Domani sarà protagonista il mare di Ischia per la liberazione di cinque esemplari di tartaruga marina (tutti della specie Caretta caretta).

Gli animali, curati e riabilitati presso il Turtle Point di Portici (il Centro Ricerche Tartarughe Marine della Stazione Zoologica Anton Dohrn – SZN), saranno restituiti al loro ambiente naturale grazie alla collaborazione con l’Area Marina Protetta (AMP) Regno di Nettuno e al supporto operativo della Guardia Costiera.

Prima del “tuffo”: un incontro per la tutela del mare

L’evento non sarà solo un momento di festa, ma anche un’occasione di confronto. Prima della liberazione, si terrà un incontro a Forio d’Ischia presso la Sala Marinai d’Italia (sede dell’AMP Regno di Nettuno). L’obiettivo è sensibilizzare pescatori, diportisti, operatori marittimi e cittadini sull’importanza della conservazione degli ecosistemi marini, promuovendo comportamenti virtuosi per ridurre l’impatto delle attività umane.

Le minacce invisibili: plastica, eliche e “reti fantasma”

Il viaggio delle tartarughe nei nostri mari è costellato di pericoli causati dall’uomo:

  • Inquinamento luminoso: disorienta i piccoli appena nati, impedendo loro di raggiungere il mare.

  • Rifiuti e plastica: scambiati per cibo, vengono ingeriti causando blocchi intestinali spesso letali.

  • Imbarcazioni e attrezzi da pesca: collisioni con i motori, catture accidentali (bycatch) e intrappolamenti.

Proprio l’abbandono delle attrezzature da pesca, le cosiddette “reti fantasma”, rappresenta oggi una delle emergenze più critiche. Per contrastare questo fenomeno, la SZN partecipa attivamente al progetto europeo Life OASIS, mirato proprio a ridurre l’impatto dei rifiuti derivanti dalle attività di pesca.

Cinque storie simbolo del mare di oggi

Le cinque tartarughe pronte al rilascio sono il ritratto delle pressioni antropiche sulla fauna marina, ma anche del successo della rete di soccorso:

Tartaruga Peso/Stato La sua storia e il salvataggio
Carlo ~17 kg Catturato accidentalmente in una rete a strascico. Ha sofferto di una grave malattia da decompressione per essere stato tirato su troppo velocemente. È salvo grazie alla tempestiva segnalazione del pescatore.
Mbappè ~40 kg (femmina) Vittima di pesca a strascico, ha perso definitivamente la vista all’occhio sinistro. Gli scienziati rassicurano: le tartarughe con deficit monoculari riescono a cacciare e orientarsi perfettamente in natura.
Paola Adulto Il caso più complesso. Trovata a Latina con una frattura esposta all’omero e una profonda ferita sul guscio causata dall’impatto con una barca. Dopo un anno di fisioterapia e cure ha ripreso a nuotare alla perfezione.
Egidio ~6 kg (giovane) Trovata a Sapri con una pinna quasi amputata da corde e rifiuti di plastica. Curato nell’ambito del progetto Life OASIS, ha recuperato la piena funzionalità dell’arto.
Missy Giovane Recuperata in inverno a Capo Miseno in uno stato di grave ipotermia e torpore profondo. Senza il soccorso immediato di un pescatore non avrebbe superato la notte.

Un monito per il futuro

La liberazione di domani è la prova dell’efficacia della rete di soccorso campana, ma non deve far abbassare la guardia. Ogni tartaruga salvata è una vittoria, ma ricorda a tutti noi quanto l’ecosistema marino sia fragile e quanti esemplari ancora perdano la vita a causa dell’indifferenza umana. La salvaguardia del mare è una responsabilità collettiva.


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