G20, storiche dichiarazioni su aria pulita e crimini ambientali

Impegno storico per un futuro sostenibile

Si è chiusa il 18 ottobre a Città del Capo la due giorni cruciale del G20 Environment and Climate Sustainability Ministerial Meeting, sotto la presidenza del Sudafrica. L’incontro ha segnato un punto di svolta nella cooperazione globale con l’adozione di due documenti ministeriali di importanza storica: la Cape Town Ministerial Declaration on Crimes that Affect the Environment (Dichiarazione ministeriale di Città del Capo sui crimini che colpiscono l’ambiente) e la Cape Town Ministerial Declaration on Air Quality (Dichiarazione ministeriale di Città del Capo sulla qualità dell’aria).

G20
Foto di Vlad Tamkin su Unsplash.

Queste dichiarazioni rappresentano un primo assoluto per il G20, formalizzando la discussione sul crimine ambientale e sull’inquinamento atmosferico nell’agenda delle 20 maggiori economie mondiali. L’obiettivo comune, come riaffermato durante i lavori, è quello di integrare in modo indissolubile la tutela ambientale nelle politiche di sviluppo, seguendo un approccio incentrato su solidarietà, equità e sostenibilità.

Lotta ai crimini ambientali e diritto all’aria pulita

La Dichiarazione sui crimini che colpiscono l’ambiente riconosce esplicitamente che la protezione degli ecosistemi è strettamente legata alla giustizia e allo stato di diritto. Sollecita un’azione internazionale coordinata per contrastare le attività illecite che minano la governance, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile, come il commercio illegale di specie selvatiche, la deforestazione, l’estrazione mineraria illecita e il traffico di rifiuti.

Parallelamente, la Dichiarazione sulla qualità dell’aria afferma un principio fondamentale: il diritto a respirare aria pulita è un diritto umano essenziale. Il documento mira a rafforzare la raccolta di dati, migliorare il monitoraggio della qualità dell’aria e a indirizzare i finanziamenti verso le comunità più colpite dall’inquinamento atmosferico. Il tema della qualità dell’aria è stato elevato a priorità autonoma per il G20 per la prima volta, un segnale della crescente consapevolezza globale riguardo ai suoi impatti diretti sulla salute pubblica e sull’economia.

G20: l’Italia sottolinea la necessità di standard comuni

La delegazione italiana, guidata dal Capo delegazione e sottosegretario Claudio Barbaro, ha espresso vivo apprezzamento per la presidenza sudafricana, lodando lo spirito inclusivo dei negoziati.

Barbaro ha evidenziato come le due dichiarazioni, definendo perimetri d’azione ben definiti, rappresentino un “passo concreto nella definizione di standard comuni e di un quadro operativo condiviso” in materia di protezione ambientale e salute pubblica. Questo sottolinea l’importanza di creare un linguaggio e strumenti d’azione uniformi tra le maggiori potenze economiche per affrontare sfide che, per loro natura, non conoscono confini. La partecipazione ai lavori ha visto anche il coinvolgimento dell’Ambasciatore d’Italia in Sudafrica, Alberto Vecchi.

Prossimo passo: il vertice dei leader a Johannesburg

Oltre alle due storiche dichiarazioni, il meeting ha prodotto anche un Chair’s Summary che sintetizza i progressi compiuti nelle sei aree tematiche prioritarie individuate dalla Presidenza sudafricana, che includevano anche biodiversità e conservazione, degrado del suolo e gestione dei rifiuti e dei prodotti chimici.

Gli esiti di questi lavori ministeriali non si esauriscono a Città del Capo. Il documento finale sarà ora trasmesso ai leader del G20, che si riuniranno nel vertice di Johannesburg il prossimo mese di novembre. Sarà in quella sede che le conclusioni della Presidenza sudafricana, con un’enfasi particolare sui temi di giustizia ambientale e salute pubblica sanciti dalle dichiarazioni, verranno integrate nel documento conclusivo e nell’agenda di azione futura del G20.

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